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domenica, Marzo 3, 2024

Ipocrisia Gladiator. Quando la banalità stanca e quando si strumentalizzano gli insulti

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La linea tra il gesto di solidarietà e la propaganda è sempre molto sottile. Questa volta, forse, il social media manager dei sammaritani che militano nel girone G di Serie D e che ieri hanno perso contro l’Ischia, pensava che qui ad Ischia comunichiamo con i segnali di fumo.

Dopo la gara, una parte della tifoseria organizzata che segue la squadra di casa, oltre alle solite offese tra tifoserie (che fanno parte del loro habitat naturale, quindi nessuna sorpresa), ha deciso di prendere a sassate i tre bus della carovana gialloblu che ha seguito in trasferta l’undici di Buonocore.

Un fatto triste e grave che la stessa società di casa stigmatizza: “Il Gladiator 1924 S.S.D. A.R.L. condanna gli atti incivili compiuti da uno sparuto gruppo di teppisti di Santa Maria Capua Vetere che, al termine della partita di ieri, ha lanciato sassi contro i pullman che riportavano al porto i supporters isolani, rompendo alcune vetrate. La società esprime piena solidarietà alla SSD Ischia Calcio ed alla tifoseria ischitana per un comportamento che nulla ha a che fare con i valori del calcio e dello sport. Si confida nel lavoro delle forze dell’ordine per l’identificazione di coloro che non sono tifosi bensì delinquenti e teppisti che sfogano le loro frustrazioni nel calcio, in ragione di rivalità retrograde che mettono a repentaglio la vita delle persone.”

Tuttavia, però, la stessa società non prende le distanze dallo striscione “menu del giorno: coniglio ischitano” che ha decorato la loro tifoseria. Nessun omaggio al nostro piatto più famoso, ma la chiara offesa ai tifosi arrivati a Santa Maria Capua Vetere e ai giocatori in campo. L’uso della parola “coniglio” come un insulto. Questo insulto, infatti, viene attribuito a chi non si dimostra coraggioso di fronte ad una determinata situazione. Il motivo di questo insulto nasce dal fatto che: il coniglio è considerato la preda per eccellenza, l’animale che fugge e non affronta le situazioni pericolose”.

Ecco, magari il Gladiator 1924, potrebbe iniziare a prendere le distanze da tutti gli insulti, anche quelli verbali e quelli scritti sugli striscioni. E non solo racimolare qualche like sui social con un post che prende le distanze (poche) da chi si è macchiato di una grave colpa: quella di aver offeso e impaurito donne e bambini!

Foto Valerio Caprino – Calcio & Fototifo Dilettanti

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