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sabato, Aprile 20, 2024

Calcio a 5. La replica della Virtus Libera sull’esonero di Serpico e Castaldi: “Inesperti anche con le comunicazioni”

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In merito al comunicato stampa congiunto del mister Ivano Serpico e del suo collaboratore Salvatore Castaldi, alla prima esperienza su una panchina importante, la società precisa quanto segue.
Prima di ogni altra considerazione va chiarito che chiunque si permetta di “toccare” il gruppo squadra e lo staff della società, in pubblico o in privato, l’unico vero patrimonio della Virtus, sarà considerato un “nemico” della Libera e, se tesserato, allontanato immediatamente, come nel caso di specie.

Tanto premesso, non é dato comprendere il senso di rendere dichiarazioni pubbliche, non avendo la società diramato alcun comunicato che rendesse necessaria una smentita. Si tratta di questioni interne, avendo forse dimenticato il Serpico ed il Castaldi di essere ancora due tesserati, a cui non é consentito rendere dichiarazioni di tal guisa, come sicuramente sapranno da uomini di sport quali sono.
Probabilmente non sono riusciti a comprendere il proprio ruolo ed il momento e si sono lasciati andare ad uno sfogo inopportuno, pensando più ai loro tifosi che alla Virtus.

Tali dichiarazioni pubbliche confermano la bontà della scelta societaria, visto che é evidente che l’inesperienza (giustificata) oltre che sul campo emerge anche nella gestione di situazioni del genere. Sarebbe utile prendere esempio da allenatori professionistici come mister di Costanzo.
Preliminarmente va ribadito, qualora ce ne fosse bisogno, che il ritorno di mister Di Costanzo alla guida della squadra, così come all’atto della pausa di riflessione, é una decisione assunta esclusivamente dalla società e nulla può essere addebitato al gruppo squadra. Ogni diversa rappresentazione dei fatti, é ovviamente strumentale a creare attrito tra i giocatori e la compagine sociale per scopi personalistici, che non sono tollerabili in nessuna realtà sportiva.
Non vi é nessuna verità da ristabilire, come invece sostenuto dai ragazzi. La questione é semplice e lineare.

Non può parlarsi di esonero perché, pur comprendendo il sentimento di amarezza, i due giovani tesserati non possono trascurare che a loro era stata affidata la guida tecnica della squadra, in un momento di riflessione e confronto societari, che aveva optato per una soluzione interna temporanea, in quanto i due erano alla guida dell’under19. Se l’aspettativa era quella di restare sulla panchina fino a fine stagione o addirittura a tempo indeterminato, tale convinzione non trova alcun fondamento.

Inoltre, non é dato comprendere quale motivo avrebbe una società di tramare alle spalle della propria guida tecnica, oltremodo a termine, potendo in qualsiasi momento decidere di sollevare dall’incarico i propri tesserati, per di più non essendo tenuta per forza a dare spiegazioni o giustificazioni del proprio operato.
I due giovani tesserati lamentano di essere stati sollevati dall’incarico dopo una serie di risultati positivi. Al di là della circostanza che se la panchina non fosse tornata a mister di Costanzo si sarebbe comunque optato per una diversa soluzione, si dimentica di evidenziare che il gioco espresso nelle ultime due partite contro compagini di gran lunga inferiori alla Virtus, con vittorie arrivate nei minuti finali, non ha sicuramente soddisfatto la società. In Coppa Italia, il Dalia Management ha schierato per gran parte la sua under 19 che, per buona parte della gara, ha tenuto il pallino del gioco. Stessa cosa con il Campobasso, che naviga nelle parti bassissime della classifica, che solo per sfortuna non ha portato a casa i tre punti. A ciò va aggiunta la sconfitta contro la Junior Domitia, dove nella ripresa il livello di gioco non é stato per nulla soddisfacente.

Far leva sulla forianietà dei due tesserati é chiaramente tesa a minare l’ambiente intorno alla Virtus, ma non si é valutato che proprio tale fattore é stato uno degli elementi che ha fatto propendere per un cambio anticipato, dal momento che oggettive sono state le difficoltà gestionali del gruppo proprio in considerazione di ciò, circostanza che, con il passare del tempo, si é valutato che avrebbe potuto minare irrimediabilmente la serenità di tutto l’ambiente. Tale motivazione trova riscontro in una conversazione con mister Serpico che, dopo la partita di Campobasso, lamentava proprio tale difficoltà, soprattutto con alcuni giocatori e con grande senso di responsabilità paventava un suo passo indietro.

É giusto che quando fai parte di un progetto, in cui credi veramente, e vieni chiamato a dare una mano alla realtà a cui appartieni, ti metti a disposizione, come é stato fatto dal Serpico e dal Castaldi, ma poi comprendi le dinamiche e torni al tuo posto per crescere ed essere semmai pronti in futuro a dire la propria.
Due VERI FORIANI, attaccati ai colori della Virtus, avrebbero agito in maniera completamente diversa, ma purtroppo queste sono scene già viste per la troppa bontà della società. La Libera appartiene ai tifosi e solo ai tifosi e a nessun altro e la società ha il ruolo di fungere da guida e dare serenità all’ambiente per consentire alla squadra di rendere al meglio e ai VERI TIFOSI FORIANI di divertirsi e poter essere fieri della Virtus Libera.

Al netto di queste considerazioni, che in tutta onestà non ci si aspettava mai di dover rendere, vanno ringraziati mister Serpico e il suo collaboratore Salvatore Castaldi che, chiamati in causa, hanno profuso il massimo impegno e dato il loro contributo alla causa Virtus.

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