Confesercenti Isola d’Ischia torna alla carica per richiedere una decisa azione istituzionale per frenare l’ondata di abusivismo commerciale che, con l’avvio della stagione turistica, rischia di soffocare le imprese regolari e degradare l’immagine dell’isola.
L’associazione di categoria ha indirizzato alle istituzioni una istanza di sollecito e un esposto formale per un focus interforze a firma del presidente Francesco Pezzullo.
Intanto, nell’ottica di una collaborazione fattiva, lo stesso presidente mercoledì ha incontrato oggi il comandante della Compagnia Carabinieri di Ischia, capitano Giuseppe Giangrande. Un incontro “strategico” in vista del periodo caldo dell’estate. Il responsabile dell’Arma sull’isola ha confermato massima attenzione alle criticità del territorio, definendo le strategie per gestire i flussi della stagione turistica.
«Ringraziamo il capitano per la disponibilità e l’alto senso di sicurezza trasmesso – ha dichiarato Pezzullo -. Abbiamo confermato la totale collaborazione di Confesercenti a supporto delle Forze dell’Ordine. Le imprese sane, che sostengono costi e tasse tutto l’anno, vanno difese. Chi sceglie Ischia deve poter godere delle vacanze in totale serenità».
L’ESPOSTO
L’esposto indirizzato al prefetto di Napoli, ai Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, al questore di Napoli, ai sindaci e ai Comandi di Polizia Locale dei sei Comuni isolani, alla Capitaneria di Porto di Ischia richiama il tavolo istituzionale tenutosi il 21 maggio a Forio con la presenza del prefetto.
Al centro della nota, abusivismo commerciale, logistica illecita, tutela del comparto balneare, contrasto alla desertificazione commerciale e richiamo alle direttive “Spiagge Sicure” in materia di sicurezza e decoro urbano.
Si ricorda che nell’incontro a Forio «questa Associazione aveva già espresso la massima e profonda preoccupazione del comparto economico dell’isola in merito all’imminente e devastante impatto dell’abusivismo commerciale stagionale. A distanza di tre settimane da quell’incontro, le preoccupazioni paventate si sono puntualmente tradotte in una cronica e insostenibile realtà di illegalità diffusa sul territorio. Giova ricordare a Sua Eccellenza come, in passato, l’introduzione delle direttive ministeriali e dei relativi fondi del progetto “Spiagge Sicure” avesse ampiamente dimostrato che le amministrazioni comunali e i comandi locali, se opportunamente coordinati e stimolati da precisi impulsi centrali, fossero perfettamente in grado di attivare presidi costanti e risposte repentine sul litorale. L’attuale stato di diffusa inerzia o tolleranza amministrativa che si registra sul territorio isolano non trova, pertanto, alcuna giustificazione logica o giuridica».
LA DENUNCIA DEI BALNEARI
L’esposto prosegue: «A esasperare un quadro già critico si aggiungono le risultanze di un recente e approfondito incontro tra lo scrivente e Giuseppe La Franca, Presidente territoriale della FIBA (Federazione Italiana Imprese Balneari). Gli operatori dei litorali segnalano come frotte incessanti di venditori ambulanti completamente abusivi assedino quotidianamente le spiagge dell’isola». E le segnalazioni formali finora inoltrate sono rimaste finora prive di riscontro. Confesercenti segnala inoltre «la presenza di soggetti che, con il pretesto della vendita itinerante (es. venditori di calzini), fungono di fatto da “vedette” per finalità delinquenziali ben più gravi».
TRE AREE PRIORITARIE SU CUI INTERVENIRE
L’esposto indica tre aree prioritarie che richiedono un monitoraggio ispettivo costante e accurato. Per quanto attiene la verifica e completezza documentale dei requisiti di legge «risulta prioritario consolidare la fase istruttoria relativa al rilascio e alla persistenza dei titoli concessori per il commercio su aree pubbliche (bancarelle) rilasciati dagli uffici tecnici comunali, ove si riscontrano profili di approssimazione».
Sollecitato poi il monitoraggio delle occupazioni temporanee: «È necessario programmare verifiche periodiche per garantire il rispetto rigoroso dei limiti temporali legati alle concessioni di suolo pubblico, disponendo l’immediato sgombero di chiunque superi i limiti prescritti».
Confesercenti accende i riflettori su un “sistema parallelo”, ponendo l’accento sulla logistica dell’abusivismo, la desertificazione commerciale e il rischio infiltrazioni: «In merito alle dinamiche logistiche, si segnala la permanenza di criticità legate all’alloggiamento di operatori abusivi in immobili privati, in potenziale violazione degli obblighi di comunicazione di cui all’Art. 109 del TULPS, nonché la tolleranza riscontrata in alcune aree di pertinenza di strutture ricettive compiacenti verso lo stazionamento e la vendita di merce contraffatta o non tracciata.
A questo scenario si aggancia il concreto rischio di una progressiva “desertificazione commerciale” nei centri urbani dell’isola. La chiusura delle attività di vicinato tradizionali rischia di lasciare vuoti urbani ed economici che potrebbero favorire l’insediamento di investimenti di dubbia provenienza e speculazioni alimentate da capitali illeciti».
Al prefetto viene dunque richiesta «l’immediata convocazione di un focus operativo interforze di coordinamento e l’invio di direttive vincolanti ai sei Comuni isolani per l’adozione di piani d’action coordinati sul modello di “Spiagge Sicure”».
Alle forze dell’ordine «l’esecuzione di un censimento rigoroso di tutte le concessioni per aree pubbliche e bancarelle rilasciate dai Comuni; l’attivazione di controlli congiunti sulle locazioni stagionali abusive, sulle pertinenze private utilizzate come stoccaggio merci e un attento monitoraggio economico-finanziario sui passaggi di proprietà e sulle nuove aperture commerciali, per prevenire il riciclaggio e l’infiltrazione di capitali illeciti a danno delle imprese sane».
