Il sindaco di Enzo Ferrandino commenta la lunga giornata vissuta con il prefetto di Napoli, il dott. Michele Di Bari tra il pericolo delle infiltrazioni della malavita che abbiamo visto nei giorni scorsi a Casamicciola e la problematica, che sicuramente è un po’ più complessa da affrontare, dei trasporti pesanti.
Sindaco, che idea si è fatto?
“Nel pomeriggio di ieri abbiamo avuto questa seconda sessione di lavoro sulla problematica dei trasporti sulla nostra isola. Abbiamo un asse viario incompatibile con il carico veicolare che, purtroppo, quotidianamente finiamo per riscontrare sul nostro territorio. C’è bisogno di una regolamentazione che però sia una regolamentazione programmata, frutto di riflessioni a 360 gradi, così come d’altronde Sua Eccellenza ci esortava a effettuare, in un’ottica di sinergia tra tutti e sei i Comuni.
Ci siamo aggiornati a breve, alla prossima settimana e il Prefetto ci convocherà a Napoli presso la Prefettura e ci spingeva a generare un documento unitario di tutte le amministrazioni che tendesse a focalizzare quelle che possono essere le soluzioni alla problematica questione, che non è di facile o semplice approccio, ma rispetto alla quale bisogna lavorare. Noi, come Comune di Ischia, abbiamo già cercato, nell’ambito dell’area portuale, di intraprendere delle forme di organizzazione per ridurre l’impatto quantitativo dei traffici, sia veicolari che dei passeggeri, per migliorare anche le condizioni di sicurezza. Però, ahimè, c’è ancora molto da migliorare e spero e speriamo che questa possa essere l’occasione utile per muovere un ulteriore passo rispetto alla tanto agognata vivibilità anche dell’area portuale del Comune di Ischia”.
Sindaco, la riflessione da fare, tuttavia, è forse un po’ da libro dei sogni. Il dato fondamentale è che noi non possiamo affrontare le sfide del 2024 con le infrastrutture che abbiamo. Non starò qui a farla lunga, ma mi limito ad inquadrare, ad esempio, il fenomeno dell’e-commerce. Ci sono diversi big player sull’isola che spediscono diverse centinaia di pacchi al giorno e sono tantissimi quelli che arrivano per i tanti acquisti che si effettuano. E’ cambiata la nostra modalità di vita, sono cambiate le abitudini, è cambiato tutto. Però il porto è quello di 170 anni fa. Bisognerebbe, forse, cominciare a ragionare verso nuova forma di portualità?
“Sicuramente. Nell’ambito di quella che può essere una soluzione dobbiamo dividere le soluzioni dal punto di vista temporale a breve, medio e lungo periodo. Nell’ambito di una visione di lungo periodo sicuramente una portualità che potenzi gli hub portuali già presenti con un ulteriore hub o quantomeno con il potenziamento di quelli che già esistono è la soluzione a cui bisogna tendere. Nella sostanza, vi sono una serie di interventi programmati nel medio periodo dove una regolamentazione che tende a diluire il carico pesante di trasporti nelle ore notturne dove vi è meno affollamento lungo le nostre strade e i porti risultano essere meno frequentati rispetto agli orari di punta di quando invece vi è anche un ingente presenza di passeggeri che sbarcano, imbarcano nei nostri, potrebbe essere una soluzione.
Chiaramente, però, questa deve passare al vaglio anche degli operatori economici più rappresentativi e al vaglio dell’autorità regionale dedita ai trasporti dove c’è bisogno, secondo me, di ulteriori risorse da rivolgere alla nostra comunità isolana. Bisogna che ci si renda conto che siamo una realtà da 60.000 abitanti nei periodi invernali che d’estate si moltiplica per tre e per quattro con esigenze economiche direttamente proporzionali e tutte connesse all’andamento dei trasporti via via mare connessi con quelli su gomma. E’ un lavoro che bisogna portare avanti programmandolo sessione dopo sessione e cercando di non lasciare indietro nessun interesse perché sono tutti quanti meritevoli di attenzione da parte del tavolo dei sindaci”