Nuovi concorsi per salvare il lavoro. L’appello alla ASL e al Prefetto

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Un sollecito formale, ma soprattutto un grido che arriva da un territorio che continua a fare i conti con una transizione ancora incompleta. È quello indirizzato alla Direzione Generale dell’ASL Napoli 2 Nord e alla Prefettura di Napoli da Lucia Rosa Iacono, presidente e legale rappresentante dell’associazione di volontariato “Croce Rosa Ischia Soccorso”, che interviene sulla vicenda della RSA Villa Mercede di Serrara Fontana.

Nel documento, protocollato il primo aprile 2026, Iacono prende atto con favore degli esiti dell’incontro avvenuto in Prefettura tra istituzioni e vertici sanitari, in particolare per quanto riguarda l’avvio di procedure di assunzione tramite avviso pubblico per alcune figure professionali, tra cui gli operatori socio-sanitari e un nutrizionista. Un segnale, questo, che viene riconosciuto come positivo nel percorso di riorganizzazione della struttura.

Ma il quadro, nella sua interezza, resta tutt’altro che risolto. A preoccupare è infatti la situazione occupazionale di una parte consistente del personale che ha operato nella RSA, oggi rimasto senza lavoro. Infermieri, animatori di comunità e altri dipendenti risultano esclusi dai percorsi attivati, finendo in una sorta di limbo professionale che rischia di trasformarsi in una crisi sociale per molte famiglie dell’isola.

Da qui la richiesta, chiara e diretta, rivolta alle autorità competenti: avviare nuove procedure concorsuali, considerato che quelle già attive risultano concluse, per consentire il reinserimento del personale escluso e garantire continuità lavorativa a figure che hanno già maturato esperienza all’interno della struttura.

L’appello richiama implicitamente anche una questione più ampia, quella della valorizzazione delle professionalità locali in un contesto, come quello isolano, dove il reperimento di personale sanitario rappresenta da tempo una criticità strutturale. Lasciare fuori lavoratori già formati e radicati sul territorio appare, in questo scenario, una contraddizione difficile da ignorare.

La nota si chiude con la richiesta di un riscontro e con gli auguri pasquali rivolti alle istituzioni, ma il senso del documento resta quello di una sollecitazione urgente: evitare che la riorganizzazione della sanità territoriale si traduca in un costo umano troppo alto per chi, fino a ieri, garantiva servizi essenziali alla comunità.

Nel frattempo, Villa Mercede continua a essere un nodo aperto, dove si intrecciano esigenze assistenziali, scelte amministrative e, soprattutto, il destino lavorativo di decine di operatori. E come spesso accade, il problema non è capire cosa serva fare, ma decidere di farlo davvero.

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