Rubrica
4ward
26 giugno 2026 · 3 min

Rimozione forzata per Enzo, Gianluca & C.? Fosse ‘a Maronna… | #4wd

Tre giorni fa scrissi un editoriale che chi mi segue con costanza ricorderà senz’altro. Era dedicato a una questione che, a Ischia, sembra ormai aver assunto i contorni di una vicenda storica: l’assenza di un servizio di rimozione forzata dei veicoli, una lacuna che continua a rappresentare un simbolo delle tante inefficienze con cui cittadini e visitatori sono costretti a convivere quotidianamente.

Una riflessione che, a distanza di pochi giorni, mi è tornata alla mente quasi spontaneamente. Rileggendo quelle righe e pensando a questo 4WARD, mi sono ritrovato infatti a fantasticare su qualcosa che appartiene più al mondo delle favole che a quello dell’amministrazione pubblica: una bacchetta magica. Uno strumento capace di risolvere, con un semplice gesto, problemi che si trascinano da anni e che sembrano resistere a ogni tentativo di cambiamento. Se davvero esistesse una simile bacchetta, probabilmente non la utilizzerei soltanto per istituire finalmente il servizio di rimozione forzata dei veicoli.

La impiegherei per realizzare ciò che molti esponenti della politica locale, alcuni dei quali considero amici e che oggi guardano con evidente delusione e distacco all’esperienza amministrativa di cui hanno fatto parte, non sono riusciti a ottenere: anticipare la conclusione di una stagione politica che, a mio giudizio, ha ormai esaurito da tempo la propria spinta.

In questa prospettiva, la bacchetta magica servirebbe a “rimuovere forzatamente” dal Comune di Ischia il sindaco Enzo Ferrandino e quello che viene indicato come il suo successore in pectore, Gianluca Trani, unitamente -s’intende- a tutti quelli che ancora li sostengono e fanno finta di credere in loro, salvo poi approdare, in fase di composizione delle liste elettorali, a chissà quali altri lidi.

E quella rimozione, naturalmente, non negherebbe il valore della democrazia o il rispetto delle istituzioni, ma metterebbe fine, secondo una valutazione che appartiene esclusivamente al terreno politico, a un modello amministrativo che mai si è rivelato adeguato alle esigenze del paese. Naturalmente la realtà è ben diversa dalle favole. Le bacchette magiche non esistono e la politica, nel bene e nel male, deve fare i conti con le regole democratiche.

Per questo Ferrandino, Trani e la loro maggioranza, con tutta probabilità e purtroppo per noi tutti, continueranno a governare fino alla naturale scadenza del mandato, salvo eventi oggi imprevedibili e continuando ad arrecare danni inenarrabili al Comune di Ischia e, quindi, a tutti noi. E noi cittadini saremo chiamati a esprimere il nostro giudizio nelle urne il prossimo maggio. Ma… con quale coscienza e consapevolezza?

Quella delle nostre pance, per quanto vuote possano ormai essere rimaste? Resta però la sensazione che Ischia stia vivendo una lunga fase di immobilismo. Una fase nella quale problemi vecchi continuano a ripresentarsi, mentre le risposte tardano ad arrivare. Una fase nella quale molte aspettative sono andate deluse e nella quale cresce, anche tra chi un tempo sosteneva convintamente l’attuale amministrazione, un sentimento di stanchezza e disincanto.

Non spetta certo a un editorialista ed ex amministratore pubblico decretare promozioni o bocciature definitive. Quello è un compito che appartiene solo agli elettori. Spetta però a chi osserva e commenta la vita pubblica evidenziare criticità, sollevare interrogativi e dare voce a un malcontento sempre più diffuso ma ancora troppo poco manifesto.

E allora, in attesa che la democrazia faccia il suo corso, resta soltanto l’ironia di una riflessione. In un Comune incapace persino di dotarsi di un efficace servizio di rimozione forzata dei veicoli, c’è chi sogna una rimozione ben più significativa: quella di una classe dirigente che, secondo molti cittadini e osservatori, ha ormai detto tutto ciò che aveva da dire, ovvero nulla. Per quella, però, non serviranno carroattrezzi né ordinanze. Basterà il giudizio degli elettori. E quello, prima o poi, arriva sempre.

Davide Conte
L'autore
Davide Conte

DAVIDE CONTE Classe '66, marito di Catrin, papà di Alessandro e Simone, padroncino di Oliver, Moka, Pepe e Trump. Laureato in scienze della comunicazione, imprenditore pubblicitario e immobiliare, giornalista dal 1997, comunicatore da sempre con la politica nel sangue e l'assertività ad ogni costo. Non fa nulla con la sinistra, neppure guidare. Si definisce "nato pubblico e mai sottrattosi a tale natura. Perché non è facile eludere le predestinazioni".

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