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domenica, Marzo 3, 2024

‘E fatte r’a pignatta ‘e ‘ssape ‘a cucchiara. Però… | #4WD

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Daily 4ward di Davide Conte del 8 febbraio 2024

Questo simpatico aforisma napoletano viene utilizzato quando s’intende dire che ognuno conosce meglio di chiunque altro le vicende che riguardano casa propria. Credo molto in questo detto, ma so altrettanto bene che ci sono circostanze in cui casa propria, gioco forza, è anche un po’ casa di tutti.

Qualche esempio, prima di giungere al “dunque” di oggi: se passo lungo una strada principale e c’è una facciata di un palazzo che cade a pezzi lasciando sfigurare il resto dei fabbricati limitrofi e dando alla zona un senso di sciatteria urbana, auspicare che la ristrutturino non significa immischiarsi negli affari altrui, ma interessarsi di un’estetica cittadina che appartiene un po’ a tutti. Lo stesso vale per il parcheggio della Siena, sulle cui note vicende evito di dilungarmi ulteriormente, già immaginando di qui a poco quali potrebbero essere le probabili, ulteriori pessime notizie che aspettano tutti noi, non solo i protagonisti della vicenda.

Allo stesso modo (e vengo al dunque), non è mia intenzione sindacare o valutare le decisioni di un altro imprenditore nell’ambito della sua azienda, perché a casa sua ciascuno è re. Succede, però, che se quell’azienda si chiama CALISE, la discussione diventa inevitabilmente di pubblico dominio. Perché quella, più che un’azienda, è un patrimonio dell’intera Isola e dei milioni di turisti che la visitano ogni anno.

Passare oggi davanti al Calise di Piazza degli Eroi e trovarlo chiuso dal lunedì al venerdì, aperto il sabato dalle 9.00 alle 18.00 e la domenica fino alle 23.00, indipendentemente dalle scelte aziendali che hanno portato a tale decisione, è una questione che non può essere liquidata con un laconico comunicato stampa che parla di lavori e migliorie alla struttura che, in realtà, nessuno vede in corso d’opera. Così come quando le corse Alilauro vengono sospese sic et simpliciter “per motivi tecnici” o per più che discutibili “avverse condimeteo”. Nulla cambia, né prima né dopo!

C’è un denominatore comune che lega la sventura a danno di tutti in merito alle case history che ho menzionato in questo editoriale: il “manico”. E non intendo il manico privato, che pure ha le sue enormi responsabilità al riguardo, ma quello pubblico, che in circostanze del genere avrebbe potuto e dovuto esercitare tutta la propria autorità in forza di una mai troppo dimostrata autorevolezza e che, invece, ha preferito fare spallucce seguendo la più comoda delle strade da percorrere.
Andate pure in Via Iasolino e provate a chiedere al “manico” che ne pensa di tutto ciò!

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