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giovedì, Maggio 23, 2024

Ischia everywhere. Anche a Daytona |#4WD

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Daily 4ward di Davide Conte del 10 maggio 2024

Nella nostra “discesa” in auto dal Nord Carolina alla Florida, abbiamo fatto tappa intermedia a Daytona Beach, località costiera particolarmente famosa per l’omonima corsa automobilistica NASCAR da 500 miglia, svolta -a differenza di Le Mans- in un vero autodromo chiamato Daytona International Speedway.

I ragazzi per cena desideravano mangiare una pizza anziché l’ennesimo piatto a base di pur ottima carne. Alessandro suggeriva di provare “Tiano’s”, un locale italianissimo dal nome napoletanissimo, particolarmente gradevole e accogliente, posto proprio a due passi dall’autodromo. Situato a otto miglia dal nostro hotel sul mare, ci ha accolto veramente al photofinish, perché in quell’area i ristoranti aprono alle undici del mattino e chiudono i battenti alle nove di sera.

La pizza, se non fosse stato per la quasi totale assenza di olio, non era affatto male, sia nella versione “margherita” che in quella “quattro formaggi”: ottima pasta, cottura perfetta, fragrante quanto basta e non troppo crispy come, invece, piace a gran parte degli americani. A fine cena, abbiamo chiesto al pizzaiolo (che si avvicinava alla zona del nostro tavolo) se fosse italiano e la sua risposta è stata: “No, so’ napulitano!”, scaturendo la più naturale delle nostre risate. 

In effetti, Vittorio non era soltanto il pizzaiolo di turno, ma il proprietario del “Tiano’s” e insieme a sua moglie Caterina possiede anche un altro locale, una pizzeria molto più a portata di palato statunitense e decisamente meno adatta agli italiani o agli amanti della vera pizza napoletana. Vittorio, originario di Monte di Procida e trasferitosi negli Stati Uniti nel giorno di San Gennaro di diciotto anni fa, si è detto legatissimo all’isola d’Ischia e non solo perché, appena maggiorenne, veniva a Casamicciola a scaricare la frutta dal mercato ortofrutticolo di Pozzuoli, ma perché “io ‘cca sto bene, ma ‘a casa mia sto meglio. Quando il lavoro rallenta, vengo in vacanza in Italia, prendo la barca che ormeggio all’Acqua Morta e la mia gioia è andare a fare il bagno a Ischia e a Procida. Se mi togliete questo, sono morto!”.

Vittorio ha capito molto prima di me qual è la ricetta ideale: prendersi la parte migliore di ogni luogo e scartare quella più scomoda. Anch’io, quando penso al sogno di “invecchiare” negli Stati Uniti, dico sempre che ci sarebbe un periodo di qualche mese in cui verrei comunque a godermi la mia Isola, per poi lasciarla nuovamente a vantaggio di quella realtà che, al momento, sembrerebbe attrarmi oltre ogni più ragionevole quanto legittimo dubbio di chi, spesso incredulo, me lo sente dire.

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