C’è la devozione di un popolo che si ritrova attorno al proprio Patrono. C’è il raccoglimento della preghiera nella Basilica gremita e la partecipazione di una comunità che rinnova ogni anno il proprio legame con San Vito.
Ma nell’edizione 2026 della festa patronale c’è stato anche il volto sorridente di Francesca, la bambina eletta sindaca del Consiglio dei Bambini di Forio, che ha vissuto da protagonista una giornata destinata a rimanere tra i ricordi più significativi del suo mandato.







La Santa Messa delle ore 11 ha aperto il momento centrale delle celebrazioni religiose. Nel pomeriggio, la tradizionale processione ha attraversato le strade del paese tra canti, fiori, applausi e manifestazioni di devozione. Migliaia di persone hanno accompagnato il passaggio del Santo, in un percorso scandito da momenti di intensa partecipazione popolare, coriandoli e fuochi d’artificio.
Tra le autorità presenti spiccava anche Francesca. La giovane sindaca del Consiglio dei Bambini ha indossato la fascia tricolore, proprio come il sindaco di Forio Stani Verde, prendendo parte alle celebrazioni in veste ufficiale e rappresentando i suoi coetanei in una delle ricorrenze più sentite dalla comunità foriana.
Non si è trattato di una presenza simbolica relegata ai margini della cerimonia. Francesca è stata accolta e salutata istituzionalmente dalle autorità presenti, ricevendo l’attenzione e il riconoscimento delle forze dell’ordine schierate per la festa e del vescovo della Diocesi di Ischia e Pozzuoli, Monsignor Carlo Villano. Un gesto semplice ma dal forte significato educativo e civico, che ha confermato il valore del percorso intrapreso dal Consiglio dei Bambini e la volontà di coinvolgere concretamente le nuove generazioni nella vita della comunità.
L’emozione era evidente. Alla domanda se fosse emozionata per quella giornata, Francesca ha risposto con immediatezza: «Sì, molto».
La giovane rappresentante dei bambini foriani ha raccontato di essersi preparata all’appuntamento approfondendo la storia di San Vito. Una storia che l’ha colpita profondamente: «Mi ha dato molte emozioni. Un po’ di tristezza perché la sua storia è un po’ triste e un po’ di felicità perché alla fine è molto felice», ha spiegato.
Parlando del periodo successivo alla sua elezione, Francesca ha raccontato come questa esperienza abbia portato novità positive nella sua vita quotidiana. «Sono successe molte cose belle», ha detto con spontaneità.
Ancora più significativo il messaggio lanciato ai suoi coetanei quando le è stato chiesto se avrebbe ascoltato tutti, anche chi magari non le è particolarmente simpatico. La risposta è arrivata con una semplicità disarmante: «Sì, anche quelli che mi stanno un po’ antipatici, perché tutti hanno la stessa altezza».
Parole che hanno suscitato sorrisi tra i presenti ma che racchiudono un concetto profondo di inclusione e rispetto reciproco. Lo stesso spirito è emerso quando ha parlato delle istituzioni e delle forze dell’ordine presenti alla festa. Alla domanda se avesse fiducia in loro, Francesca ha risposto: «Sì, perché loro ci aiutano».
Infine il saluto rivolto alla comunità foriana: «Ciao, sono molto contenta di questo ruolo e spero di farlo al meglio».
La festa di San Vito si conferma così non soltanto come una celebrazione religiosa e popolare, ma anche come un momento capace di unire generazioni diverse attorno agli stessi valori. Da una parte la memoria e la tradizione custodite da secoli dalla comunità foriana, dall’altra lo sguardo dei più giovani che imparano a sentirsi parte della vita del paese.
E l’immagine di Francesca con la fascia tricolore, accanto alle autorità civili, militari e religiose nel giorno del Patrono, racconta forse meglio di ogni altra il significato più autentico della festa: una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
