Via Enea, botte tra villeggianti ma la vittima è un poliziotto: in manette uno degli aggressori

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foto di repertorio

Motivi futili alla base del diverbio, l’uomo si qualifica e i due scappano

Pasquale Raicaldo | La rissa che non t’aspetti scatta nel tardo pomeriggio a due passi dal salotto di Ischia. Via Enea separa il corso dai lidi, ancora affollatissimi in questa coda d’agosto. Futili, come spesso accade in casi del genere i motivi: una bimba s’avvicina al cancello di un appartamento, il proprietario la redarguisce. Tutto naturale, nulla di trascendentale. Ma di lì a poco, scene da far west: il padre della bimba e un altro uomo, entrambi napoletani, entrambi in vacanza sull’isola, indicativamente ventenni, invadono la proprietà del villeggiante e lo aggrediscono brutalmente. Ceffoni e pugni, mentre questi prova a difendersi. Quindi, grida: “Sono un poliziotto”. Quanto basta perché i suoi aggressori si dileguino, dandosela a gambe levate. E il villeggiante è davvero un poliziotto, per l’esattezza un vice questore, quarantenne: in vacanza sull’isola, apprezzato dai colleghi isolani. Intervengono i carabinieri, che sono nella zona per gli ormai pervasivi controlli estivi: si mettono sulla scia dei fuggitivi e ne fermano uno, subito.
Per l’altro, gli indizi condurranno alla casa presa in affitto per il periodo estivo, grazie anche ai massicci controlli effettuati nelle scorse settimane. Il poliziotto, invece, finisce al “Rizzoli”: nulla di particolarmente grave. Sul caso sono intervenuti naturalmente gli uomini della Polizia di Stato, al comando del vice questore Stefania Grasso, per la quale si è profilata una lunga serata di straordinari. Per il padre della bimba, si parla di un possibile arresto per resistenza: non si configurerebbero l’oltraggio e l’aggressione a pubblico ufficiale, perché la vittima era chiaramente in borghese e nell’apprendere che si trattava di un poliziotto i due se la sono data a gambe levate.
Un episodio sconcertante, che arriva peraltro – singolarmente – a pochi giorni da un altro fattaccio: l’aggressione di due carabinieri da parte di due giovani napoletani, nel cuore di una notte brava e maleducata in una discoteca di Ischia: A.G. e P.P., in vacanza sull’isola, avevano dapprima creato scompiglio nel locale e poi, dopo un parapiglia coi buttafuori, si erano opposti con calci e pugni all’intervento dei militari, spedendoli al “Rizzoli” e millantando peraltro parentele importanti, con tanto di minacce («vi tagliamo la gola»). In caserma, i due non avevano neanche rinnegato l’aggressione, come peraltro riportato nella dura sentenza del Tribunale di Napoli: il giudizio per direttissima aveva portato, lo ricorderanno i lettori più attenti, alla convalida dell’arresto, con il riconoscimento della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con firma presso la Stazione Carabinieri competente per territorio alle ore 8 e 17 di ogni giorno, festivi compresi.
Due episodi di assoluta gravità nel cuore del torrido mese d’agosto che volge al termine e che, malgrado il presidio massiccio del territorio da parte delle forze dell’ordine in coordinato, non ha mancato di riservare pagine nerissime, che certo gettano le solite ombre su una fetta – più o meno consistente – del turismo agostano sull’isola.

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