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domenica, Maggio 19, 2024

RIVOLUZIONE DEMOLIZIONI! Stani Verde passa alle acquisizioni

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Per quanto, poi, attiene alla sanzione edilizia da irrogare per effetto della caducazione del permesso di costruire in sanatoria, essa è demandata all’esercizio del potere del Dirigente del Servizio Urbanistica, che, come emerge dagli atti depositati, ha emesso la Ordinanza di demolizione ai sensi dell’art. 31 del DPR 380/01 e l’Amministrazione comunale ha manifestato il proposto di acquisire l’edificio al patrimonio comunale per utilizzarlo con finalità di pubblico interesse in quanto a tanto non osta alcuna prevalente esigenza di tutela del territorio

Gaetano Di Meglio | Quella che vi stiamo per raccontare è una vera e propria rivoluzione nella gestione delle demolizioni degli abusivi edilizi sulla nostra isola. Prima di procedere, però, va fatta una grossa e chiara premessa: questa volta la Procura della Repubblica non ha ruoli e le decisioni sono tutte il capo al comune che, mai come in questo caso, ha fatto tutto e il contrario di tutto.
Lo ripetiamo, affinché si chiaro e non si commettano certi errori di valutazione: stiamo parlando di una demolizione imposta dal comune di Forio e sull’immobile non c’è pendente nessuna RESA, ovvero l’ordine di demolizione conseguente ad una condanna penale e per la quale procede la Procura della Repubblica. Questa è una demolizione amministrativa.
La vicenda è molto complessa e il comune di Forio, fino all’arrivo di Stani Verde ha commesso numerosi errori tra valutazioni, concessioni e interventi mancati.
La storia riguarda i Calise e i Pero, due gruppi familiari che si fanno guerra da tempo. Una guerra che, fino ad oggi, ha visto i Pero vincere in tutte le sedi. Provo a semplificarla per i lettori.

Calise costruisce abusivamente la sua casa e il comune di Forio, nelle famose infornate dell’articolo 9, gli rilascia il condono nonostante il grezzo fosse primo delle tompagnature. Elemento imprescindibile per il rilascio della sanatoria. Pero impugna gli atti del comune e, come leggeremo nel box a lato, anche il Consiglio di Stato, dopo il TAR, annulla il condono rilasciato dall’ente di Via Genovino e conferma la demolizione dell’immobile. In questa storia, va aggiunto come dato che completa la questione, che il Consiglio di Stato non ha riconosciuto a Pero il danno causatogli dai ritardi del comune di Forio quantificati in 100 mila euro.
Ma questa storia di condoni annullati (e ne sono tanti e nei prossimi giorni vi racconteremo altre tre storie simili sentenziata dal giudice Ferrigno presso il Tribunale di Ischia) si presta ad una vera e propria rivoluzione. Il comune di Forio, come si legge anche nella sentenza del Consiglio Stato, entro il 31 ottobre dovrà far sapere ai massimi giudici amministrativi se decide per l’acquisizione al patrimonio comunale dell’edificio e se procede con la conservazione dell’immobile.

E’ questa la chiave di volta, vera, per le demolizioni che sono collegate alle decisioni dei nostri comuni. Lo ripetiamo, anche se siamo stati chiari in apertura, non si faccia l’errore di paragonare questa demolizione con tante altre: in questo caso non c’è una sentenza penale passata in giudicato e l’unico “attore” istituzionale è, appunto, il Comune di Forio.
Perché è rivoluzione? Perché se il consiglio comunale decide, per la prima volta, un comune isolano requisisce un immobile abusivo destinato alla demolizione con tanto di sentenza del Consiglio di Stato e questo immobile potrà essere destinato ai vari usi che il civico consesso deciderà. Un immobile nelle disponibilità dell’ente a costo zero che potrà servire per ipotizzare delocalizzazioni collegate al sima o a danni post 26 novembre o, ancora, per un uso pubblico.

Per Stani Vere, a questo punto, si apre la porta di una sfida epocale.
Il comune di Forio, nel merito della vicenda, è stato reso edotto dall’avvocato Giuseppe Di Meglio, difensore di Calise che ha chiarito i contorni della sentenza: “In riferimento al procedimento di cui all’oggetto finalizzato alla ottemperanza della sentenza che ha annullato il permesso di costruire in sanatoria rilasciato a Calise Giuseppe per l’edificio, sito in Forio alla via Colasirto e all’obbligo dell’Ente di procedere alla demolizione, segnalo che il Consiglio di Stato, alla luce delle difese espletate dal sottoscritto nella Camera di Consiglio del 14.9.2023, ha preso atto del proposto di codesta Amministrazione di acquisire l’edifico al patrimonio comunale e, quindi, ha rinviato il procedimento alla udienza del 30 Novembre 2023, Ha, tuttavia, prescritto, che entro il 30.10.23 sia depositata una relazione dettagliata delle attività svolte da codesta Amministrazione ed in particolare della deliberazione del Comune che disponga la acquisizione dell’edificio ai sensi dell’art. 31 del DPR 380/01.

Sarà pertanto necessario che il Responsabile del Servizio Urbanistica annulli in sede di auotutela la ordinanza di demolizione e di acquisizione ai sensi dell’art. 31 al fine di eseguire la demolizione dell’edificio e della area necessaria alle operazioni di demolizione.
Indi, lo stesso Responsabile del Servizio con provvedimento motivato dovrà formulare la proposta al Consiglio Comunale di acquisire l’edificio al patrimonio comunale in quanto la costruzione sorge in una zona di centro abitato, pianeggiante e, quindi, senza che la costruzione abbia cagionato particolare alterazione ambientale, priva di vincoli di inedificabilità assoluta, da destinare al patrimonio indisponibile dell’Ente, con le aree pertinenziali, non suscettibili di autonomo utilizzo di cui all’art. 817 c.c. e con la presa d’ atto che gli accessi attuali svolgentesi sul percorso viario, che non è oggetto della demolizione disposta dal Consiglio di Stato, saranno praticati a titolo di servitù ai sensi dell’art. 1062 c.c. Resto in attesa di conoscere le determinazioni di codesta Amministrazione, della relazione e dell’eventuale deliberato del Consiglio Comunale, che dovrà essere stato pubblicato e divenuto esecutivo entro e non oltre il 30.10.2023.” Senza entrare troppo nel tecnico, è opportuno chiarire al lettore che la decisione di acquisire a patrimonio comunale l’abuso dei Calise non intacca le varie responsabilità penali che possono scaturire dall’analisi dei comportamenti adottati fino ad oggi. Una pronuncia, questa del Consiglio di Stato che è destinata ad essere storica anche sotto questo aspetto. Ma per avere contezza di questi aspetti c’è da attendere l’udienza del prossimo 30 novembre.

1 COMMENT

  1. E perché non indaga sui sequestri effettuati nelle strutture alberghiere del comune ove di fatto gli esercenti hanno ottenuto un condono di fatto dal momento che una volta dissequestrate continuano ad usarle per gli scopi che hanno prodotto gli abusi

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