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mercoledì, Giugno 12, 2024

La vivace maestrina candidata | #4WD

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Daily 4ward di Davide Conte del 17 maggio 2024

Riporta Repubblica, il megafono della sinistra: “Ilaria Salis ha un indirizzo e persino un lavoro a Budapest. Si è detta pronta a pagare la cauzione. E, rispetto al passato, ha oggi un comportamento rispettoso della legge. Per questo il suo ricorso è fondato.” Ecco la sintesi di come, attraverso il pagamento di quarantamila euro, la candidata di AVS alle Europee otterrà, con l’avvenuto accoglimento del ricorso dei suoi legali, gli arresti domiciliari, anche grazie all’azione del Governo Meloni che, come nel caso dell’ingrato Zaki, si è speso non poco per una causa che a mio giudizio resta di discutibile merito.
Tuttavia il padre della Salis, lo stesso che ha concordato con i due doppiogiochisti Bonelli e Fratoianni la candidatura della figlia mentre era in galera quale viatico per la sua immunità parlamentare e che non ha affatto disdegnato di andare in piazza a Roma il 25 aprile a parlare di morale e di libertà nel leggere un messaggio della figlia, avantieri ha ben pensato di insistere su una caratterizzazione politica della vicenda in piena campagna elettorale, ribadendo che “l’attività del Governo è stata molto debole, e nell’ultimo periodo si è ulteriormente affievolita”.
Questo signore, naturalmente, si è ben guardato finora dallo spiegare come mai quello del 2024 non è stato il primo 25 aprile che la figliola trascorre in carcere, limitandosi a far notare di non averne parlato, lo scorso anno, per motivazioni contingenti. Sì, perché oltre alle sue passeggiate in Ungheria a manganellare le teste altrui in compagnia di estremisti di sinistra, la Salis risulta condannata in via definitiva per un’altra vicenda chiusasi con sentenza confermata in Cassazione il 3 luglio 2023 per “concorso morale nella resistenza a pubblico ufficiale”. Alquanto vivace la maestrina, non trovate?
E allora, visto che nel tentativo di inculcare anche nel nostro Paese quella sorta di pensiero unico tanto caro a certa sinistra quanto a libertà, diritti, uguaglianza, opportunità, presentabilità, identità di genere, antifascismo, giustizia, onestà, cultura, senso delle istituzioni, buongoverno, morale, ambiente e… chi più ne ha più ne metta, si continua a far passare la candidatura di questa “eroina” come un vero e proprio atto dovuto, io spero vivamente e con tutto il mio cuore che Ilaria Salis, il prossimo 9 giugno, risulti tra i non eletti al Parlamento Europeo e che il suo corso giudiziario prosegua senza ulteriori espedienti. Perché senza l’immunità, cari Lettori, tutti sanno bene che non ci sarebbe trippa per gatti. Perché la legge è (o almeno dovrebbe essere) uguale per tutti.

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