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domenica, Giugno 16, 2024

Scuola a Forio. La denuncia di Celestino Iacono: «Mia figlia “cacciata” dalle mamme dell’altra prima…»

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Arriva la denuncia di Celestino Iacono, anche sui social, sulle cose che non vanno all’Istituto Comprensivo Forio 1, manifestando «forte preoccupazione per come questa scuola viene attualmente diretta».

Raccontaci cosa è successo.
«Venerdì mi reco insieme alla mia ex moglie alla scuola di Forio per chiedere il trasferimento di nostra figlia da una sezione ad un’altra ed incrociamo per caso la dirigente dott.ssa De Vita sulle scale. La stessa gentilmente ci riceve nel suo ufficio per manifestarle il nostro problema. Facciamo presente le motivazioni per le quali nostra figlia non riesce ad ambientarsi ed essere serena nella classe dove era stata iscritta, ed anche che sia la bambina che noi genitori preferiamo la lingua tedesca piuttosto che la lingua spagnola. Anche perché, essendo albergatore, ci sembra molto più coerente e utile che nostra figlia studi il tedesco piuttosto che lo spagnolo.

La dirigente ascolta e condivide sia le motivazioni che hanno provocato disagio a nostra figlia in tale classe, che non sto a descrivere perché non riguardano solo noi o nostra figlia. E affermando poi di condividere pienamente anche la volontà di far studiare tedesco alla bambina, in nostra presenza. Quindi predispone il cambio di sezione. Scrive tutto su un foglio di carta, nome e cognome, il trasferimento e chiama anche un docente annunciando il cambio. Si sente proprio chiaramente dalla cornetta questo docente dire: sì, sì, sì. Brigida Iacono è ok. La dirigente poi ci saluta chiedendoci di inviare una mail formale dove avremmo dovuto motivare la richiesta di trasferimento, evidenziando però solo la volontà del cambio di lingua e dicendoci di far entrare lunedì mattina già Brigida nella nuova classe prima».

LA TELEFONATA IN ALBERGO

E invece poi cosa si è verificato di grave?
«Dopo qualche ora vengo chiamato in albergo dalla dirigente De Vita molto agitata, la quale letteralmente inveisce contro la mia ex moglie, offendendola più volte perché, a suo dire, era colpevole di aver chiesto di farsi inserire sul gruppo WhatsApp delle mamme di questa nuova classe prima, mentre invece lei le aveva detto di attendere che lunedì la bambina entrasse in classe. In questo modo, secondo la dirigente, non ci sarebbe successo alcun casino, perché questa richiesta su WhatsApp aveva appunto prodotto una sommossa di alcune mamme e di conseguenza il trasferimento di nostra figlia non era più possibile. Ricordo tra le offese alla mia ex moglie quella di dirle di essere proprio una cretina, non poteva aspettare che lunedì mattina la bambina entrasse in classe.
Già questo non mi è andato giù e tengo a precisare che la mia ex moglie non ha chiesto l’inserimento su alcun gruppo di WhatsApp. Semplicemente mia figlia Brigida aveva avvertito un compagno che frequenta appunto la prima dove si sarebbe trasferita, anche perché, comprensibilmente, Brigida non voleva entrare in una classe di punto in bianco lunedì mattina. E loro, questi bambini, poi l’avevano inserita sul gruppo di WhatsApp. Ma dei bambini, appunto, non delle mamme».

Cosa hai risposto alla De Vita?
«Faccio presente alla dirigente che non è accettabile che questo trasferimento non possa avvenire per la ribellione di alcune mamme, visto che era stato accordato perché fattibile e legittimo. Certamente non per aver ricevuto un piacere o un favoritismo, che peraltro non abbiamo mai pensato di richiedere.
Ma a quel punto non solo mi viene chiesto se mia figlia avesse avuto qualche problema con qualche bambino di questa classe prima, e facendomi anche nome e cognome, poi, di una delle alunne, praticamente lasciando intendere che anche la madre di questa bambina si sarebbe opposta al trasferimento. Io non so se ha avuto qualche screzio tra bambini, ma mi pare che se pure ci fosse stato, non poteva diventare il motivo per il quale mia figlia non potesse e non volesse più cambiare sezione. Dimenticando poi in un attimo le problematiche e le motivazioni che erano state sposate dalla dirigente stessa.
Ma non finisce qui. La dirigente mi dice che non solo questa mamma, ma anche altre mamme avevano reclamato. Io intanto non riesco a capire come una dirigente che prenda questa decisione legittima, perché se poi non lo è mi deve spiegare perché l’aveva presa, si rimangi la decisione. Peraltro, mettendo per iscritto alla nostra e-mail che il trasferimento non si può fare per i reclami delle mamme, che a questo punto dirigono al posto suo. Di quanto mi sta raccontando chiedo spiegazioni, nonostante ci sia stata una telefonata e mail alla dirigente.

Questo scambio di mail termina con la dirigente che sostiene che c’è stato un sorteggio e che quindi il cambio di sezione non si può fare e poi non si deve cambiare classe per andare con le amichette. Alla dirigente rispondo in ultimo che questo è un errore, un grave errore perché non si cambiava sezione certamente per andare con le amichette. E lei sa bene quali erano le motivazioni e questa motivazione è falsa. Tanto che abbiamo chiesto il nullaosta per trasferire nostra figlia in un’altra scuola».

Una decisione importante. C’è qualche altra circostanza da raccontare che ha reso impossibile far rimanere la bambina a Forio 1?
«Abbiamo preso la decisione di trasferirla perché ovviamente mia figlia è rimasta ancora più turbata da questo cambio di decisioni. Voglio spiegare cosa mi ha tolto ogni dubbio mentre pensavo al da farsi. Un particolare che prima ho omesso, è che quando la dirigente mi ha chiamato in albergo, oltre ad aver offeso la mia ex moglie, poi per giustificarsi con me per questo cambio di decisione, ha letteralmente sbroccato dicendo “Io da questo scoglio me ne vado”, anche in napoletano, e “da questo scoglio me ne devo andare con queste mamme che sono quattro”.

Sono offese e angherie che non hanno nulla a che fare con la scuola. Queste affermazioni, peraltro, sono state da me riprese anche in una e-mail. E poi “qua sono tutti una massa di ignoranti”. Allora cara dottoressa, ci usi la cortesia di prendere in fretta questa decisione di lasciare l’isola. Noi ne abbiamo le tasche piene di persone che vengono da fuori, che non perdono occasione di disprezzare Ischia e gli ischitani».

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