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lunedì, Aprile 15, 2024

Salvatore Serpico: “Incendio, solite false accuse dal WWF. Al Montagnone non si caccia più la quaglia”

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Gaetano Di Meglio | L’attacco video dei volontari del WWF e le dichiarazione che abbiamo pubblicato a lato e che ha trattato delle ombre e delle accuse, non tanto velate, sull’incendio del Montagnone e il mondo della caccia dell’isola d’ischia diventa terreno di scontro. Come sempre, d’altronde. Avendo imparato, però, che la verità (in molte occasioni) non sta sempre da una sola parte, con Salvatore Serpico proviamo a raccontare la verità dei cacciatori isolani accusati, in modo largo e non diretto, di essere i responsabili dell’incendio dell’altro pomeriggio.
Questa non è la presa di posizione, cacciatori contro ambientalisti, bensì l’opportunità per fare chiarezza e per mettere, come si suol dire, i puntini sulle “i” in una vicenda che merita di essere chiarita.

“Assolutamente sì, grazie al Dispari dello spazio che ci riserva. Era doveroso intervenire in relazione a quanto emerso nel video dei volontari del WWF che avete pubblicato. Come sanno i lettori, sono il presidente di un club che racchiude dei cacciatori e, in generale, degli amanti della natura e sono stato sollecitato proprio per fare chiarezza rispetto ad alcune affermazioni diffamatorie a tutti gli effetti che sono emersi durante il video da parte di questi operatori WWF. Il mio intervento, sia da cacciatore che come amante della natura e come rappresentante di categoria, serve a chiarire che ciò è stato detto è assolutamente falso e darò gli elementi per dimostrarlo. Purtroppo la diffusione di questo video con testimonianze false e che la sua diffusione, lo ha riportato anche il TGR, ha veicolato il messaggio falso circa le causa dell’incendio. In qualche modo si addebita la responsabilità al bracconaggio. Così assolutamente non è e non lo è per diversi motivi”.
“Abbiamo già avuto modo di rappresentare – aggiunge Serpico – che il cacciatore non ha interesse ad accendere dei fuochi, non soltanto perché lì non sarà più consentito ad andare a caccia, ma soprattutto perché si vanno a limitare ancora di più le zone. Inoltre, se queste persone, come affermano, sono a conoscenza del territorio, evidentemente così non è. Se conoscessero il territorio, infatti, saprebbero che lì non si va a caccia da tempo e, soprattutto, per quanto riguarda la migratoria della quaglia. Questi accusatori dovrebbero sapere, ma loro lo sanno ed è qui è la malafede degli operatori del WWF, che la migratoria della quaglia ha cambiato tratta, sia per la presenza dei gabbiani, sia per la presenza di tantissimi rapaci che di fatto non consentono proprio l’ingresso all’interno dell’isola d’Ischia”.

Poi Serpico aggiunge: “Credo che questi volontari del WWF, anziché realizzare i loro Camp durante il periodo primaverile dove, sostanzialmente, siamo noi a fungere da sentinella, di confrontarsi con noi e di andare a individuare quelle che sono le reali problematiche che affliggono questo territorio. La cosa proprio strana e assolutamente inaccettabile è che rispediamo al mittente è proprio che in una situazione dove si è rotto completamente l’equilibrio tra l’individuo e l’ambiente stesso, il problema rappresenta il calciatore. Noi siamo a Casamicciola e sappiamo del dramma che ha riguardato novembre, e il problema qual è? Parliamo del cacciatore che ha bruciato? Lo trovo un atteggiamento fuori contesto. I dubbi che ci poniamo e i quesiti che spesso poniamo sono proprio questi. Perché queste persone non sono intervenute per denunciare e loro lo potevano fare, la situazione in cui si trovava in Montagnone? Perché non si sono fatti promotori della ripiantumazione? Noi proponiamo quella, per esempio, degli uliveti”.
Il rappresentante isolano non ha dubbi e alza il tiro: “Perché non si sentono su tanti argomenti e solo sul bracconaggio? Perché non portano a conoscenza di altri problemi fondamentale che facciamo noi? Non c’è più un pettirosso, non c’è più un’ape, non c’è più un passero, non ci sono più molti insetti: ecco questi sono i problemi dei nostri boschi”. Poi, aggiunge: “Davanti ad altre accuse del genere, però, non staremo più fermi. La prossima volta svestirò i panni del rappresentante del club e sarò investito, perché già in questo senso sono stato sollecitato, e vestirò quello dell’avvocato. Se non viene provato il responsabile esclusivo di questo o di quell’altro incendio o di un’attività di bracconaggio ma sarà come in questo caso generico, partiranno tutta una serie di segnalazioni e di querela contro i responsabili.

Anche perché, queste attività di antibracconaggio che si chiudono con 10 trappole e con 200 cartucce, vengono spacciate come elementi utili per considerare un’attività di bracconaggio particolarmente arriva quando, in realtà, oramai non è presente da vent’anni.”
Per concludere e chiarire: “Nella zona del Montagnone veniva effettuata la pratica durante il periodo di ottobre e, assolutamente, non viene effettuata l’attività per quanto riguarda le quaglie. Anche noi abbiamo segnalato la presenza di alcuni richiami acustici che sono vietati e, come club, stiamo facendo dall’interno tutta un’attività di educazione nei confronti dei cacciatori stessi. Se ci sono questi richiami elettromagnetici vengono utilizzati solo perché ci sono tantissimi appassionati di cacciatori che utilizzano la zona per insegnare i propri cani o per mantenerli in allenamento anche nei periodi in cui la caccia è chiusa. Certo, anche questo è vietato, tuttavia, non può essere considerata un’attività di trucida uccisione di un animale durante un periodo primaverile”.

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