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L’AMCA, IL FANGO E IL MAGO DELLE LETTERE. Il mistero della scritta Langellotto

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Gaetano Di Meglio | La questione dello smaltimento dei fanghi della frana del 26 novembre è un argomento molto, molto, importante. Purtroppo, come avevamo giustamente previsto, l’AMCa non garantisce nessuna trasparenza.
E, purtroppo, invece di aumentare la trasparenza, a Casamicciola si insabbia o si infanga, in questo caso, tutto.
Prima c’era un sito, quello con il numero di Gaetano Ferrandino per capirci, che ora non è più raggiungibile. All’indirizzo www.amcasrl.com oggi appare un annuncio “Impossibile raggiungere questa pagina”. Non sappiamo a chi sia intestato ma era quello che riportava una sezione “emergenza frana” senza info e senza dati.
Dal sito del simsaischia, l’AMCA è raggiungibile ad un altro dominio: “amcaprenotazioni.it che, però, è intestato a Stefano Abbruzzese della 081LAB S.R.L., la società che ne firma i crediti con sede in Via Edoardo Nicolardi,221 a Napoli, ma non c’è nessuna informazione utile a fare trasparenza sugli atti e sui contratti relativi non solo alla gestione dei rifiuti di Casamicciola ma neanche di tutti i danari che stanno girando per la movimentazione del fango post frana.

Dalla stessa pagina, nonostante un collegamento sbagliato (speriamo non abbiano pagato chi l’ha fatto) si scopre un ulteriore dominio internet, www.amcasrl.it che, però, oltre ad essere linkato in maniera errata, non è raggiungibile. ASSURDO!

Le nostre speranze non sono morte e confidiamo, ancora, che il Commissario Legnini, possa accendere i riflettori su questa assurda vicenda e, velocemente, possa provvedere anche a sostituire il soggetto attuatore e, soprattutto, possa fare un po’ di trasparenza su come si stanno spendendo questi danari.
Fino ad oggi non c’è uno straccio di documento pubblico per comprendere quale sia l’agire della AMCa. Gli albi pretori tacciono e la sezione del sito internet (ieri non raggiungibile) resta solo una pagina vuota. Tra l’altro, quando era on line, era un sito evidentemente fuori norma, pagato inutilmente e realizzato senza rispettare le regole volute dalla legge in vigore per la pubblica amministrazione.
Al netto di questi inutili particolari per chi gestisce AMCa, veniamo alla sostanza.
Chi sta operando per l’AMCa tra Casamicciola e Forio? Come sono stati scelti i camion che ricevono l’autorizzazione ad imbarcare sui traghetti di linea? Quanti ne sono stati autorizzati fino ad oggi? Non si sa nulla. E’ tutto infangato.

Commissario Legnini, facciamo trasparenza?

Pubblichiamo l’elenco dei fornitori che hanno ricevuto gli incarichi?
E’ vero che sono state scartate aziende con milioni di euro di fatturato e capitali sociali di assoluta garanzia e sono state selezionate SRL costituite lo scorso anno con pochi euro di capitale sociale?
E’ vero che le numerose adesioni pervenute all’azienda di Casamicciola sono state valutate solo dall’amministrazione ma senza che le stesse lasciassero traccia ai protocolli?
Confidiamo nel commissario Legnini al fine poter accedere a questi atti.
In ogni caso, stiamo organizzando una richiesta di accesso agli atti generalizzato con la collaborazione di alcuni legali che ci vogliono vedere chiaro almeno quanto noi.

Chiarito questo aspetto passiamo ad un altro capitolo.
Come vi abbiamo detto nelle settimane scorse, la presenza di Salvatore Langellotto ci aveva preoccupato soprattutto per l’assenza di trasparenza praticato dall’azienda municipale di Casamicciola. E’ vero che la mattina Langellotto si prodiga con cornetti e dolciumi a zonzo nel “Rione di giù” ma noi vorremmo sapere come e perché sia stato scelto. Ce lo chiediamo soprattutto perché sembra che l’AMCA abbia vergogna a mostrarlo.

Nell’area di stoccaggio di Forio, oltre al fango, ci sono alcuni mezzi edili che portano la firma LANGELLOTTO molto in evidenza. E quella sul cassone che vedete nella FOTO A è la prova. Una foto che abbiamo scattato in prima persona. Non essendo magrolino e avendo una stazza XXL, i lavoratori dell’area ci hanno riconosciuto e visto. La cosa bella è che il giorno dopo, non si capisce perché, dal cassone è scomparsa la scritta LANGELLOTTO. Zoomando sul cassone, però, si vede la scritta bianca ricoperta di un rosso leggermente diversa come nella FOTO B. Perché avete cancellato Langellotto? Vi mettere vergogna?

Non vorremmo che quella scritta richiamasse troppo alla mente la storia di cui si è occupata la Corte di Cassazione negli anni scorsi.

Gli ermellini, infatti, stabilirono che Salvatore Langellotto entrò e si affermò nel mercato del calcestruzzo con l’appoggio del clan camorristico degli Esposito. L’imprenditore, allora 45 enne, era stato condannato in via definitiva a 4 anni e 6 mesi di reclusione per illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso e concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo i giudici Langellotto – stando alle cronache dell’epoca -, originario di Castellammare di Stabia ma residente a Sant’Agnello e titolare di un’impresa di costruzioni con sede a Piano di Sorrento, quando decide di ampliare il proprio giro di affari nel mercato del cemento si rivolge al clan Esposito di Santa Maria la Carità. I camorristi obbligano tre imprenditori dell’area stabiese, attivi nel settore dell’edilizia privata, ad acquistare cemento esclusivamente da Langellotto. In cambio, sempre secondo la ricostruzione ipotizzata dalla Procura generale e confermata dalla Cassazione, l’imprenditore versa al clan una cifra pari al 2-3 per cento del valore delle forniture.”
Storie del passato che non per forza devono caratterizzare il presente. Però, a questo punto, perché avete cancellato la scritta dal cassone? Che paura c’è? Perché non c’è più la scritta Langellotto? Misteri del fango di Casamicciola…

AMCA, Alert per la Calcaterra

Gentile dottoressa Calcaterra, secondo alcuni rumors, sembra che l’AMCa stia per assumere 12 lavoratori stagionali per affrontare le emergenze e per coprire i posti resi vacanti dal pensionamento di 6 lavoratori. I cattivi e i mal pensanti dicono che la politica sfiduciata a giugno abbia già indicato i profili da assumere. Non sappiamo se è vero, ma possiamo attivare una procedura trasparente? Possiamo chiedere al Centro per l’Impiego di attivare una procedure di selezione – se mai fosse necessario – al posto degli interessi e degli amici dell’AMCa? Magari si allarga questa esigenza e questa opportunità ai percettori di reddito di cittadinanza? Ecco, magari, si affida -se mai fosse necessaria questa serie di assunzione – ad una ditta esterna o alla stessa Prefettura… Ecco, magari, leviamo un po’ di clientela e di cattivi servizi (come i vigili urbani) ai danni del paese?

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