Solai e controsoffittature a rischio crollo in un’abitazione di Serrara Fontana hanno indotto il sindaco Irene Iacono ad adottare ordinanza contingibile e urgente per lo sgombero. Per tutelare la privacy, il provvedimento non indica nemmeno la via in cui è ubicato il fabbricato.
Si richiama la relazione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di fine marzo, che, «a seguito di intervento presso l’appartamento a piano terra per verifica intradosso solaio di copertura hanno rilevato distacchi parziali di controsoffitti, intonaci e copriferro travi negli ambienti salotto, letto e bagno presumibilmente dovuti pregresse infiltrazioni di acqua, rappresentando, quindi, l’inagibilità dell’abitazione nelle more dell’esecuzione di tutte le opere finalizzate all’eliminazione del pericolo».
La relazione tecnica del 15 aprile ha confermato «tale pericolo evidenziando che il disfacimento strutturale effettivamente rilevato riguarda la trave in c.a. posta all’ingresso della zona giorno, caratterizzata dall’ossidazione dei copriferri con disfacimento del conglomerato, e i tre ambienti interni, ovvero il wc ove si rileva che la parte di solaio di copertura a vista in laterocemento, risulta completamente sfondellata, i cui resti del laterizio tendono a cadere per effetto della gravità; le due camere risultano corredate a soffitto da vecchie controsoffittature realizzate con armatura in legno e pannelli di polistirolo che non hanno permesso una compiuta verifica delle strutture esistenti e/o dei danni anche se visivamente sembra che il vecchio solaio originario sia non più esistente o comunque molto danneggiato/depauperato stante la mancanza di resti di laterizio e la presenza di ferri di armatura pendenti, atteso che gli unici residui caduti sono stati i resti di conglomerato; pertanto la reale entità del disfacimento/danneggiamento si potrà appurare solo rimuovendo completamente i controsoffitti».
L’abitazione dunque allo stato non è agibile e l’Utc ha richiesto «in via cautelativa l’interdizione all’uso abitativo dell’unità immobiliare e della porzione corrispondente al piano superiore di altra proprietà fin quando non si accerterà il reale stato di pericolo delle strutture mediante la rimozione dei controsoffitti e/o realizzazione di saggi, ed eventualmente delle cause, e si realizzeranno e certificheranno le opere eventualmente necessarie per l’eliminazione del pericolo».
Irene Iacono evidenzia che, «stante l’urgenza manifestata, qualsiasi indugio nel provvedere a quanto sopra potrebbe mettere in serio pericolo l’incolumità pubblica e privata». Un provvedimento “doloroso” ma inevitabile.
L’ordinanza sindacale intima ai proprietari del piano terra «lo sgombero immediato, il divieto di accesso e di utilizzo dell’abitazione… per l’evidente stato di pericolo rappresentato dallo stato di disfacimento strutturale dei solai delle due camere e wc e zona giorno», nonché all’altra proprietaria «il divieto di accesso e di utilizzo della porzione del piano superiore posta nella verticale dei locali medesimi».
Dispone inoltre l’eliminazione di «tutto quanto costituisce pericolo per la pubblica e privata incolumità mediante l’adozione di tutte le misure cautelari (rimozione dei controsoffitti e/o realizzazione di saggi ai fini di accertare le cause, realizzazione/certificazione delle opere necessarie per l’eliminazione del pericolo». Nonché l’affissione dell’ordinanza sull’immobile oggetto del provvedimento.
