Nuova tappa nel processo relativo al complesso denominato “La Siena”, il parcheggio di Ischia Ponte al centro di una delle più rilevanti vicende urbanistiche degli ultimi anni sull’isola. Nell’udienza celebrata il 18 giugno davanti al Tribunale di Ischia è stato ascoltato il consulente tecnico del pubblico ministero, l’architetto Massimiliano Lombardi, chiamato a illustrare gli aspetti urbanistici e tecnici dell’intervento contestato dalla Procura.
Lombardi è stato escusso per circa tre ore, rispondendo alle domande formulate dal pubblico ministero Vanacore e dall’avvocato Bruno Molinaro, legale del Comune d’Ischia costituito parte civile nel procedimento. Secondo quanto emerso in aula, il consulente ha confermato integralmente la fondatezza delle contestazioni mosse dall’accusa, soffermandosi in particolare sull’ipotesi di lottizzazione abusiva, che rappresenta il fulcro del processo.
Tra gli elementi evidenziati durante l’esame vi sarebbe anche la questione relativa al permesso di costruire rilasciato nel 2010. Secondo la ricostruzione illustrata dal consulente tecnico del PM, i lavori sarebbero stati avviati oltre i termini previsti dalla normativa, con conseguente scadenza del titolo edilizio.
L’udienza del 18 giugno rappresentava uno dei momenti più attesi dell’istruttoria dibattimentale. Già nella precedente seduta erano stati ascoltati il luogotenente dei Vigili Francesco Lucido Balestrieri e l’ausiliario di polizia giudiziaria, geom. Antonio Sessa, che avevano confermato le ragioni tecniche e amministrative che portarono al sequestro dell’area e dell’opera in corso di realizzazione.
Il procedimento prosegue dopo che, il 5 marzo scorso, la giudice Luisa Romano aveva respinto l’eccezione di inutilizzabilità degli atti d’indagine sollevata dalla difesa di Generoso Santaroni. Una decisione che aveva consentito all’accusa di proseguire nel merito del dibattimento e di sviluppare il proprio impianto probatorio attraverso testimonianze e consulenze tecniche.
Al centro della vicenda resta l’accusa di lottizzazione abusiva. Secondo la Procura, gli imputati avrebbero trasformato un’area privata di circa 7.000 metri quadrati nella zona di via Pontano attraverso una riorganizzazione delle particelle catastali e la realizzazione di un intervento complesso comprendente parcheggio, sala polifunzionale e spazi accessori. Un’opera che, secondo l’accusa, avrebbe determinato un rilevante aggravio urbanistico in un’area agricola sottoposta a vincoli paesaggistici.
Il Tribunale ha ora fissato una nuova udienza nella quale saranno ascoltati alcuni consulenti indicati dalla difesa. Saranno i legali degli imputati a scegliere quali tecnici chiamare a testimoniare per contestare le conclusioni raggiunte dal consulente del pubblico ministero e sostenere la legittimità dell’intervento oggetto del processo. Il confronto tra le opposte ricostruzioni tecniche entra dunque nella sua fase più delicata, destinata a incidere in modo significativo sull’esito del dibattimento.
