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sabato, Aprile 20, 2024

PENULTIMO CAPITOLO LACCHESE. Il “buco” che fa ri-entrare Loredana

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Nuova indagine. Nuovo scandalo. Nuovi errori. Nonostante sia il comune più piccolo dell’isola, Lacco Ameno continua ad essere quello più al centro delle attenzioni. La incapacità politica di sostenere scelte all’altezza del “blasone” del comune del Fungo e che fu di Angelo Rizzoli emerge, atto dopo atto, sempre più in maniera evidente.
La guerra del comando vigili oltre ad aver procurato una spaccatura in maggioranza e in giunta è al centro di ben due indagini da parte della magistratura inquirente.

Un primo filone di indagine sarebbe legato allo scontro tra il Comandante Monti, costretto a ricorrere alla cure mediche del Pronto Soccorso del Rizzoli, con parte della dirigenza comunale mentre Carla Tufano e Ciro Calise facevano le belle statuine durante lo show aggressivo e violento. Un secondo filone, invece, è legato alla natura degli atti di cui vi abbiamo già ampiamente parlato nei mesi scorsi.

Al comune di Lacco Ameno nei giorni scorsi, oltre ai militari della Capitaneria di Porto che hanno notificato il sequestro preventivo per il porto sono giunti anche altri inquirenti che, invece, hanno presentato una lunga lista di atti da acquisire proprio nell’ambito delle progressioni verticali all’interno della pianta organica del comune guidato da Giacomo Pascale e delle varie e molteplici modifiche e riaperture dei termini stabiliti dagli uffici.
Una situazione complessa che, sembra, davvero, essere il “penultimo” capitolo di una farsa amministrativa eletta dopo una farsa elettorale. E senza voler esprimere alcun giudizio politico sulle parti in causa.

Una escalation di figuracce consecutive che non fanno bene alla gestione del comune che, di fatto, si trova in una condizione comatosa. Sporco a causa della pessima rivoluzione della raccolta dei rifiuti, con la prospettiva di vedersi il porto svuotato di ogni tipo di imbarcazione per la prossima stagione estiva e, senza voler troppo indugiare in ragionamenti giudiziari, con il rischio di vedere anche le spiagge vuote e senza ombrelloni.
Il caos mentale di chi amministra Lacco Ameno, la parentesi dei dispetti al privato gestore del porto e gli atti mal confezionati da giunta e dirigenti, molto probabilmente porteranno al collasso di tutto il demanio comunale. Ma di questo ne parleremo appresso.

Ma il penultimo capitolo della farsa lacchese è quella del Comando Vigili.
Un farsa che si legge anche nelle note che qualche addetto alle indagini ha lasciato in giro per il comune di Lacco Ameno. Una sorta di imbarazzo collettivo che spinge qualcuno degli investigatori a chiedersi la validità di una laurea in filologia moderna per partecipare alla famosa progressione verticale all’interno del Comando Vigili.

Ed è proprio il comando vigili di Lacco Ameno a restare nell’occhio del ciclone. In verità nell’occhio del ciclone degli errori è finito l’ufficio che ha confezionato l’avviso pubblico e la delibera di giunta collegate alla mobilità interna.
Qualcuno sussurra, addirittura, che gli stessi atti siano stati confezionati all’esterno della torre di Lacco Ameno e portati sulla scrivania della Dott.ssa Lucrezia Galano (che nel frattempo torna a capo di alcune decisioni giudiziarie amministrative, portando allo scontro definitivo il rapporto tra Giacomo Pascale e Leonardo Mennella) in una sorta di “commissariamento” calato dall’alto al fine di confezionare il pacco per la prediletta di una parte della maggioranza.
Se fino ad ora abbiamo commentato questo articolo prendendo spunto dal titolo “penultimo capitolo” ora entriamo nella fase più tecnica e per farlo dobbiamo cambiare un vocabolo. Ora entriamo nella zona “penultimo periodo”.
Il gioco delle vigilesse al comando si complica proprio in virtù del “penultimo periodo”. In virtù di questo “penultimo periodo”, Loredana Calise ha presentato nei termini, senza essere accompagnata al protocollo da nessuno (come invece ha fatto Pascale con l’altra), ma inviando una semplice PEC all’indirizzo previsto dall’avviso pubblico e ha partecipato alla selezione verticale per la promozione all’interno del comando vigili.

Un errore di quelli gravi (per alcuni, ovviamente) che ha mandato in tilt l’intera maggioranza mentre i militari del Capitano Magi sequestravano il porto. Perché? Perché a Lacco Ameno sono riusciti anche a sbagliare nel confezionare un atto pilotato. Pensate un po’.
L’avviso pubblico che ha scatenato la “guerra delle comare” di Lacco Ameno relativo alla “Selezione per la progressione ordinaria tra le aree riservata al personale in servizio nel V Settore Polizia Municipale, ai sensi dell’art. 52, comma 1-bis, del d. lgs. n. 165/2001, per la copertura a tempo pieno ed indeterminato di n. 1 posto area dei funzionari, con profilo professionale “funzionario di polizia municipale” richiama il d. lgs. n. 165/2001, art. 52, comma 1-bis, penultimo periodo: la finestra normativa che ha permesso alla Calise di poter accedere alla selezione verticale e di superare l’ostacolo “laurea” che, invece, avevano prospettato i politici.

L’articolo 1bis del D.lgs n. 165/2001 è composto da 5 periodi.
Secondo quello che doveva essere lo schema del comune, lo schema che avrebbe dovuto seguire il bando sarebbe dovuto essere quello collegato al terzultimo paragrafo. Ovvero quello che recita “Fatta salva una riserva di almeno il 50 per cento delle posizioni disponibili destinata all’accesso dall’esterno, le progressioni fra le aree e, negli enti locali, anche fra qualifiche diverse, avvengono tramite procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni in servizio, sull’assenza di provvedimenti disciplinari, sul possesso di titoli o competenze professionali ovvero di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso all’area dall’esterno, nonché sul numero e sulla tipologia de gli incarichi rivestiti.”

Invece secondo l’avviso pubblico, quello che fa fede e che quello che vale, il comune di Lacco Ameno sta procedendo ai sensi del “penultimo periodo” del D.lgs, quello che prevede, invece: “In sede di revisione degli ordinamenti professionali, i contratti collettivi nazionali di lavoro di comparto per il periodo 2019-2021 possono definire tabelle di corrispondenza tra vecchi e nuovi inquadramenti, ad esclusione dell’area di cui al secondo periodo, sulla base di requisiti di esperienza e professionalità maturate ed effettivamente utilizzate dalle amministrazioni per almeno cinque anni, anche in deroga al possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso all’area dall’esterno.”

E c’è da notare l’ultima parte del periodo: “anche in deroga al possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso all’area dall’esterno”. E qui casca l’asino. L’asino che ha scritto l’avviso pubblico e che si è dimostrato come un rigore a porta vuota per la Calise che non si è fatta scappare l’occasione e ha segnato il primo gol.

E ora? Escluderanno la candidata consentendole di presentare ricorso al TAR? Annulleranno l’avviso in autotutela esponendosi a tutti i rischi connessi? O, invece, proveranno a forzare ancora di più la mano, tanto più che ogni atto è già illuminato dagli investigatori delegati dalla Procura della Repubblica?
Di errori, in verità, ce ne sono molti altri. Uno su tutti? L’articolo 7 dell’avviso: “Ai sensi dell’art. 3 del Regolamento il presente avviso è pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Lacco Ameno dal 16.1.2024 al 31.1.2024 nella sezione “Bandi di concorso” e all’Albo Pretorio on-line del Comune di Lacco Ameno per 15 giorni consecutivi”. Un avviso protocollato l’11 marzo, in base ad una delibera di giunta resa esecutiva l’8 marzo può mai essere pubblicato a gennaio? Cose alla lacchese che qualcuno potrebbe definire come “errore materiale”. Già, materiale.
Un’altra farsa lacchese che ricalca quella vissuta con la vicenda Porto e con la vicenda Rocchi-Ciannelli solo per raccontare le due più voluminose.

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