Una serata all’insegna della bellezza e dell’arte. Procida ha vissuto una di quelle notti che sembrano sospese, in cui il tempo rallenta e tutto, intorno, prende il ritmo di una storia da raccontare. Sul palcoscenico, Tiziana Tedisco ha presentato la sua collezione personale per festeggiare i cinque anni di attività. Non una semplice collezione, ma un trittico di racconti. Tre terre, tre mitologie, tre modi di stare al mondo. Nord Africa, Turchia e Procida: come tre stanze di una stessa casa, come tre capitoli di un libro che ha avuto il Mediterraneo per filo conduttore.
A condurre il pubblico in questo viaggio, con classe ed eleganza, è stata Mara Sanseverino, presentatrice impeccabile, capace di tenere il ritmo della serata con quella misura rara che sa essere insieme professionale e intima. Merito anche dei tecnici audio e video, che hanno orchestrato luci, musiche e immagini con una precisione millimetrica: ogni stacco, ogni nota, è arrivata al momento giusto, costruendo un’atmosfera unica. Alla regia Salvi Lubrano che ha curato la parte tecnica con la consueta professionalità.
A dare vita e corpo alle creazioni di Tiziana sono state nove modelle, ognuna con la propria grazia, ognuna con il proprio passo: Erika, Noemi Lubrano, Carlotta, Margherita, Alice, Olivia, Noemi Gentile, Polina e Yassia. Sono state loro le interpreti silenziose del racconto, capaci di trasformare ogni abito in un piccolo personaggio, ogni uscita in una scena. Il pubblico le ha seguite con lo sguardo, premiandole con applausi sinceri ad ogni passaggio.
Dietro le quinte, a tenere insieme tempi, abiti e dettagli, le collaboratrici fidate della stilista, Sarah e Andrea: due presenze fondamentali, di quelle che non si vedono ma si sentono in ogni piega ben sistemata, in ogni cintura allacciata al volo, in ogni cambio rapido. Senza di loro, la macchina della sfilata non avrebbe avuto lo stesso ritmo.
Diana, invece, la ragazza del Painting che immobile e con uno sguardo fisso, e con le lunghe trecce ha permesso a Adam Sreet Art di trasformare il suo abito in un disegno denso di linguaggi.
C’è stato Giovanni Block, che è salito sul palco a regalare la sua voce alla serata.
C’è stato Emanuele Bonomi, regista del video dedicato a Procida, e poi Aniello Muro del Seja Restaurant, chiamato a firmare il tasting menu della serata. E c’è stata Erika, la make-up artist che ha dato volto alle modelle
A testimoniare la riuscita dell’evento, una partecipazione straordinaria: tantissima gente, procidani e ospiti arrivati appositamente sull’isola, ha riempito ogni angolo disponibile a chiaiolella.
Poco distante dal palco, Cecilia Costagliola, dell’associazione Marzo Donna, che ha coordinato la parte organizzativa. E poi il sindaco Luigi Muro, alla sua prima uscita pubblica dopo le elezioni: una scelta non casuale, che ha voluto sottolineare il sostegno dell’amministrazione a chi, come Tiziana, racconta Procida nel mondo attraverso il proprio talento.
Poi, il finale. Quello che nessuna sfilata, nemmeno la più studiata, può davvero scrivere in anticipo. Quando le luci si sono riaccese e la stilista è salita sul palco per i ringraziamenti, Tiziana Tedisco non è riuscita a trattenere le lacrime. La voce si è incrinata, le mani hanno cercato le parole, gli occhi hanno fatto il giro del pubblico come a voler abbracciare ognuno, uno per uno.
E proprio in quel momento, mentre ringraziava chi ha creduto in lei, chi ha lavorato con lei, chi le è stato accanto, è successa la cosa più bella della serata: la sua piccola figlia l’ha raggiunta sul palco, è corsa verso di lei e si è fatta prendere in braccio. Un’immagine che resterà, più di ogni abito, più di ogni applauso.
E quando la sfilata si è ufficialmente conclusa, la gente non se n’è andata. È rimasta. Si è attardata, si è fermata a parlare, ha cercato Tiziana per stringerle la mano, abbracciarla, complimentarsi. Il brusio del pubblico, lentamente, si è trasformato in qualcosa di più caldo: una festa diffusa, fatta di sorrisi, parole sincere e calici alzati.
Si sorseggiava un buon prosecco, mentre gli sguardi si incrociavano e i racconti della serata già cominciavano a circolare di bocca in bocca, come accade alle cose belle che si vogliono fissare in memoria. C’era chi commentava un abito, chi cercava una delle modelle per fare due chiacchiere, chi tornava da Tiziana una seconda volta solo per ringraziarla ancora.
E in mezzo a tutto questo, a suggellare la serata, gli scatti del fotografo Antonio Lauro: il suo obiettivo ha raccolto i sorrisi, gli abbracci, i brindisi, le ultime emozioni di una notte.
Tre collezioni, tre geografie dell’anima, un solo gesto creativo. L’altra sera Tiziana Tedisco non ha portato in passerella soltanto degli abiti: ha portato l’idea che la moda possa ancora essere narrazione, viaggio, ascolto. Che dietro un tessuto possa esserci un deserto, un mercato d’oriente, una leggenda che il mare sussurra all’alba.
