fbpx
sabato, Aprile 20, 2024

Asinini e aguzzini | #4WD

Gli ultimi articoli

Daily 4ward di Davide Conte del 21 febbraio 2024

C’è poco da fare: la fame fa uscire il lupo dalla tana! L’abolizione del reddito di cittadinanza è stata senza dubbio la causa scatenante l’aumento della domanda di lavoro nel nostro Paese e il contributo fondamentale agli ottimi risultati in termini di nuovi occupati e di calo della disoccupazione sbandierati a più riprese e -aggiungo io- a giusta ragione, alla luce dei fatti, dal Governo Meloni.

Anche sull’isola d’Ischia, in particolare per le strutture turistico-alberghiere, quella fame di personale che aveva caratterizzato gli ultimi anni e che aveva costretto molti imprenditori a cercare nuovi collaboratori anche fuori dai confini dell’Isola accettandone spesso le condizioni senza battere ciglio, sembra essere rientrata nei ranghi di quella selezione e quei ricambi che ne hanno dettato le regole da sempre.

Ma con questo ritorno alla normalità, il rischio consiste nel fatto che certi imprenditori locali, ben abituati a porre il cappio alla gola ai loro dipendenti con la logica del “così è se vi pare”, dopo essersi trovati da ricattatori a ricattati, potrebbero riprendere il gioco laddove si era interrotto e tornare a praticare condizioni insostenibili nei loro reparti e mal sopportate da chi, pur di lavorare, è costretto a fare buon viso a cattivo gioco.

A ciò si aggiunge che molti lavoratori ischitani abituati da anni a trascorrere l’inverno in Svizzera o nel Nord Italia lavorando in prestigiose strutture alberghiere o food & beverage, pur avendo pensato di accettare una proposta di ritorno a Ischia in pianta stabile per evitare di restare così a lungo lontano dalle proprie famiglie o semplicemente dalla propria terra, starebbero invece optando per restar lì tutto l’anno, proprio per il rischio di dover sottostare a nuove forme di “caporalato” non solo da albergatori e ristoratori locali, ma anche da nuovi gestori di strutture ischitane venuti dalla terraferma e subito rivelatisi autentici “quadri di lontananza”.

Intanto, lo scrivo ancora una volta, tra circa tre settimane conosceremo, a meno di sorprese, il nome della nuova proprietà dell’Hotel Solemar. E la speranza non è solo quella della mancata aggiudicazione a forze indigene -cosiddette- asinine, ma anche a veri e propri aguzzini del turismo che non possono e non devono ulteriormente irrompere in un settore fin troppo qualitativamente martoriato dalle nostre parti. 

Riqualificare la nostra offerta passa necessariamente per questo genere di auspici! Sperando non restino solo tali…

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Gli ultimi articoli

Stock images by Depositphotos