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domenica, Marzo 3, 2024

Appello a Sangiuliano: il Capricho de Calise “Casa della Storia” vincolata

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L’iniziativa di Caterina Iacono, Salvatore Mattera e Giuseppe Mazzella. La richiesta formale al ministro della Cultura di vincolo architettonico, paesaggistico e storico per il complesso immobiliare. Tre sottoscrizioni pubbliche per mettere lo storico edificio al centro della ricostruzione e del rilancio sociale ed economico di Casamicciola

La rivendicazione del Demanio sulla proprietà del Capricho de Calise e la paventata demolizione dello storico immobile sta provocando a Casamicciola e non solo una levata di scudi. L’arch. Caterina Iacono, l’ing. Salvatore Mattera e il dottor Giuseppe Mazzella, fondatori dell’“Osservatorio Economico sullo Sviluppo delle Isole Partenopee e Ponziane”, hanno presentato una richiesta formale al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, inviata per conoscenza anche all’Agenzia del Demanio, al sindaco Giosi Ferrandino e al Commissario Straordinario di Governo Giovanni Legnini.

La nota ha infatti come oggetto «Richiesta di vincolo architettonico, paesaggistico, storico, ai sensi della Legge n.1039/39 e successive integrazioni del complesso immobiliare detto “Capricho de Calise” sito in Casamicciola nell’isola d’Ischia nella Piazza della Marina e trasferito in piena proprietà nella perfezione giuridica al Comune di Casamicciola Terme per destinazione centrale a prevalente fruizione pubblica con miglioramento statico e conservazione artistica nel contesto di un “Piano di Zona di Riqualificazione Ambientale e di Trasformazione Urbana di Piazza della Marina e del “Litorale Romantico” da Punta Perrone a Monte di Vico – Richiesta di convocazione di “Conferenza di Servizio” ai sensi della legge 241/90 fra i rappresentanti dello Stato, della Regione, del Comune per le necessarie e definitive deliberazioni – Richiesta di audizione e di partecipazione al processo decisionale dei firmatari della presente istanza».

Nel testo i sottoscrittori presentano «con questa istanza formale richiesta affinché venga dichiarato di interesse architettonico, paesaggistico e storico, ai sensi della legge 1039/39 e successive integrazioni il complesso immobiliare detto “ Capricho de Calise” sito in Piazza della Marina nel Comune di Casamicciola nell’isola d’Ischia, con prevalente funzione sociale pur con interessi economici privatistici, e posto – nella prevalente funzione pubblica – al centro di un Piano Attuativo di Zona di Riqualificazione Ambientale e di Trasformazione Urbana, senza aumenti di volume, di Piazza della Marina e del “ Litorale Romantico” da Punta Perrone a Monte di Vico poiché – intervento essenziale e costitutivo – della “Ricostruzione Immediata” e del Rilancio Sociale ed Economico della Cittadina di Casamicciola, la più antica stazione, di cura, soggiorno e turismo dell’isola d’Ischia fin dal 1604, colpita da due catastrofi naturali quali il terremoto del 21 agosto 2017 e la sanguinosa valanga del 26 novembre 2022 con 12 morti, per la quale è stata dichiarata anche per il 2024 la continuità dello Stato di Emergenza Nazionale dal Governo della Repubblica con la conseguente conferma del Commissario Straordinario di Governo, on. Avv. Giovanni Legnini.

I sottoscritti allegano alla presente istanza la sottoscrizione popolare dal titolo: “No alla demolizione del “Capricho de Calise”; SI al Restauro ed alla Riqualificazione di Piazza della Marina e del “Litorale Romantico” dell’isola d’Ischia” firmata da 127 cittadini il cui testo deve intendersi parte integrale di questa istanza.

Allegano ancora la sottoscrizione dal titolo: “Richiesta ripristino e manutenzione delle “Parracine” dei terreni dell’isola d’Ischia” firmata da 136 cittadini il cui testo è anch’esso parte integrale di questa istanza.

Allegano altresì la sottoscrizione dal titolo: “Casamicciola: Appello per la Rinascita Morale, Immediata e Definitiva e per la Casa della Storia” firmata da 127 cittadini il cui testo è anch’esso parte essenziale di questa nota formale.

La sottoscrizione si è svolta dal 14 al 20 gennaio 2024 presso l’edicola di Riccardo in Piazza della Marina di Casamicciola con ampia evidenza pubblica anche con pubblicazione presso il quotidiano “Il Dispari” e sui siti web “Ponzaracconta.it” ed “Ischianews.com” e nel telegiornale di “Teleischia” 81 nonché sul social “Facebook”.

IL CAPRICHO DE CALISE, UNA STORIA “ITALIANA”.

«I sottoscritti aggiungono che il complesso immobiliare detto “Capricho de Calise” fu costruito nel 1959 da un soggetto di diritto privato in regime di concessione trentennale da parte del Comune di Casamicciola in virtù dei “Privilegi aragonesi dell’isola d’Ischia nella Storia e nel Diritto Italiano” per i quali si rimanda alla comunicazione presentata nell’adunanza del 19 marzo 1947 del Centro Studi su l’Isola d’Ischia, costituito nel 1944 ed eretto in Ente Morale con personalità giuridica di diritto privato con decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi nel 1950, del Dottor Pasquale Iacono contenuta nel primo volume degli Atti relativi al periodo 1944-1970 dal titolo “Ricerche, Contributi e Memorie” curato dal prof. Cristofaro Mennella (1917-1976) ed edito nel 1970 dall’Ente Autonomo per la Valorizzazione dell’isola d’Ischia (EVI) in prima edizione e ristampato per una seconda edizione nel 1984 dall’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo delle Isole di Ischia e Procida e conservato presso Questo Osservatorio Economico nonché presso la Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

La Comunicazione del dottor Pasquale Iacono va dalla pagina 233 alla pagina 262. Il “Privilegio” con cui si concede alla “fedelissima Città d’Ischia (ove per Ischia si intende l’intera isola d’Ischia e le sue Comunità Civili n.d.r.) la proprietà di mezzo miglio di mare e di tutte le spiagge ed i promontori “fu concesso da Federico d’ Aragona il 15 agosto 1501 e confermato da Carlo V il 26 febbraio 1533 a Bologna”. Questo “Privilegio” fu esercitato dai sei Comuni dell’isola d’Ischia nello Stato Unitario – Regno e Repubblica – non senza contrasti fino al 1971-72 pur nella nuova legislazione dello Stato Unitario.

Il complesso immobiliare detto “Capricho de Calise” – nella sua ultima denominazione – fu costruito – in tutto o in parte – sull’arenile – poiché essenzialmente “stabilimento balneare” in sostituzione di una similare struttura in legno anche con palafitte denominato “Bagno Eldorato” esistente – per documentazione fotografica in cartoline – fin dagli anni ‘20 del ‘900 e sempre con concessionari comunali anche dal Comune Unificato dell’isola d’Ischia del 1939. Fin dai primi anni del ‘900 – come documentato in cartoline dell’epoca – nell’ area (tra piazza e spiaggia) esisteva anche un immobile detto “Palazzo Maiurana” abbattuto forse per la riduzione dell’arenile come documentano cartoline dell’epoca.

CONCESSIONE CON “FUNZIONE SOCIALE”

«E’ IRRILEVANTE una documentazione catastale sia perché non probante sia perché il Comune – Ente Autarchico Territoriale – aveva contezza di essere pieno proprietario della piazza, delle vie, e dell’arenile. Gli atti amministrativi del Consiglio Comunale furono approvati dagli Organi di Controllo ed il progetto dalle Autorità di tutela ambientale. Fino al 1971 il Comune deliberò anche sul trasferimento della concessione dell’arenile sulla spiaggia di Sorangelo in sostituzione dello spazio sottratto al concessionario dalla costruzione del porto peschereccio di quarta classe poi scalo commerciale e turistico la cui costruzione iniziò nel 1965. Fin dalla formulazione dell’atto di concessione il Comune impegnò il concessionario ad una “funzione sociale” infatti fu prevista che la “gioventù locale” potesse utilizzare le sale per manifestazioni culturali ed artistiche comunque di aggregazione sociale. Ciò è avvenuto per circa 40 anni per il “Circolo di Impegno Giovanile” e per la “Pro Casamicciola Terme” oltre che per manifestazioni politiche e culturali fino al 2014 essendo l’ex-sala da tè l’unica sala coperta del Paese per incontri culturali e di aggregazione sociale per la sua posizione centrale.

L’IMPORTANZA STORICA

«I sottoscritti fondatori di un Osservatorio Economico sullo Sviluppo si riservano – nella costituzione della proposta “Casa della Storia” – di documentare con atti e ritagli di giornale l’importanza “storica” del “Capricho de Calise”. Non solo per chiedere un “vincolo”. Ma per dare Memoria ad una comunità locale. Per testimoniare che questa Comunità – pur nelle espressioni minoritarie – ha avuto contezza di appartenere alla civiltà politica del “Continente” cioè all’Europa. Un segno è il 20 dicembre 1997 con il workshop sul “patto territoriale dell’isola d’Ischia e la Società di Trasformazione Urbana ai sensi delle Leggi Bassanini poi in testo unico enti locali”. 27 anni dopo difendiamo un luogo “simbolico” per la stessa proposta politica economica finanziaria per l’intero Mezzogiorno d’Italia di cui Ischia – nelle luci e nelle ombre come ogni storia “vivente” – ne fa parte.

Il Complesso ha funzionato fino al 20 dicembre 2023 come sede provvisoria del Municipio pur con una evidente inadeguatezza strutturale e con una pessima manutenzione ordinaria ed è stato adibito dal 2 dicembre 2022 a “Centro Speditivo di Protezione Civile” dopo l’alluvione-valanga del 26 novembre 2022 essendo il Comune privo di un Piano di Protezione Civile.

L’assioma che questo complesso immobiliare è fin dalla costruzione nella piena proprietà del Comune di Casamicciola Terme costringe all’uso della tautologia nell’Italia dei legulei e dei logorroici:

1 – Il Demanio – nelle sue forme giuridiche di autorità dello Stato Centrale – non ha progettato né costruito il complesso immobiliare detto oggi “Capricho de Calise”; 2 – Il Demanio NON ha impiegato risorse finanziaria pubbliche per la realizzazione del Complesso e quindi alcun danno è stato fatto allo Stato Centrale; 3 –Nel 1959 il Comune di Casamicciola Terme – Ente Autarchico Territoriale – effettuò una operazione che oggi si chiamerebbe di “ingegneria finanziaria” o di “project financing” nell’interesse sociale ed economico della propria Comunità come è avvenuto. 4 – Comunque nella fattispecie trova perfetta applicazione la legge 127/97 sul trasferimento di beni immobili dallo Stato ai Comuni così come già fatto dopo 80 anni di abbandono dell’Osservatorio Geofisico 1885 già salvato dalla vendita all’asta nel 2002 come nel Quarto Volume degli Atti del Centro Studi Ischia 1999-2010».

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