Luigi Lauro: “Serviva una scossa! Nell’Ischia mancava la sinergia ”

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Una scelta maturata nel tempo, ma accelerata dai numeri e dalle sensazioni. Luigi Lauro prende la parola e ricostruisce, passaggio dopo passaggio, il percorso che ha portato l’Ischia Calcio al cambio in panchina. Non una decisione impulsiva, ma una valutazione che il presidente definisce necessaria, arrivata in un momento in cui la squadra non riusciva più a dare risposte sul campo.

Il quadro è quello di una formazione che, nonostante interventi sul mercato e prestazioni spesso giudicate all’altezza, non ha raccolto quanto avrebbe dovuto. Il dato che pesa è semplice e allo stesso tempo decisivo: un punto nelle ultime quattro partite. Da lì parte tutto.

“Faccio prima una premessa: a volte si devono prendere delle decisioni importanti in determinati momenti. Io dico sempre che gli allenatori sono figli dei risultati. Purtroppo la situazione con mister Corino, che ringrazio sempre per la professionalità e la serietà, ci ha portato a fare delle valutazioni e a prendere questa direzione. Venivamo da quattro partite e abbiamo fatto un punto, ho visto una squadra che non riusciva ad esprimere determinate cose e ho preso questa decisione”.

Una scelta che nasce quindi da una lettura complessiva, tra campo e gestione del gruppo. Lauro non nasconde il peso umano della decisione, ma ribadisce la necessità di intervenire. E inserisce subito anche il nuovo corso, con l’arrivo di Platone.

“Il mister Platone è stato disponibile a venire da noi e a mettersi in gioco in queste partite. Abbiamo fatto un percorso che va fino a fine anno, poi ci sediamo e se ci sono i presupposti continuiamo, altrimenti nel calcio è così”.
Il concetto chiave emerge con chiarezza quando si entra nel merito del momento della squadra. La parola è una sola: scossa.

“Hai detto la parola giusta, la scossa. Quando vedi una squadra che non riesce a portare avanti dei risultati e prende gol per cali di concentrazione, capisci che c’è qualcosa che non va. Venivamo da quattro partite e un punto e la nostra situazione è ancora in bilico, quindi ho preferito fare così”.

Non è solo una questione di classifica, ma di aspettative e rendimento. Lauro difende il lavoro fatto sul mercato, sottolineando come i nuovi arrivi abbiano comunque alzato il livello della squadra.

“Io penso che i ragazzi che sono arrivati sono tutti validi e lo hanno dimostrato. Al netto dei risultati, se analizziamo le partite, abbiamo sempre fatto la nostra gara. Purtroppo nel calcio a volte gli episodi ti condannano”.
Il presidente entra nel dettaglio, citando partite simbolo di una stagione segnata da occasioni mancate. “Con la Lodigiani vincevamo 2-0 e abbiamo fatto 2-2”, ricorda, prima di indicare quello che considera l’unico vero passaggio a vuoto netto: “L’unica gara che è stata proprio un blackout è stata quella con l’Olbia”.

Ed è proprio dopo quella partita che Lauro prova a intervenire direttamente sul gruppo.
“Dopo l’Olbia ho fatto una riunione con tutta la squadra, compresi gli allenatori, per cercare di dare una scossa. Ho detto ai ragazzi di avere attenzione perché la classifica non è da comfort, perché nessuna classifica è sicura finché la matematica non ti salva”.

Un richiamo forte, che nasce dall’esperienza diretta del presidente. “Io ho visto calciatori vincere campionati e altri retrocedere, e vi posso garantire che non è facile lottare per salvarsi”, sottolinea, rimettendo tutto nelle mani del campo. “Se non mettiamo la palla dentro e non portiamo a casa i tre punti, è un problema”.

Alla fine, però, il punto decisivo non è solo tecnico o legato ai risultati. È qualcosa di più profondo, che riguarda il rapporto tra squadra e guida tecnica.
“Secondo me c’era qualcosa che non andava, non c’era più sinergia. Questa è la parola giusta. Ho visto che non c’era più quella sinergia e ho preferito prendere questa decisione”.

Una scelta, ribadisce, presa “a malincuore”, anche alla luce del rapporto con Corino. “Avevo un bellissimo rapporto con lui, la stima non è mai venuta meno”, chiarisce. Ma nel calcio, insiste, ci sono momenti in cui bisogna decidere.

“A volte nel calcio è così, devi prendere una decisione importante nel momento giusto. E io penso che questo fosse il momento giusto”.
Una linea netta, senza ambiguità. L’Ischia cambia guida tecnica per ritrovare equilibrio e risultati. Ma soprattutto, per ritrovare quella sinergia che, secondo il presidente, era venuta meno proprio nel momento più delicato della stagione.

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