Ad un mese esatto dalle elezioni, il sindaco Luigi Muro rompe il “silenzio” che alcuni cittadini e osservatori gli hanno attribuito e sceglie di fare il punto con un messaggio social improntato alla concretezza: “Chi lavora non ha il tempo di annunciare cose scontate”, è il senso della replica a chi chiedeva comunicazioni quotidiane. L’obiettivo, spiega, è spostare il confronto su dati e decisioni, nelle sedi istituzionali, a partire dal Consiglio comunale, e nei dibattiti pubblici.
Muro racconta l’impatto con il Municipio: dopo un brevissimo periodo di ambientamento, dice di aver trovato “grande disponibilità”, in particolare tra i dipendenti più giovani, e di ritenere possibile una collaborazione proficua con tutto il personale.
Nel ragionamento del sindaco c’è anche il tema della discontinuità: dopo undici anni di amministrazione precedente, è “normale” che emergano differenze di metodo e di impostazione. Tuttavia, avverte, nei primi mesi sarà inevitabile una sovrapposizione di atti e situazioni già avviate, di cui l’ente dovrà comunque rispondere.
Il primo banco di prova è la stagione estiva, con la necessità di garantire continuità a iniziative programmate in precedenza. Muro sottolinea lo sforzo dei delegati al turismo e alla cultura, chiamati a gestire eventi di cui non hanno seguito l’intera fase preparatoria. Sul capitolo risorse, il sindaco fornisce numeri: nel bilancio comunale 2026 sarebbero stati stanziati circa 390 mila euro, con circa 190 mila già impegnati nei primi sei mesi. Nel 2025, ricorda, lo stanziamento comunale per lo stesso ambito era stato di circa 580 mila euro.
Tra gli appuntamenti su cui l’amministrazione intende puntare, Muro cita una “grandissima Sagra del Mare”, annunciata come rilancio di una tradizione, con un coinvolgimento ampio di cittadini e gruppi organizzati. In programma anche un’attenzione particolare alla commemorazione dei caduti in mare, con l’intenzione di rafforzarne formalità e solennità.
Un capitolo centrale del discorso riguarda traffico e trasporto pubblico, soprattutto nei mesi di maggiore afflusso. Il sindaco spiega di aver avviato incontri con i responsabili del servizio per affrontare uno dei nodi storici: l’incrocio dei pullman nel tratto San Giacomo–Olmo, con conseguenti difficoltà di manovra e rallentamenti.
La proposta illustrata prevede una maggiore “circolarità” delle linee: la linea indicata come L1 dovrebbe effettuare il giro passando per Pozzo Vecchio, alleggerendo l’asse centrale e, al contempo, potenziando il servizio in una zona che negli anni si è popolata e ha visto crescere attività e strutture ricettive. Muro precisa che il collegamento C1 non verrebbe eliminato, per mantenere un ritorno diretto verso Marina Grande senza costringere percorsi più lunghi.
Sulla regolamentazione estiva della circolazione, Muro anticipa un’impostazione che definisce anti-ideologica: evitare divieti generalizzati e puntare su interventi mirati, con possibili correttivi nelle fasce mattutine e deroghe legate a specifiche necessità (come anziani e donne in gravidanza). Il provvedimento, precisa, sarà oggetto di ordinanza e, se possibile, di passaggi nelle commissioni e in Consiglio comunale.
Sul tema più sensibile per un’isola, la continuità territoriale, Muro riferisce di incontri a Napoli con i vertici delle società marittime e annuncia ulteriori riunioni e la possibile istituzione di un tavolo tecnico. L’obiettivo dichiarato è rappresentare con fermezza le esigenze dei procidani, sapendo che il vero banco di prova arriverà nei mesi in cui le tratte saranno meno “appetibili” dal punto di vista commerciale.
Il sindaco apre anche a una strada più ambiziosa: valutare, richiamando una norma della legge regionale 28 marzo 2002 sul trasporto locale, la possibilità di istituire linee aggiuntive d’intesa con la Regione, ipotizzando una presenza diretta del Comune, in particolare sulla tratta Pozzuoli–Procida, qualora le altre soluzioni non garantissero un servizio adeguato.
Capitolo sanità: Muro riferisce di un incontro con la direzione dell’ASL, a cui avrebbero partecipato anche rappresentanti dell’amministrazione e della Commissione Sanità. Tra i punti evidenziati: una fase transitoria per garantire la presenza pediatrica e poi l’assegnazione stabile di un pediatra; l’attivazione di un ambulatorio di nefrologia; un ambulatorio di chirurgia per prestazioni ambulatoriali (medicazioni, rimozione punti, piccole procedure cutanee); l’incremento delle presenze del radiologo, con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa; l’integrazione della specialistica distrettuale con figure come epatologo, oncologo e neurologo; e l’attivazione del gastroenterologo, con possibilità di effettuare attività endoscopiche. Misure presentate come “un inizio”, in attesa di sviluppi legati anche al contenzioso e all’assetto dei servizi ospedalieri.
Il passaggio più delicato riguarda i numeri finanziari. Il sindaco afferma che al 22 giugno 2026 il saldo di cassa risulterebbe negativo per circa 1,5 milioni di euro, coperto attraverso l’anticipazione di tesoreria (paragonata a un fido bancario), a fronte di una disponibilità teorica di 4,8 milioni. È un meccanismo consentito dalla legge, ma che — secondo Muro — segnala una situazione non “in salute di ferro”.
Nel quadro delle passività, Muro cita ulteriori bollette non pagate per 300-400 mila euro e un debito di circa 700 mila euro verso la SAP per consumi idrici comunali (scuole, cantieri, servizi). Ma il “problema dei problemi” — avverte — sarebbe il ciclo dei rifiuti: costi reali superiori alle previsioni, calo della differenziata e uno sbilancio stimato “oltre un milione di euro l’anno” tra spesa e coperture. La questione si intreccerebbe con il piano finanziario da approvare (l’ultimo nel 2024) e con la capacità di riscossione, che il sindaco descrive come rallentata nei mesi precedenti alle elezioni. “Mettere la testa sotto la sabbia” non sarebbe più possibile, sostiene, perché il rischio è accumulare debiti strutturali. L’aumento delle tariffe viene indicato come ipotesi da valutare, senza annunci definitivi.
