Arte e memoria a Forio

Villa La Colombaia apre con Letizia Battaglia

Un percorso di 35 fotografie realizzate tra gli anni ’70 e ’90 in Sicilia, con un omaggio a Luchino Visconti: così, dal 19 giugno al 30 agosto, il complesso abitato dal regista restituisce la complessità del lavoro della fotografa palermitana

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Sarà la mostra “Letizia Battaglia. Senza chiedere permesso” ad aprire la stagione estiva di Villa La Colombaia, la storica dimora di Luchino Visconti oggi gestita direttamente dal Comune di Forio. L’esposizione inaugura venerdì 19 giugno con un’anteprima istituzionale alle ore 16.00 e l’apertura al pubblico dalle 17.30, rimanendo visitabile fino al 30 agosto.

Trentaquattro anni di Sicilia e Italia nelle immagini della fotografa che ha trasformato la fotografia in testimonianza civile

Curata da Chiara Arturo e sostenuta dal Comune di Forio, la mostra propone una selezione di 35 fotografie realizzate da Letizia Battaglia tra gli anni Settanta e Novanta a Palermo e in Sicilia. Il progetto è programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec con i Fondi Coesione Italia 2021-2027.

L’esposizione invita il pubblico a riscoprire una delle figure più autorevoli della fotografia italiana del Novecento, superando la lettura riduttiva che spesso associa il suo lavoro esclusivamente alla documentazione della mafia e della violenza. Le immagini raccolte a Villa La Colombaia restituiscono invece la complessità del suo sguardo: accanto ai delitti e ai grandi fatti di cronaca emergono la vita quotidiana, i volti dei quartieri popolari, l’infanzia, le relazioni umane, le feste e gli spazi condivisi.

A partire dagli anni Settanta, Letizia Battaglia sceglie infatti di raccontare Palermo senza filtri, attraversandone le contraddizioni sociali e politiche. Le sue fotografie costruiscono una narrazione capace di mettere in relazione persone, luoghi e condizioni di vita, offrendo una lettura profonda della realtà e del contesto che genera i fatti.

Particolarmente significativo il dialogo che la mostra instaura con il luogo che la ospita. Il percorso si apre simbolicamente con una fotografia del 1976 scattata a Palazzo Gangi Valguarnera, a Palermo, lo stesso edificio scelto da Luchino Visconti per ambientare la celebre scena del ballo nel film “Il Gattopardo”. Un richiamo che lega idealmente la storia della villa foriana alla riflessione sui rapporti tra classi sociali, potere e rappresentazione della realtà.

L’itinerario espositivo si sviluppa poi attraverso ritratti, scene di vita collettiva e immagini legate alla storia civile e politica del Paese. Tra i protagonisti immortalati dall’obiettivo della fotografa compaiono figure come Pier Paolo Pasolini, Giovanni Falcone, Peppino Impastato e Piersanti Mattarella, simboli di una stagione culturale e civile che continua a interrogare il presente.

«Chi ha in mano una macchina fotografica ha un mezzo potente e meraviglioso per esistere, per essere, per vivere, per incontrare il mondo», scriveva Letizia Battaglia, sintetizzando una concezione della fotografia intesa non come semplice documentazione, ma come responsabilità e partecipazione.

L’inaugurazione della mostra coincide anche con una nuova fase del percorso di rilancio di Villa La Colombaia. Negli ultimi anni la Regione Campania ha sostenuto interventi destinati a rafforzare i servizi culturali e a migliorare gli allestimenti permanenti, mentre Scabec ha contribuito alla programmazione delle attività. Parallelamente, la Città Metropolitana di Napoli ha supportato il recupero delle sale del primo piano e la riqualificazione degli spazi esterni rivolti verso Lacco Ameno.

Tra gli interventi più rilevanti figura la sistemazione definitiva dell’anfiteatro della villa, completata grazie alla collaborazione tra il Ministero della Cultura e la Soprintendenza. Un recupero che restituisce piena funzionalità a uno degli spazi simbolo della Colombaia, destinato a tornare ad accogliere spettacoli, eventi e iniziative culturali.

Con “Senza chiedere permesso”, Villa La Colombaia inaugura così non soltanto una mostra fotografica di grande rilievo, ma anche una nuova stagione di valorizzazione culturale di uno dei luoghi più rappresentativi dell’isola d’Ischia.

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