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mercoledì, Giugno 12, 2024

Criticità turistiche e coscienza collettiva | #4WD

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Daily 4ward di Davide Conte del 22 maggio 2024

Le nostre strade cominciano ad essere affollate, proprio come le corse di autobus, traghetti e aliscafi, con questi ultimi due che a meno di un maremoto dimenticano per un bel po’ la sospensione per avverse condizioni meteo e, men che meno, quella per motivi tecnici, oltre a mantenere in essere la linea traghetto Medmar per Napoli ormai divenuta stagionale. E da quanto ne so, dal 29 maggio la stessa Medmar riporterà sulla linea da Casamicciola per Pozzuoli la nave “Maria Buono”, sicuramente più veloce, puntuale, capiente e decorosa di quel “Benito Buono” che solo a guardarlo si ha paura di prendere il tetano, vista la ruggine che imperversa lungo l’opera morta.

Ma se tanto mi dà tanto, sebbene il tempo non si sia ancora stabilizzato in modalità “sta arrivando l’estate” e le scosse telluriche nei Campi Flegrei sembra proprio vogliano incidere negativamente sul prosieguo di una stagione sui cui buoni esiti contavamo un po’ tutti, perché mai solo in pochi possono ancora vantare una percentuale d’occupazione degna di una seconda metà di maggio che si rispetti? E tutta questa gente, eccezion fatta di quelli che si rifugiano nel vantaggio economico della pensione completa, che fine fa se comunque, nella maggior parte di ristoranti, bistrò e affini, ma anche nei negozi d’ogni genere, il full booked e il buon incasso infrasettimanale sono ancora un vero e proprio miraggio?

Eppure l’ischitano medio, a quanto pare, sembra non soffrire più di tanto un momento che proprio non tende a stabilizzarsi. Anzi, la sua quotidianità non è scalfita per nulla dalla preoccupazione di essere più prudente nelle spese, rispettando le priorità di una piramide di Maslow del tutta originale: una scala dei bisogni “made in Ischia” che meriterebbe più di una riflessione, se non fosse che per un fatto di mero stile non mi piace entrare nella “scazzetta del prete” altrui, perlomeno fin quando ci si trova dinanzi ad un’evidenza talmente sfacciata e fastidiosa da renderlo inevitabile. 

Ecco, se parliamo di un’analisi dei flussi turistici e delle criticità della nostra offerta, piuttosto che vessare gli operatori con regole e tributi locali sempre più gravosi ed impegnativi da sostenere, bisognerebbe concentrarsi esattamente su questo: cosa manca all’isola d’Ischia per tornare competitiva come si confà all’ex regina del turismo campano (e non solo), oggi surclassata da località come Sorrento che non posseggono neppure un acino del nostro patrimonio turistico? Perché continuiamo a vivere alla giornata con la logica “l’àsteco chiove e ‘a casa scorre”, senza provare a contribuire ad un ragionamento di coscienza collettiva? Rifletteteci!

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