Pinete trasformate in discariche, altalene arrugginite, scivoli scheggiati, strutture in legno marcite con viti sporgenti. È la fotografia che i consiglieri comunali di opposizione Pasquale Balestrieri e Antonio Mazzella consegnano al Comune di Ischia in una nota formale di segnalazione e diffida, protocollata e indirizzata al sindaco, al segretario comunale e ai responsabili degli uffici. Una presa di posizione che chiama in causa l’amministrazione su un tema sensibile a ridosso della stagione estiva, quando le pinete tornano a essere uno dei luoghi più frequentati dell’isola.
















Nel documento i due consiglieri ricordano che le pinete comunali costituiscono «un patrimonio naturale, paesaggistico e sociale di fondamentale importanza per l’intera comunità», quotidianamente frequentato da cittadini, famiglie, bambini e turisti per attività ricreative e sportive. Da qui il giudizio severo sullo stato in cui versano da tempo le aree, descritte come gravemente degradate e, in alcuni punti, anche pericolose.
L’atto, redatto sulla base delle numerose segnalazioni ricevute dai residenti, elenca quattro criticità principali. La prima riguarda i rifiuti: accumuli di immondizia, ingombranti e residui plastici abbandonati al di fuori dei contenitori. La seconda è la mancata manutenzione del verde, con alberi malati, rami secchi instabili, tronchi a terra e sterpaglie incolte che ostacolano i sentieri e sovrastano le aree gioco. La terza, conseguenza diretta della seconda, è il rischio incendi: l’accumulo di biomassa secca, unito alle alte temperature stagionali, espone secondo i consiglieri la pineta e le abitazioni limitrofe a «un imminente pericolo di rogo».
Il capitolo più delicato è però quello dedicato alle aree gioco per bambini, definite in «uno stato di totale incuria e pericolosità». Balestrieri e Mazzella segnalano altalene e scivoli con parti metalliche arrugginite, taglienti o scheggiate, strutture in legno marcite con viti e bulloni scoperti o sporgenti, erbacce che pregiudicano l’uso stesso delle strutture ludiche. Un quadro che, se confermato, espone i più piccoli a rischi concreti di infortunio.
A sostegno della richiesta i due consiglieri citano l’articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute pubblica, il decreto legislativo 152 del 2006 in materia di divieto di abbandono di rifiuti e i regolamenti comunali di Polizia Urbana e d’Igiene. Su queste basi diffidano formalmente l’amministrazione e gli uffici competenti ad attivarsi «con la massima urgenza» su quattro fronti: una bonifica straordinaria con rimozione e corretto smaltimento dei rifiuti, la messa in sicurezza del verde con potature, abbattimenti controllati delle piante morte o pericolanti e sfoltimento delle sterpaglie in chiave antincendio, il potenziamento dei controlli con pattugliamenti periodici della Polizia Locale o l’installazione di sistemi di videosorveglianza, e infine la sostituzione delle strutture ludiche definite «pericolose, fatiscenti e indegne».
In chiusura i consiglieri chiedono al Comune una comunicazione scritta sui provvedimenti che saranno adottati e sui tempi di esecuzione. Una richiesta che apre di fatto un contatore politico: ogni giorno che passa senza risposta, dopo una diffida formale, diventa materia di valutazione amministrativa e di confronto in consiglio.

Ci si potrebbe giocare sopra su questo problema dicendo che Ischia è per i vecchi e non per giovani e bambini, quindi dei giochi nei parchi che ce ne facciamo? Ma non è così, non ci si può scherzare perché il problema è gravissimo. Lasciare un parco abbandonato in tutti i sensi è pietoso. Si parla di patrimonio naturale e paesaggistico ma vi prego non dite sciocchezze. Vogliamo allora parlare del patrimonio culturale e monumentale dei Pilastri (acquedotto antico dell’isola) che è rovinato dalle auto che ci sostano vicino? Così non si perde la bellezza di una costruzione?