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Ricostruzione, Bonavitacola: “Non più anni, ma mesi. Cambiare Legnini? Una sciocchezza”

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Ida Trofa|Il vicegovernatore della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola (che ha girato in lungo, in largo e in Audi il Cratere, ndr) si è espresso nel merito del PdRi a margine dell’ultimo Consiglio regionale del 7 novembre

“Superando alcuni ritardi – dice Bonavitacola – che ci sono stati dall’inizio, anche nella fase del Covid, da quando la Regione, non da quando è successo il sisma, perché le prime norme avevano escluso la Regione da una funzione pianificatoria. Ma diciamo, a partire dal dicembre 2019, quando il legislatore nazionale ha corretto alcune norme sbagliate, la Regione ha assunto le funzioni di soggetto pianificatore e il principale obiettivo è stato quello di fare un piano di ricostruzione che fosse volto alla ricostruzione dei comuni interessati Lacco Ameno, Forio e Casamicciola”.

Consultazione preventiva. “Un piano che riguardasse anche la riqualificazione ambientale, più generale di questo nostro lavoro.Siamo ormai in prossimità dell’adozione del PdRi, ma prima di adottarli, il Commissario e la Regione hanno ritenuto di avere una consultazione preventiva con i sindaci, con la sovrintendenza in modo da avere una adeguata informazione e condivisione. È un piano complicato e che bisogna unire la ricostruzione degli immobili danneggiati, in alcuni casi l’inevitabile delocalizzazione di alcuni edifici, la definizione delle pratiche di condono edilizio che sono presupposto per l’ammissione al finanziamento per la ricostruzione. Insomma, è un’opera abbastanza impegnativa. Ma credo che siamo sulla buona strada”.

Sui tempi e la concretezza attuativa degli interventi regionali, Bonavitacola, sposta l’obiettivo: “Io direi, in primo luogo, i tempi perché il piano diventa operativo, sono mesi, non più anni. Naturalmente questa prima fase è servita per dire al Commissario quali sono le aree nelle quali non ci sono problemi che possono ostacolare la ricostruzione e, quindi, il Commissario Legnini ha avuto un quadro che gli consente di intervenire in molte aree per avviare alcuni progetti degli immobili che, comunque, si devono ricostruire, ristrutturare, si devono mettere in sicurezza, senza che questo possa creare problemi attuativi al piano di ricostruzione.

E, sull’ipotesi di cambio al vertice della ricostruzione a trazione PD, dopo il voto che portato al governo il centro destra, Bonavitacola non ha nessun dubbio: “Ne penso molto male, perché se ogni volta che cambia un quadro politico, dobbiamo cambiare le persone, allora…(la mimica e la gestualità sul dissenso sono inequivocabili) posso capire un incarico politico, ma il Commissario alla ricostruzione non è un incarico politico in senso stretto, è un grande amministratore, una persona esperta che ha dato una svolta radicale alla ricostruzione dei comuni del Centro Italia. Sarebbe davvero una sciocchezza, un grave errore mettere in discussione il lavoro del Commissario Legnini e ancor più grave sarebbe quello di mettere in discussione la sua posizione”.

La scadenza del 31 dicembre 2022, intanto è vicina e di queste giravolte di questi cambi politici, il terremoto di Ischia ne sa più che qualcosa, con tre commissari già all’attivo in soli cinque anni. L’ultimo, Legnini, insediatosi poco meno di un anno fa.

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