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venerdì, Aprile 19, 2024

POLITICAMENTE INEGUAGLIABILE

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Attori e Spettatori di Anna Fermo | Politica Nazionale: 45 domande, oltre 3 ore di “botta e risposta”, e la sfida alla Schlein per un confronto in diretta TV!

Ma non era meglio attendere per dire la sua? La segretaria del Pd Elly Schlein non si smentisce mai, puntuale come un orologio svizzero nella sua anacronisticità: addirittura ha rilasciato la sua dichiarazione in merito, ancor prima dell’inizio della conferenza stampa della Premier: «Meloni proverà a difendere l’indifendibile, dai disastri della manovra economica che taglia pensioni e sanità all’affossamento del salario minimo, dalla riforma costituzionale che riduce i poteri del presidente della Repubblica allo smacco di aver accettato a testa bassa un compromesso dannoso sul Patto di stabilità. Le ribatteremo punto per punto, perché gli italiani hanno diritto a conoscere la verità».

Ebbene si, la verità del PD sarebbe tutta nelle premonizioni della Schlein, nelle sue supposizioni ed in uno strano modo di confrontarsi sui temi della politica nazionale che ci stanno più a cuore. Se sbadatamente, dovesse mai accettare davvero il confronto con la Meloni, temo si avvererebbe il suicidio politico del PD già pronosticato dal Governatore De Luca! A conti fatti, altro che “ribatteremo punto per punto”, piuttosto, “battesse in ritirata” prima di fare l’ennesima figuraccia! Stendiamo un velo!

La Conferenza di “Inizio anno” del nostro Presidente del Consiglio ci ha convinti, soprattutto di una cosa: questa donna, è uno statista ineguagliabile.
Mentre i media non fanno altro, in questi giorni, che dire o scrivere su presunte verità o bugie dette dal Presidente del Consiglio, non mancando di ironizzare sul siparietto del “mi scappa proprio e devo andare” alla Toilette, per intenderci, sembra quasi che si voglia far passare in secondo piano il fatto che la conferenza stampa del 4 gennaio, non abbia fatto altro che confermarci quanto questa piccola ed immensa donna sia attenta ad ogni aspetto della vita politica e non solo del nostro paese. E’ la conoscenza dei dettagli, la chiarezza nella esposizione che supera di gran lunga ogni commento dei detrattori soliti.
Lo stesso Draghi, non si sarebbe mai addentrato in argomentazioni così eterogenee, riguardanti dettagli rispetto ai quali molto spesso neanche i singoli ministri deputati si rivelano così preparati.
Sono sincera, Giorgia Meloni continua a stupirmi in positivo.
Dopo l’influenza ed i connessi problemi fisici, Giorgia Meloni si è presentata per la conferenza stampa organizzata dall’ Ordine dei giornalisti e Stampa parlamentare, pienamente consapevole che sarebbe stato meglio farla a fine dicembre. Nell’ultima settimana, infatti, come è stato osservato, le grane per il governo sono aumentate. A partire dal richiamo, il secondo, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla concorrenza, per non citare il caso dello sparo esploso dalla pistola del deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo ad una festa di Capodanno. Ci sono poi i chiarimenti da dare sui rapporti con Bruxelles, dopo il no al Mes e, tanto per completezza, le Europee in avvicinamento con una Giorgia Meloni che non ha ancora messo le carte sul tavole.

Gli auguri a tutti di buon anno e le scuse per avere rinviato la conferenza stampa ben due volte erano d’obbligo, ma poi, eccoci nel pieno della conferenza. Il primo tema su cui ha scelto di parlare è stato la giustizia e l’emendamento presentato da Enrico Costa, criticato da alcuni organi di stampa e bollato come Legge Bavaglio, poi ha dedicato un passaggio all’intelligenza artificiale, di cui si è detta “particolarmente preoccupata” per i risvolti che potrà avere sul mercato del lavoro. “Siamo di fronte a una rivoluzione diversa, dove l’intelletto viene sostituito. Rischiamo un impatto devastante sul mercato del lavoro dove sempre meno persone saranno necessarie. Non so dire se siamo ancora in tempo per intervenire”.

“Sul tema della candidatura alle europee non ho ancora deciso”. “Tutte le volte che ho avuto occasione di misurarmi con il consenso dei cittadini l’ho fatto e anche ora che sono presidente del Consiglio sarebbe utile”, ha spiegato, prima di strizzare l’occhio all’avversaria Elly Schlein: “Penso che una mia eventuale candidatura forse porterebbe altri leader a fare la stessa scelta e sarebbe un test democratico interessante”. Sugli equilibri politici europei, Meloni ha detto che lavora per costruire una maggioranza alternativa alla maggioranza Ursula. “Ha dimostrato di poter esistere in alcuni dossier, come la immigrazione e transizione verde, ma non sono mai stata disponibile a fare alleanze parlamentari con la sinistra”.
Perché la riforma del Mes è stata bocciata? “Perché non c’è mai stata una maggioranza per approvarla. Perché il governo Conte l’ha approvata sapendo che non c’era una maggioranza. Io penso che sia stato un errore sottoscrivere la riforma del trattato perché era difficile poi ratificarla, sapendo che non c’era una maggioranza”. “Il Mes – ha continuato Meloni – è uno strumento che esiste da tempo e penso che nella reazione dei mercati alla bocciatura dell’Italia si legga una consapevolezza rispetto al fatto che è uno strumento obsoleto. Forse la mancata ratifica del trattato può essere un’occasione”.
A questo punto, Giorgia Meloni c’ha tenuto a confermare quanto anticipato già da alcuni organi di stampa: “Mi impegno volentieri in un confronto TV con Elly Schlein”. Rispondendo a una domanda, la premier ha detto che “è naturale che il presidente del Consiglio si confronti con il leader dell’opposizione. Non so se Elly Schlein è disponibile e non posso prendere impegni sul dove organizzarlo, ma io sono disponibile”.
Ecco, non vorrei proprio essere nei panni della segretaria PD!!!
Quanto all’appello di Mattarella sugli ambulanti la premier ha sottolineato che l’intervento si è reso necessario per uniformare il trattamento che alcuni avevano avuto con il rinnovo di 12 anni del 2020 con altri che non ne avevano potuto beneficiare. È ovvio che l’appello del presidente non rimarrà inascoltato”, ha assicurato.

Sui balneari, ha aggiunto la presidente, “questo governo ha fatto un lavoro non fatto prima, la mappatura delle nostre coste, un lavoro che ci permette il riordino. Questo curiosamente, in tutti questi anni, nessuno lo ha fatto nonostante la direttiva Bolkestein. Abbiamo due obiettivi: scongiurare la procedura di infrazione e dare certezze agli operatori”.
“Quando ho presentato la riforma del premierato ho detto non avremo toccato poteri del presidente della Repubblica: non lo abbiamo fatto. Li manteniamo intatti perché è giusto cosi e perché in Italia è figura di assoluta garanzia”. Così la presidente del Consiglio nel rispondere a una domanda sulla riforma istituzionale che presto arriverà in Parlamento. “Non vedo – continua Meloni – in cosa l’elezione diretta del capo del governo significhi togliere poteri al capo dello stato. Si crea un equilibrio che è assolutamente buono. Si rafforza la stabilità dei governi visto che noi abbiamo avuto oggettivi problemi di instabilità governativa in Italia, soprattutto nella scorsa legislatura”. Instabilità che “abbiamo pagato”, a livello di debito, credibilità e rapporti internazionali e debolezza della politica rispetto al tema economico o di investimenti. “La riforma che ho presentato con la ministra Maria Elisabetta Casellati è una riforma di cui vado fiera. Sento dire ‘Meloni come Renzi’ in merito al referendum. Lo dico chiaramente: il referendum non è su di me. Potrei essere il presidente del Consiglio più longevo rispetto a ogni mio predecessore e potrei anche non pormi il problema di cosa succederà dopo. Ma che senso avrebbe, se si hanno i numeri la stabilità, non interrogarsi su cosa succederà dopo di me? L’eventuale referendum sarà sulla nazione e sul suo futuro” ha concluso la premier.
Tralasciando il caso del “Il deputato Pozzolo” che sarà sospeso dal partito e la difesa di Meloni a Salvini sul “caso Verdini”, la premier non si è espressa sul terzo mandato per sindaci e presidenti di Regione. “Sono abbastanza laica, ci sono pro e contro. Penso che un’iniziativa di questo tipo debba essere presa dal Parlamento”. “Quando ci sarà da votare, ne parlerò col mio partito e prenderemo posizioni.

Se “La Via della seta non è stata efficace”, l’intenzione del governo Meloni è quella di “rilanciare i rapporti con Pechino”, ma le priorità restano giustizia e burocrazia. “L’Italia è un paese in cui tutti investirebbero più volentieri se avessero maggiori certezze. La riforma della giustizia e della burocrazia sono le mie priorità. In giro per il mondo c’è tanta voglia di Italia, ma serve stabilità”. “Lo stato – ha aggiunto – deve essere vicino a chi produce, creare ricchezza e posti di lavoro”. In seguito, la premier ha ribadito che la riforma della giustizia costituirà uno degli “obiettivi dei primi sei mesi del 2024”. Per queste ragioni, ha respinto l’accusa di aver bloccato la riforma negli ultimi mesi: “Ha senso non sovrapporre due riforme costituzionali perché crea molta confusione fra i cittadini poi votare consapevolmente, su materie che già sono complesse”, ha detto, riferendosi all’altra riforma costituzionale sulla forma di governo.
A proposito di quanto sta accadendo in Ucraina Giorgia Meloni ha detto che l’unica possibilità per una soluzione diplomatica in Ucraina è mantenere l’equilibrio delle posizioni in campo, mentre sul conflitto tra Israele e Hamas, e più in generale sulla situazione mediorientale, ha dichiarato che “abbiamo lavorato per evitare un’escalation del conflitto mantenendo una posizione equilibrata. Da una parte condannando Hamas e difendendo il diritto di Israele a esistere e a difendersi. Approfitto però per fare un nuovo appello a Israele per preservare l’incolumità della popolazione civile. L’abbiamo fatto occupandoci di una serie di iniziative che condividiamo con i paesi arabi come la nave Vulcano. Sono l’unica leader G7 a esser stata presente alla conferenza del Cairo. Sarebbe un errore dire prima distruggiamo Hamas e poi ne parliamo. Uno degli strumenti più efficace è lavorare seriamente sul problema strutturale della situazione palestinese. Su questo l’Unione europea può giocare un ruolo rilevante e dovrebbe farlo in maniera più coesa”.
“Politicamente ineguagliabile”, come non riconoscerle questa qualità che la Schlein non ha?

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