Nicola Pantalone. Le storie di Sandra Malatesta

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Un amico è chi sa di me, chi non devo chiamare anche se non sono lo stesso quando attraverso periodi faticosi. Un amico è chi, mentre sta suonando durante una serata, ci guarda e intona “E ti ricordo ancora” di Fabio Concato, la mia canzone preferita. Un amico è stato per me, per noi, per i miei figli, Nicola Pantalone, da tanti chiamato Nik.

Nicola era nato a Napoli il 15 agosto 1943 e solo quando aveva dieci anni la famiglia si trasferì a Ischia per il lavoro del padre. Nicola era un giovane che studiava frequentando il liceo classico, ma sognava la musica, sognava la chitarra. E suo padre, quando Nicola aveva dodici anni, gli regalò proprio una chitarra. Tutto per lui ebbe una nuova dimensione: la chitarra, suonare, cantare gli riempivano la testa e il cuore.

Mentre frequentava il liceo Nicola conobbe Luciana Salamati, che aveva appena quindici anni. Si fidanzarono durante una festa in casa e da allora non si lasciarono più, se non quando Nicola, dopo due anni di malattia affrontata con forza e speranza, il 3 gennaio 2024, a ottant’anni, ci lasciò per sempre.
Nel 1959, ad appena sedici anni, Nicola venne chiamato alla “A Cambusa” per sostituire il chitarrista ammalato. Come succedeva spesso negli anni Settanta, molti giovani musicisti creavano complessi e anche Nicola, con Domenico Paciello, Enrico Roia, Saverio Toma e Gino Pinto, ne formò uno: “I Diavoli”.
Il 14 aprile 1971 Nicola e Luciana si sposarono e, dopo un anno, nacque il primo figlio, Enzo. In inverno Nicola andava spesso a suonare in Germania, dove a Monaco, nel locale “Ischia”, fu notato da Vert Grund, direttore d’orchestra della televisione, per la quale Nicola incise alcuni pezzi.

Nel 1973 arrivò il posto statale e la famiglia si trasferì a Como, dove nel 1976 nacque Oscar, il loro secondo figlio. Dopo quindici anni tornarono a Ischia, dove Nicola si inserì di nuovo nel giro dei vari locali notturni.

Nicola era uno che sentiva la musica subito, a orecchio, e nel 2017 ricevette il prestigioso Premio Internazionale “Ugo Calise” alla carriera, oltre al riconoscimento dell’Associazione T.I.F.E.O. per aver diffuso sulla nostra isola un modo di cantare pieno di passione, capace di coinvolgere chiunque lo ascoltasse.

Dire Nik Pantalone significava dire dolci rapporti umani, attenzione per gli altri, sorrisi. Era un uomo gentile che amava anche i ragazzi appassionati di calcio, ai quali fece da allenatore e che gli sono rimasti legati per sempre, pur essendo allora dei piccolissimi calciatori chiamati “Pulcini” o “Giovanissimi”.

Abbiamo avuto a Ischia un uomo che ha tenuto alto il nome dell’intera isola, diffondendo pezzi da lui incisi, compreso l’album “Nostos”, e curando la musica di “Ischia int’ ’o suonno”, su testo di Guerino Cigliano, che arrivò seconda al Festival della Canzone Marinara del 2011.

Una vita intensa, con quella sua voglia di ritmo e di note musicali, con la gioia di quella prima chitarra di cui parlava spesso agli amici emozionandosi, perché grato a suo padre che aveva capito quanto quel ragazzino di dodici anni amasse quello strumento, senza forse immaginare che quella chitarra avrebbe messo le ali alle mani di Nicola.

Così come era con tutti, è stato sempre presente per la famiglia, per Luciana, più riservata di lui e spesso in disparte, e per quei due figli che non potevano che essere il meglio di due genitori speciali.
Ringrazio Luciana Salamati per aver collaborato con me

Sandra Malatesta
L'autore
Sandra Malatesta

Sono Sandra Malatesta nata a pochi passi dal mare a Via De Rivaz a Ischia. Ho amato studiare e non la smetto. Laureata in Scienze Naturali ho insegnato per 42 anni alle Scuole Medie "G. Scotti" di Ischia. Amo scrivere da sempre, amo i bambini, le cose belle, i sogni e la fantasia

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