Barano. Debiti & Scontro

La misura “salva Ente”. Barano, definizione agevolata solo per i debiti del Comune

Definizione agevolata, scontro in Consiglio: Maria Grazia Di Scala incalza Dionigi Gaudioso sull’esclusione dei cittadini dal beneficio

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Il Comune di Barano ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle di pagamento prevista dalla Legge di Bilancio 2026, ma solo per le somme di cui è debitore lo stesso Ente. La delibera approvata dal Consiglio comunale riguarda infatti il riconoscimento dei debiti fuori bilancio derivanti da cartelle esattoriali emesse dall’Agenzia delle Entrate nei confronti del Comune e riferite a sentenze esecutive.

Una misura vantaggiosa, in quanto il debito complessivo ammontava a circa 114.000 euro, mentre con la definizione agevolata scende a poco più di 60mila euro ripartiti in 54 rate “spalmate” su nove anni.
Niente definizione agevolata per i contribuenti, invece. E in Consiglio il leader dell’opposizione Maria Grazia Di Scala, evidenziando che l’operazione è di certo favorevole per il Comune, ha chiesto perché non estenderla ai cittadini. Ricordando che tale richiesta è stata già presentata «con una specifica interrogazione alla quale ancora non si è avuto riscontro». E sollecitata, lo ricordiamo, a tutti i Comuni che non hanno ancora aderito, anche dal presidente di Confesercenti Francesco Pezzullo.

Ma il sindaco Dionigi Gaudioso ha risposto che «il Comune è impegnato nel ripiano del disavanzo ed ha accertato entrate che non consentono di adottare questo meccanismo. Del resto, si tratta comunque di utenti che sono morosi. Comunque stiamo valutando se possiamo permetterci la misura per l’avvenire».

I contribuenti dovranno aspettare… Alla votazione, l’opposizione si è dunque astenuta.
La delibera approvata dalla maggioranza fa riferimento alla deliberazione di Giunta di febbraio scorso che ha autorizzato ‘adesione alla cd. “definizione agevolata” per le cartelle di pagamento emesse nei confronti del Comune, demandando al responsabile dell’Area Finanziaria «l’adozione di tutti gli atti e provvedimenti consequenziali relativi all’accettazione e alla quantificazione dell’importo definitivo da parte dell’Agenzia delle Entrate riscossione, disponendo che sia richiesto il pagamento nel numero massimo consentito di rate, vale a dire di 54 rate bimestrali di pari importo (in 9 anni) con le scadenze previste dalla Ader».

Nonché «di valutare per tutte le altre cartelle di pagamento in essere presso l’Ader, qualora siano importi dovuti ed incontestabili, nonché di presentare apposita richiesta di rateizzo per il numero di rate massime consentite».

L’attacco della Di Scala

“Il 10 febbraio scorso chiesi al Sindaco di Barano di aderire alla rottamazione per i cittadini baranesi, cosa che il Comune avrebbe potuto comunicare all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio (termine stabilito dalla legge di bilancio). Mai avuta una risposta. Il comune di Barano ha un debito di euro 115mila circa nei confronti dell’Agenzia delle Entrate perché negli anni passati non ha pagato le tasse. Giustamente ha deciso, per se stesso, di aderire alla rottamazione per dimezzare il debito che scende così a 60mila euro, e se lo paga con comodo in 54 rate fino al 2035. In consiglio comunale abbiamo chiesto al sindaco di concedere la stessa possibilità ai cittadini baranesi. La risposta è stata: non ci conviene perché così facendo il comune incassa meno soldi. Insomma: se il debitore è il Comune la rottamazione conviene, corriamo a farla. Se il debitore è il cittadino no, si incassa di meno e al Comune non conviene. Il bene del paese. Traetene voi le conclusioni”.

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