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giovedì, Febbraio 22, 2024

Panza…. e il parroco medita vendetta

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Gaetano Di Meglio | Nuova puntata con la parrocchia di Panza e con la delusione dei suoi fedeli. Ricordando a Don Emanuele che abbiamo a disposizione, almeno, altri 480 articoli (fino a settanta volte sette) per usare un’applicazione letterale di un concetto a lui molto noto, pubblichiamo un’altra nota dei suoi fedeli. Forse riflettere più che minacciare sarebbe opportuno.

Gentile redazione, condividiamo con voi due belle notizie. La prima è che il Parroco di Panza – cioé, vogliamo dire Forio – non vogliamo urtare la sua sensibilità – a detta dei suoi accoliti, non ha gradito l’articolo e medita già la sua vendetta. Il perdono lo si predica, mica lo si pratica. “Misericordiosi come il Padre” è lo slogan che la Chiesa usa per coprire i festini a luci rosse pagati con le offerte dei fedeli, i sacerdoti che stuprano i nostri figli, oppure quando si scoprono innamorati della parrocchiana, ma solo dopo averla messa incita, sia chiaro.

La seconda bella notizia è che abbiamo riavuto la nostra festa. Anche se la sensazione è che la festa l’abbiano fatta a noi. Che le premesse non fossero buone lo si capiva dal volantino con cui si annunciavano festeggiamenti “in forma più essenziale”. Ci siamo chiesti il significato di essenziale e alcuni di noi hanno pensato volesse dire “di chiesa”. Ma non è possibile non sapere che la Parrocchia che si gestisce da un anno, organizza questi festeggiamenti a novembre. I festeggiamenti di settembre sono stati voluti con un intento completamente diverso. Allora ci siamo detti che “essenziale” sta per non-superfluo. Leggere fa bene. Abbiamo imparato così che negli ultimi 70 anni i panzesi, pardon, i foriani, hanno speso i soldi per organizzare festeggiamenti superflui – Siluccio Battaglia, Leonardo Solmonese perdonateli. E non si può non notare però che durante quei festeggiamenti “superflui”, la chiesa era sempre addobbata. Adesso la chiesa è spoglia, ma gli spettacoli in piazza si fanno. E’ tutto ufficiale, non ci stiamo inventando nulla.

Si inizia coi festeggiamenti per il XX di sacerdozio del Nostro. E noi che pensavamo che la festa fosse in onore di san Leonardo. Forse, sarebbe stato il caso di annunciarlo con un manifesto apposito. Signori si nasce, diceva Totò, ma molti evidentemente non lo nacquero. Si prosegue con lo spettacolo “Appuntamento ad Ischia” Memorial dell’incontro tra Mina e Domenico Modugno. Anche qui non ci stiamo inventando nulla. Si sa, dopo l’annuncio dell’angelo, l’incontro tra Maria e Elisabetta, c’è quello tra Mina e Domenico. Le basi della Fede sono importati. E siccome non tutti, hanno come noi più di 60 primavere alle spalle (beati voi!) vi diciamo in breve il film. E’ la storia di una bambina che non sopporta la nuova fidanzata del padre (Modugno) e lo induce al tradimento con un’altra donna, a sua volta fidanzata con un altro. I valori cattolici ci sono tutti, o no? Lo so, siamo cattivi, vi starete dicendo: ma non è tradimento è innamoramento! Bene, allora immaginate di trovare il/la vostro/a fidanzato/a a baciarsi con un’altra persona e per risposta vi dice che non vi sta tradendo, ma si sta innamorando. Poi immaginate la vostra reazione.

La pensate ancora così? Siamo certi di no. Ma sul fatto che siamo cattivi avete ragione. Tant’è vero che pensiamo che questi festeggiamenti siano stati pensati in fretta e furia sotto la spinta della nuova Amministrazione comunale per coprire il nulla che ha fatto. O meglio, ha speso 500 euro di bandiere e le ha appese a sventolare sulle erbacce, le strade rotte, l’illuminazione pubblica inesistente. Serviva uno spettacolo, l’Amministrazione ne aveva uno sotto mano e lo ha mandato qui. Ovviamente uno spettacolo di serie B, quelli di primo ordine si conservano per il piazzale Soccorso è ovvio. Qualche settimana fa, Andrea D’Ambra ha scritto un lungo intervento su Facebook traendo a pretesto l’albero in piazza ormai morto. Hai ragione caro Andrea-ci permettiamo di darti del tu- hai l’età dei nostri figli -in un paese civile queste cose non succedono. Ma quell’albero morto esprime meglio di tutti e tutto lo spirito di questo paese. Speriamo che il futuro Vescovo si commuovi e ci mandi un nuovo parroco. Almeno possiamo fare un funerale come si deve.

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