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venerdì, Aprile 19, 2024

Il simbolo di Ischia: il Castello Aragonese

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Ancor prima di entrare nel porto di Ischia, la prima immagine che avrete dell’isola è quella del Castello Aragonese. Imponente, suggestivo, unico: in nessuna altra parte del mondo troverete una fortezza così in mezzo al mare, legata alla terraferma soltanto da un ponte. Si colloca all’interno di un borgo antico di Ischia Ponte che in passato era definito Borgo di Celsa per la presenza dei gelsi ed era un antico centro di marinai e pescatori. Oggi è invece luogo di ritrovo per gli abitanti del luogo e per i turisti che lo percorrono passeggiando e inebriandosi di quell’aria, quasi magica, che si respira intorno. Una sosta per un gelato, una cena a base di pesce in uno dei tanti ristorantini presenti o un semplice caffè o aperitivo al bar: ciò che conta per tutti è essere lì.

La storia

Il Castello Aragonese ha una storia di oltre 25 secoli e testimonia il passaggio sull’isola di diverse civiltà, da quelle greche a quelle romane per passare alla dinastia d’Aragona fino ad arrivare ai Colonna. La vecchia fortezza, costruita su un isolotto risalente presumibilmente a 300 mila anni fa a causa di un’eruzione, ha svolto nel tempo un ruolo strategico difensivo nei confronti degli attacchi degli invasori barbari. Fu Alfonso D’Aragona ad imprimergli le caratteristiche che oggi tanto apprezziamo: nel 1941, infatti, il re fece costruire un ponte di legno per raggiungere l’isolotto e realizzò altre mura e fortificazioni mentre all’interno furono realizzati gli alloggi reali e quelli per i cortigiani, la truppa e i servi. Uno degli eventi più significativi avvenuti all’interno delle mura del castello fu il matrimonio tra Fernando Francesco D’Avalos e Vittoria Colonna. Grazie alla presenza della poetessa qui giunsero artisti come Michelangelo, Ariosto, Jacopo Sannazaro e Giovanni Pontano. Da carcere politico, durante la Repubblica Partenopea, la fortezza fu poi venduta a privati dal 1965 e rappresenta uno dei rari monumenti privati capaci di autofinanziarsi.

Cosa vedere

La visita al Castello prevede numerose tappe, se ne contano complessivamente 24 per un percorso lungo circa 2 km e percorribile in un’ora e mezza circa. Al suo interno c’è un ascensore per alleggerire la fatica ma è tuttavia sconsigliabile la visita a chi ha problemi di deambulazione data la presenza di numerosi gradini e a tratti di forti pendenze. Il costo del biglietto è di 10 euro per gli adulti con riduzione a 6 euro per la fascia da 10 a 14 anni. I bambini di età inferiore a 10 anni invece non pagano. C’è inoltre una tariffa ridotta prevista per i gruppi di oltre 20 persone. Le sale del castello ospitano importanti esposizioni d’arte classica e contemporanea. Tra le cose da vedere vi sono le chiese, come la bellissima Chiesa dell’Immacolata e la Cattedrale dell’Assunta. Esistono poi dei punti panoramici che valgono da soli molto più del prezzo del biglietto: uno di questi è il Terrazzo dell’Immacolata dal quale si possono ammirare il Borgo di Ischia Ponte, la Spiaggia dei Pescatori con il Monte Epomeo a fare da sfondo; dalla Terrazza degli Ulivi, invece, si ha un’ampia visuale che va dai Monti Lattari fino al Golfo di Gaeta con un mare che brilla per quanto azzurro e cristallino. Gli amanti delle escursioni troveranno invece la pace dei sensi durante il percorso del Sole tra ulivi secolari, piante di alloro, carrube, fichi, nespoli, alberi di melograno e molti fichi d’india. Dando uno sguardo anche a quello che c’è oltre, un paesaggio sublime sul mare e sulle isole circostanti. Chi vuole gustarsi uno snack o concedersi un attimo di riposo può crogiolarsi presso il bar o il punto di ristoro per un breve break in attesa di ripartire.

Il borgo

Il ticchettio dell’orologio non è come nelle altre parti dell’isola. Qui il tempo scorre lentamente, si adagia ai ritmi di un borgo antico nato per i pescatori. Ancora oggi, al mattino presto, si può assistere al suggestivo arrivo della paranza col pesce fresco da consegnare agli abitanti del luogo. Ischia Ponte è l’odore di pane fresco di Boccia, una delle panetterie più tipiche del territorio: gli ischitani vengono qui per guardare il castello e nel frattempo mangiare pane e mortadella. Il buono della vita nella semplicità. I fedeli si ritrovano nella Cattedrale dello Spirito Santo o nella casa natale di San Giovan Giuseppe della Croce il patrono dell’intera isola. A mezzogiorno ci pensano le campane il cui rintocco serve proprio a scandire il tempo: è ora di preparare il pranzo. Fortunatamente ci sono anche tanti buoni ristoranti di pesce e qualche pub dove magari provare a mangiare il panino tipico, la zingara. Anche l’arte trova il suo spazio da queste parti con la galleria delle opere di Mario Mazzella, aperta tutti i giorni. La cooperativa Ischia Barche Marina di Sant’Anna mette a disposizione per chiunque lo voglia una barca con la quale andare a visionare i reperti archeologici sommersi dell’antica città di Aenaria presente nella baia di Cartaromana. Qui c’è anche la Torre di Michelangelo, costruita da Giovanni di Guevara intorno la fine del 1400. Si chiama in questo perché leggenda vuole che lo scultore abitò lì intento ad osservare la sua amata Vittoria Colonna. Il Palazzo dell’orologio ospita il museo del mare, edificio settecentesco un tempo sede del parlamento degli eletti isolani che, attraverso reperti e foto d’epoca, racconta la storia della marina isolana.

Le festa di Sant’Anna

Il 26 luglio non è un giorno come tutti gli altri qui ad Ischia. La folla di turisti si mescola con gli abitanti del luogo per festeggiare la sentitissima festa di Sant’Anna. L’evento risale a una tradizione del secolo scorso quando le donne gravide, in questa occasione, andavano in processione a venerare l’effige della Madre della Madonna che si trovava in una cappella nella baia di Cartaromana. Erano solite farsi accompagnare da barche di pescatori i quali addobbavano i propri scafi con ghirlande di fiori. Per questo motivo sull’isola in questa giornata da ricordare si organizza una sfilata di barche con un tema prestabilito: ogni comune ne ha una ed anche Procida è solita partecipare. Alla fine viene eletta la barca vincitrice. Il fascino che ha questa festa è dovuto anche al contesto nel quale viene svolta con gli spettatori che si assiepano sulle scogliere fin da molte ore prima per accaparrarsi i posti migliori per godersi lo show. Il Castello Aragonese svolge un ruolo cruciale col finto incendio che chiude la serata con un’emozione indescrivibile. Mentre in cielo i fuochi d’artificio lasciano tutti a bocca aperta.

1 COMMENT

  1. Il biglietto da qualche anno costa 12 Euro con le riduzioni di consequenza Per favore, aggiornate i vostri dati prima che qualcuno reclama.

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