martedì, Aprile 13, 2021

Sandro Petti e la miopia ischitana | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 2 marzo 2021

In primo piano

Ieri, approfittando del compleanno del mitico Sandro Petti, maestro fin troppo dimenticato dall’ingratitudine dell’amministrazione comunale di Ischia negli ultimi quattordici anni, ho avuto modo di vedere delle foto di Ischia Ponte che mi hanno provocato rimpianto, stupore e rabbia.

Le immagini ritraevano l’angolo “sotto ‘u Castiello”, ai piedi della discoteca “Castillo de Aragona” (un’altra delle indimenticabili creature di Sandro), dove con quattro soldi riuscì a creare un antesignano beach club, che così come a “’O Rangio Fellone” ospitava il meglio della dolce vita romana, pronta a seguire incondizionatamente le creazioni di quell’architetto dandy, mezzo romano mezzo ischitano, pirata e signore, poeta e pittore, creativo e cantastorie. Un personaggio che ancora oggi, ad una veneranda età che non rivelerò in questa sede per evitare di beccarmi i suoi improperi, ascolteresti per ore pur di scoprire un nuovo aneddoto di una vita eccezionale e da pochi eguali.

Rimpianto, sì, per non aver vissuto quell’epoca meravigliosa, in cui alcuni ragazzotti “figli di papà” lasciavano la noia di Capri per scappare verso la rinomata e affascinante mondanità di Ischia firmata Petti, con tanta bella gente che al solo sentirla nominare oggi ti tremano i polsi dall’incredulità. Stupore, non altro, perché le intuizioni di Sandro richiedevano ben poco per rivelarsi: a lui non serviva una gran dispensa per cucinare, si arrangiava -si fa per dire- con quel che trovava (non a caso, così nacque l’invenzione della Puttanesca). Rabbia, anche, perché passare oggi davanti all’abbandono in cui versano sia l’ex Nausicaa sia il Castillo, dopo aver respirato l’atmosfera di relax e benessere sprigionata da quelle foto, rappresenta l’ennesimo tormento per chi, come me, nonostante tutto, resta un inguaribile innamorato della sua terra e crede più che mai nella sua possibilità di guardare lontano.

Uno spunto di riflessione, prima che un tributo a Sandro, genio vivente in un’isola miope.

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