fbpx
sabato, Aprile 20, 2024

Chi ha paura del pentimento di Sandokan? | #4WD

Gli ultimi articoli

Daily 4ward di Davide Conte del 1 aprile 2024

Il pentimento a settant’anni suonati di Francesco “Sandokan” Schiavone, capo storico del clan dei Casalesi insieme a Iovine, Bidognetti e Zagaria, scaturisce ben più del semplice stupore diffuso. E’ noto a tutti che mentre sua moglie e i suoi figli avevano già ceduto alle lusinghe della giustizia e della relativa protezione, il boss era quanto mai determinato a trascorrere in carcere il resto dei suoi anni, con tutta probabilità per continuare a controllare le sorti del “sistema” da leader incontrastato. Una leadership che, con la scelta di oggi, da cui il resto della sua famiglia si è nettamente dissociato rifiutando il programma di protezione, viene meno del tutto, perché com’è noto o sei col clan o sei contro. E se collabori, di certo sei contro!

Cosa può aver fatto cambiare idea a Sandokan, l’uomo astuto che sapeva fare impresa, direttamente o indirettamente, ma era anche in grado di uccidere con le sue stesse mani e di intessere rapporti importanti, giungendo fino ad assoggettare la carriera politica di un uomo di governo e di partito come Nicola Cosentino, che tuttora ne sta pagando le conseguenze con la galera?
Ma soprattutto, quanto profondo sarà il “pentimento” di Schiavone e, di conseguenza, quanto veramente sarà disposto a rivelare agli inquirenti sull’enorme sistema di potere creatosi in seno alla sua enorme quanto spietata organizzazione criminale? Così come è legittimo chiedersi se a preoccuparsi, in questo momento, sono solo gli altri esponenti della criminalità organizzata, o anche una buona fetta di classe politica dell’ultimo trentennio e, perché no, delle FF.OO. e della Magistratura. 

Da che mondo è mondo, le trattative stato-mafia sono esistite a più riprese e, come nel caso di Aldo Moro, a pagarne dazio sono stati solo pochi innocenti come lui. Oggi, però, se la decisione di Sandokan sarà effettivamente supportata dalla giusta dose di disponibilità, i mezzi per scoperchiare diversi sarcofagi di omertà sono decisamente superiori e più avanzati di quelli del secolo scorso. E sull’onda di quanto già dimostrato nell’azione di governo in quel di Caivano, chissà che stavolta non siamo veramente vicini ad assistere a qualche altra operazione investigativa eccellente e sorprendentemente efficace, magari scoprendo i legami e le colpe di qualche illustre insospettabile, purché con prove importanti e fatta salva la giusta dose di garantismo. 

Costi quel che costi, contro chiunque, c’è un paese intero e una lunga lista di vittime che chiede giustizia. E chissà che non sia la volta buona per rendergliela.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Gli ultimi articoli

Stock images by Depositphotos