Un’area che non è un interscambio, una distanza gonfiata di cinque volte e Procida dimenticata nel testo. L’ordinanza firmata dal comandante della Polizia Municipale di Pozzuoli, Fabio De Silva, che blocca all’ingresso della città i pullman con i turisti diretti al porto, presenta almeno tre vizi tecnici che ne mettono in discussione la validità e che rischiano di smontarne l’impianto giuridico già prima che il TAR Campania sia chiamato a pronunciarsi.
Il paradosso della sicurezza. Il dispositivo nasce da una relazione dello stesso comandante, che lo motiva con il «pericolo per la pubblica incolumità e per la sicurezza, a causa della commistione tra veicoli pesanti, traffico locale e flussi pedonali incontrollati durante lo sbarco dei turisti». Una motivazione che domenica scorsa, primo giorno di applicazione dell’ordinanza, si è trasformata in una profezia autoavverante nel senso opposto: le scene di caos che si volevano evitare si sono puntualmente verificate, con turisti disorientati e bagagli trascinati per strada. L’efficacia del provvedimento, nei fatti, è stata pari a zero.
L’interscambio che non esiste. Il primo errore è definitorio. Il documento indica l’area di via Fasano come zona di «interscambio», lasciando intendere che lì i passeggeri possano trovare mezzi alternativi per raggiungere il porto. Non è così: nell’area non è previsto alcun servizio sostitutivo. I turisti vengono semplicemente fermati e lasciati a piedi. Un interscambio senza scambio.
I 300 metri che diventano 1.500
Il secondo errore è il più clamoroso. La relazione afferma che via Fasano «dista 300 metri dalle banchine del porto», distanza definita «perfettamente congrua» per raggiungere gli imbarchi a piedi in sicurezza. La distanza reale è di circa un chilometro e mezzo, quasi cinque volte quella dichiarata. Un dato fattuale sbagliato che demolisce la valutazione di congruità su cui si regge l’intero provvedimento: se la distanza fosse davvero quella indicata, si potrebbe anche discutere; con un chilometro e mezzo di cammino sotto il sole, con valigie al seguito, il ragionamento non sta in piedi.
Ischia sì, Procida no. Il terzo vizio è di natura giuridica. Il testo dell’ordinanza richiama esplicitamente i soli «imbarchi per Ischia», senza alcun riferimento a Procida. Applicando alla lettera il documento, i bus con passeggeri diretti a Procida potrebbero legittimamente arrivare fino alle banchine, mentre quelli diretti a Ischia vanno bloccati a via Fasano. Una disparità probabilmente involontaria, ma inscritta nero su bianco nel provvedimento firmato dall’assessore alla mobilità Vittorio Gloria e approvato dalla Giunta Manzoni.
Gloria ha annunciato che interverrà per correggere il dispositivo. Un’ammissione indiretta che qualcosa, in quel documento, non funziona. I conti non tornano — né quelli sui metri né quelli sulla gloria: poca, pochissima.
