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domenica, Maggio 19, 2024

Casamicciola, la Ricostruzione Civile. Emozioni di un ragazzino. Un focus di Giuseppe Mazzella

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Mi sono sentito emozionato come un ragazzino venerdì 26 maggio 2023 alle 9 del mattino. Le emozioni non si possono descrivere. Forse l’intimità più profonda di noi stessi. Il segreto che non si può esprimere. Ero emozionato venerdì. Forse era una emozione simile a quella che provai a 20 anni quando presi da Napoli il treno per Parigi col biglietto dei “viaggi per la gioventù”. Un viaggio di 24 ore in terza classe. Ma avevo sognato Parigi lungo i 5 anni di studio del francese. Avevo già letto quanto potevo. Sapevo dove andare. Avevo già la guida del metrò. Sapevo dove si trovava l’ostello per la gioventù che i francesi chiamano “auberge de la jeunesse” (ti pareva se i francesi non difendevano la lingua evitando tutte le espressioni inglesi!) e non avevo prenotazioni. Ma era fortissima l’emozione di vedere Parigi e di parlare francese con i miei coetanei. Volevo vedere nel reale quello che avevo sognato per 5 anni.

Vedere la tomba di Napoleone da vicino, “il tempio della fama” dove sono sepolti i grandi di Francia, il museo dove c’è la Gioconda di Leonardo, quella strada lunghissima che porta al milite ignoto, il palazzo dove abitava il generale de Gaulle di cui avevo studiato tutto il possibile della sua vita, della sua opera, del sistema della “Quinta Repubblica”. L’ emozione di un ragazzino nella realizzazione di un sogno. Credo di aver avuto una emozione del genere venerdì mattina. Avevo appuntamento con la signora Maria Lenci che veniva appositamente per me da Pozzuoli per farmi vedere la Biblioteca del dottor Giuseppe Mennella. Avevo sognato di vederla per oltre 50 anni. Ho 74 anni ed il dottore Mennella è morto ad 82 anni proprio nel 1949, il mio anno di nascita. Di questa Biblioteca – intesa come scrigno della storia civile di Casamicciola e dell’intera isola d’ Ischia – me ne parlò per la prima volta don Peppino Iacono nel 1965 quando mi iscrissi a 16 anni nella sezione del PSI di Casamicciola di cui Iacono era segretario e fondatore. Fu lui che mi inculcò la passione per la storia del mio paese. Avevo passato la mia infanzia e la mia prima giovinezza nell’ Hotel Pithaecusa di proprietà di mio nonno Giovanni Monti e di sua moglie, mia nonna, la svizzera Emma Reber. Bambino avevo conosciuto americani, inglesi, tedeschi, francesi, svizzeri, italiani che venivano ospiti dell’albergo, uno dei più antichi dell’isola d’ Ischia, uno dei migliori, fin dal 1894 citato in un libro di viaggi di una turista belga frequentato da una clientela internazionale. Nell’ ingresso c’era su di una parete la rappresentazione del panorama che si vede dal terrazzo fatta in gesso da un militare americano intorno al 1945 quando l’albergo fu il rest camp delle truppe alleate di occupazione. Nella rappresentazione l’albergo Pithaecusa era segnato con una bandiera americana con l’iscrizione: “This is it!”. Da bambino ascoltavo la “ storia orale” da mia madre Anna sull’ albergo, su Casamicciola, sugli ospiti illustri, che aveva ospitato come il Presidente della Camera dei Deputati, Enrico De Nicola, cittadino onorario di Casamicciola e poi primo Presidente della Repubblica nel 1946, il Ministro Alberto Beneduce che avrei appreso solo all’ Università era stato l’ autore della Legge Bancaria del 1936,il grande ciclista francese Jacques Anquetil nel 1959 con tutta la sua squadra della “ Finsic” per la tappa del giro d’ Italia, il grande armatore napoletano Ciricariello con la moglie che ogni mattina venivano presi dalla carozza di Stanislao Senese il “ cocchiere” fino ad arrivare alla scrittrice inglese – il cui nome mamma non ricordava – che le disse: “ Voi che avete la fortuna di vivere qui non avete diritto al Paradiso perché lo avete già vissuto su questa Terra”.

La passione – diventata Orgoglio – per il mio paese, così piccolo ma da questa storia martoriata di cadute e rinascite, mi è entrata dentro con estrema naturalezza e quindi gli ulteriori approfondimenti ne sono stati una conseguenza logica. Don Peppino Iacono – per il quale, ne sono certo, sono stato come un “figlio ribelle” – aprendomi alla storia locale aprì un giovane cervello ed un giovane cuore a quella che il mio caro Osvaldo Cammarota, il più tenace sostenitore dello “sviluppo locale” da oltre 40 anni con il quale qui abbiamo proposto tante iniziative politiche e culturali definendomi “generoso e disperato”, chiama con espressione felice la “coscienza di luogo”. Ecco. Da bambino è nata in me la “coscienza di luogo”. Da ragazzino questi colloqui con Don Peppino Iacono ed il prof. Cristofaro Mennella, autore del “Clima d’ Italia” opera fondamentale nella climatologia italiana ne hanno segnato la vita. E da giovane, da adulto, da vecchio, non ho fatto altro che mettere mente e cuore e studio – laicamente uniti senza alcuna certezza – in un impegno “civile” che ritengo del tutto naturale e credo che dovrebbe essere di tutti e registro amarezza se non lo trovo condiviso o addirittura estinto in quello che il prof. Edoardo Malagoli, un altro Maestro, chiamava l’“ottundimento delle coscienze”. Ma giudico con indulgenza i miei concittadini perché troppo colpiti dalle sciagure ed indeboliti da un liberismo sfrenato segno dei tempi.

IL MITO DI UNA BIBLIOTECA
“Il dottore Mennella aveva la più grande biblioteca sull’ isola d’ Ischia. Raccoglieva di tutto. Quando morì nel 1949 nominò erede universale la figlia adottiva Lilian Von Radloff e stabilì che se la figlia volesse venderla il Comune di Casamicciola aveva il diritto di prelazione. Il Comune non aveva soldi e non esercitò il diritto. Facemmo un comitato per raccogliere la somma di 900mila lire fissata dalla figlia per non far perdere a Casamicciola quel patrimonio storico ma riuscimmo solo a raccogliere 200mila lire. La Biblioteca fu acquistata per lo stesso prezzo dal duca Luigi Silvestro Camerini” mi disse Don Peppino Iacono ed ancora nei discorsi con il prof. Cristofaro Mennella – per il ripristino dell’ Osservatorio Geofisico , per il secondo anello stradale, per l’ avvio della floricoltura, per il rilancio del complesso Pio Monte della Misericordia per un termalismo di 12 mesi, per un piano regolatore generale per l’ intera isola – c’era sempre un riferimento a “ quanto conservato nella Biblioteca Mennella”. La Biblioteca Mennella divenne un mito per le mie ricerche. Lo è stato per oltre 50 anni. Lo è ancora.

L’INCONTRO CON MARIA LENCI
Sono andato ad incontrare Maria Lenci da solo. Come se non volessi condividere l’emozione con nessuno se non con il Ricordo dei miei Maestri. Alla banchina dei traghetti ho incontrato il duca Fulceri Camerini. Ci siamo visti e scambiato parole. Maria ci è sfuggita. L’abbiamo incontrata alla Villa Camerini alla Pagoda. Ha impiegato 4 anni per catalogare il lavoro di due grandi bibliografi: Giuseppe Mennella (1867-1949) e Luigi Silvestro Camerini (1906-1991). Ci aspettava nella Biblioteca. È in una stanza di circa 20 mq2 e tutto è perfettamente in ordine. Tutto scrupolosamente archiviato. Tutto in un data base per trovare immediatamente quello che si cerca. L’ acquaforte del dottor Mennella è sulla parte di fronte. Come se guidasse ancora i suoi libri. Maria ha raccolto il suo lavoro in un libro: “La Biblioteca Cameriniana di Ischia-guidistica e libro di viaggio” (D’ Amico editore 2022). L’ ho letto con estrema attenzione. Sono entrato in questa biblioteca come in un sacraio. Come si entra in un luogo sacro che racchiude la vita di due persone che hanno amato il libro – qualsiasi libro – come una scrittura sacra. Sono stato con lei circa 3 ore. Ho scritto su facebook che al duca Fulceri Camerini ed a Maria Lenci assegnerei la cittadinanza onoraria di Casamicciola. Ho espresso loro la mia riconoscenza e per quello che rappresento la riconoscenza della cittadinanza di Casamicciola. Questo personaggio del dottor Mennella merita una biografia.

Ha raccolto di Ischia tutto quello che poteva. Ha avuto rapporti epistolari con tanti personaggi. Decantava le potenzialità dell’isola d’ Ischia soprattutto le acque termali. Non lascia memorie di lui. Bisogna ricostruirle dalle sue carte che sono centinaia e dai libri raccolti. È un lavoro da fare. Senza il passato non si costruisce il futuro. Aveva come ex libris un vesro latino: “Dum fata trahunt”. Mentre il destino trascina. Cosa ci voleva trasmettere? Non lascia una autobiografia. Un uomo che raccoglie centinaia di libri, antichi e contemporanei, che intrattiene rapporti con antiquari, che raccoglie ogni cosa che appare su Ischia su centinaia di giornali, che conserva minute di lettere, opuscoli, inviti, registi di ospiti di alberghi, non scrive nulla di sé stesso. Maria mi esprime l’opinione che doveva avvertire per sé stesso un “destino” oltre il tempo e forse si riservava un tempo altro per mettere ordine e dare un senso. Maria mi consegna un elenco di decine di fascicoli in cartelle di ritagli, opuscoli, lettere inviate e ricevute. Per studiare queste “miscellanee” ci vogliono giorni, mesi, anni. Apriamo qualche fascicolo. La corrispondenza con Benedetto Croce, con Immanuel Friendlaender, con Alfred Rittmann, con Edwin Cerio che potrebbe il suo omologo di Capri, con Giuseppe Mercalli, con Giuseppe Imbò, direttore dell’istituto di Fisica Terrestre dell’Università di Napoli che sarà il maestro del prof. Giuseppe Luongo, con Luigi Nesbit ed altri ancora perché è solo uno sguardo lampo. Il manoscritto del 1863 di Jacques Etienne Chevalley de Rivaz. Ed ancora opuscoli e le cartine che lui chiama in bella grafia sulla copertina “propaganda” ed oggi diremmo “promozione o marketing” per l’isola d’ Ischia. C’è l’elenco completo delle opere grafiche da lui possedute per una mostra a Casamicciola nel 1934. Da altre fonti so che fu Presidente della Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Casamicciola costituita nel 1926 perché aveva i requisiti di legge. Nel 1914 è membro del comitato per la lapide ad Enrico Ibsen con la lettera di nomina del sindaco dottor Vespasiano Fraticelli. C’è ilo “regolamento di igiene del Comune di Casamicciola” del 1924 ed il “contratto per l’energia elettrica pubblica”. È stato solo uno sguardo.

IL PATRIMONIO DELLA BIBLIOTECA
Questa Biblioteca raccoglie uno “sviluppo economico e sociale” di Casamicciola, allora capitale dell’isola d’ Ischia. Presenta lo sviluppo economico e civile prima e dopo il 1883, il grande terremoto.
Quello che salta agli occhi dalla prima vista dei fascicoli è come questo paese abbia saputo risollevarsi in poco meno di dieci anni dalla grande catastrofe e diventare ancora più decisivo per l’intera isola d’ Ischia e del Mezzogiorno d’ Italia. C’è da approfondire. Ho lasciato la Biblioteca alle ore 12 perché volevo presenziare alla mega-conferenza stampa del Commissario Giovanni Legnini all’ ex-Palazzo Reale e sentire le prime dichiarazioni del neosindaco Giosi Ferrandino perché nutro speranze per la Ricostruzione.
“Il Dispari” ha dedicato la prima pagina di sabato 27 maggio: “Legnini fa Piazza Pulita” in evidente polemica con il servizio televisivo de la 7 della serata precedente di tutt’altro tono. Poi altre 7 pagine delle complessive 16 del giornale con la puntuale descrizione di tutti gli interventi in sei mesi. Abbiamo già detto la nostra (Espropriare: una cultura pubblica dello sviluppo; Ricostruzione 10 o 100 anni) ma ne parleremo ancora. Ma non c’ è un sol provvedimento per recuperare la “casa del dottore” per la quale ho lanciato un appello. Credo che occorra una ricostruzione “civile” di Casamicciola. Civile dice il dizionario è ciò che concerne la comunità organizzata specialmente sul piano dei rapporti tra i membri che la compongono. Bisogna ricostruire una Comunità. Conoscere la propria Storia. Disegnare e realizzare una nuova Economia. Casamicciola deve avere prima di ogni cosa una “Casa della Storia” perché forse il suo destino è disegnare un nuovo modello di sviluppo per l’intera isola d’ Ischia in cui non ne sarà la “Capitale” perché è cambiato tutto rispetto a 100 anni fa, a 10 anni fa, ma certamente sarà l’emblema dei cambiamenti climatici, della transizione ecologica, della riconversione economica di Ischia intera e forse il dottore Mennella lo aveva capito. Aveva capito che il mondo non è immobile. Che il “destino trascina” cioè è l’Uomo posto al centro della Storia e che nulla è inevitabile.
Sono ancora un ragazzino che vuole conoscere, studiare, agire.

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