Il Real Forio si prepara alla Serie D con metodo e ambizione. Il tecnico Carlo Sanchez, che a quella categoria mancava da sette anni, traccia un quadro preciso: organico al completo entro il primo luglio, nuovi acquisti di livello, ritiro a Rivisondoli con amichevoli di prestigio e, in attesa dei lavori al Calise, le partite casalinghe al Mazzella di Ischia. Un progetto costruito con pazienza, che punta su fame e identità più che sulle illusioni.
Mister, vogliamo provare a dare una fisionomia a questo nuovo Real Forio?
“Sta prendendo forma, ma ti dico che in linea di massima al primo luglio avremo l’organico al completo, come avviene già da due anni. Questo grazie a un lavoro veramente importante che hanno fatto sia Vito Manna che Nicola Pisani, perché io ho avuto dei piccoli problemi personali e mi sono un poco staccato. Loro hanno fatto un lavoro enorme, e sono sinceramente grato di quello che hanno costruito in queste settimane.
Le conferme le conosci: Florio, Peppe Mattera, Ballirano, Di Lorenzo, Di Meglio, Castagna, Serrano, oltre ai giovani Iaccarino e Santaniello. Per i nuovi abbiamo preso Filosa e Negro, un’altra prima punta, puntellando il reparto d’attacco. A giorni aggiungeremo due difensori importanti per la categoria, due grossi centrocampisti, e un bel pacchetto di under. Nicola Pisani con grande impegno ha coperto quasi tutti i ruoli in tutti i reparti, dalle sei alle otto unità per reparto”.
«Voglio gente seria, gente che si allena con divertimento e con voglia. In D si corre tanto, oltre alla qualità si aumenta il ritmo. Il mio staff permetterà alla squadra di reggere quei ritmi per cento minuti: ne sono certo»
Si parla molto del girone H. Tu lo conosci abbastanza bene, tra pugliesi e campane. Che campionato ti aspetti?
“I gironi sono tutti competitivi. È vero che per quello che si continua a dire nel mondo del calcio, l’H è uno dei più difficili, con piazze blasonate e una densità di squadre di livello. Però paradossalmente a livello nazionale vincono sempre squadre che partecipano a gironi diversi. Noi ci faremo trovare pronti sia se faremo l’H, sia se faremo il G. Non credo parteciperemo al girone I, che è saturo di squadre calabresi e siciliane. Il Foggia, tra parentesi, dovrebbe essere ripescato dalla Serie C, e questo influirà sulla composizione complessiva dei gironi, perché tutto scende a cascata dalla Lega Pro. Lo capiremo all’inizio di luglio. Noi intanto lavoriamo per fare un buon Forio, al di là del girone in cui ci capiterà di giocare”.
Parliamo dei nuovi acquisti. Filosa e Negro hanno in qualche modo il compito di non far rimpiangere l’annata con Santiago. I paragoni non si possono fare, ma quell’esperienza è ancora negli occhi di tutti.
“Sì, abbiamo lasciato giocatori importanti come Yeaboah, Santiago e Pelliccia, che hanno fatto un percorso straordinario e potevano tranquillamente fare la Serie D. Per tante esigenze si è cambiato rotta, e quest’anno abbiamo preso giocatori altrettanto ottimi per la categoria. Filosa lo conosco già dalle prime dieci giornate di quella salvezza ai playout. Sappiamo le sue qualità, ed è cresciuto anche a livello caratteriale: i due anni lontano dall’isola gli hanno dato esperienza e maturità. Troverò sicuramente un giocatore che ha fame, perché ogni volta che si avvicinava alla D ritornava poi nell’Eccellenza. Quest’anno approda in D da protagonista, e lo può fare bene perché ha enorme qualità.
«Torno in D con una fame e una voglia impressionanti. Sono quarant’anni che Forio non faceva questo campionato, e noi ci faremo trovare pronti. Senza illusioni, ma sempre con i piedi per terra»
Negro è un giocatore che fino a qualche anno fa non doveva partecipare a questi campionati, aveva vissuto l’ambiente professionistico della Serie A e della Serie B. Non tutti giocano in A, non tutti in B, e siamo fortunati perché quest’anno sceglie di giocare con noi. È una prima punta di qualità, un giocatore da raccordo, con tecnica nella giocata e tanta voglia di fare. Quello che chiedevo ai direttori era esattamente questo: un gruppo con un’età media un po’ più bassa, ma soprattutto giocatori che hanno fame. La Serie D ti permette di trovare questo tipo di profili”.
Cosa cambierà rispetto agli anni scorsi? Che Forio vedremo?
“Cambierà innanzitutto il numero di under obbligatori, perché la Serie D ne richiede tre in campo invece dei due dell’Eccellenza, e questo modifica anche la struttura della rosa, che dovrà essere composta in modo diverso rispetto agli anni passati. Ma al di là degli obblighi di categoria, mi aspetto quello che ho sempre desiderato vedere: gente seria, gente che si allena bene, con divertimento e con voglia.
Se vai a guardare le ultime interviste dei grandi allenatori, anche quelli ai mondiali come commissari tecnici, tutti dicono la stessa cosa: si è abbassato un po’ quell’aspetto puramente tattico che era considerato fondamentale, e ha preso peso l’empatia, la fame, la psicologia del gruppo. Noi saremo di nuovo una squadra che avrà voglia, che correrà tantissimo. In D si corre tanto, oltre alla qualità si aumenta il ritmo e la pressione. Il mio staff permetterà alla squadra di reggere quei ritmi per cento minuti. Sono convinto che faremo un buon anno, senza illusioni ma sempre con i piedi per terra”.
Il direttore sportivo Mario Lubrano qualche settimana fa diceva che il Forio deve avere l’equilibrio di non abbattersi alla prima sconfitta e di non montarsi la testa alla prima vittoria. Condivide?
“Io credo che intorno a questa squadra abbiamo persone abbastanza competenti e preparate per gestire questi momenti. Parto da me, senza presunzione: sono una persona che non si esalta mai, che lavora per il gruppo, che non si esalta nelle vittorie e non si deprime quando si perde. Sono pacato, equilibrato, con 26 anni nel calcio alle spalle. E questa impostazione si riflette su tutta la società, che è composta da persone preparate, a partire dai direttori, che quest’anno hanno dimostrato di essere veramente competenti.
Abbiamo persone che ci fanno stare sereni, come Antonio Milanese, e abbiamo il nostro presidente, che è la prima persona equilibrata e coordina tutti noi con grande equilibrio. Il campionato sarà difficile, ma questo è stato il percorso degli ultimi anni: anche in Eccellenza poteva succedere la stessa cosa, e il Forio ha sempre risposto bene. Negli ultimi due anni abbiamo sfiorato una finalissima playoff e una semifinale di Coppa Italia. Quest’anno le insidie saranno di più, perché si affrontano piazze blasonate, con tradizione e con una tifoseria esigente. Già solo pensando a Ischia, si parla di un ambiente completamente diverso per cultura e storia del calcio. Ma il Forio si farà trovare pronto. Sono quarant’anni che non si faceva la D, ed è giusto viverla con la giusta consapevolezza”.
Sul fronte logistico, i lavori al Calise complicano le partite casalinghe. Come vi state organizzando?
“Sapevamo delle difficoltà, e sappiamo che il comune sta facendo il possibile per consegnarci uno stadio pronto e in ordine. Purtroppo gli iter burocratici non sono mai precisi e sono complicati. Ringraziamo il comune di Forio, a partire dal sindaco Stani Verde, che ha la fortuna di essere anche un appassionato di calcio, fino all’intero consiglio. Dispiace non poter giocare a Panza, che era omologato per la D e dove faremo comunque gli allenamenti, ma per le gare ufficiali non è possibile utilizzarlo.
Abbiamo quindi chiesto la cortesia al comune di Ischia, un comune amico, e qualche giorno fa è arrivata una bellissima risposta: potremo giocare al Mazzella. Per noi è motivo di orgoglio, perché è uno stadio con una storia e una tradizione significative per il calcio isolano. Ringrazio a nome della mia società il comune di Ischia e il sindaco Ferrandino per questa autorizzazione. Spero che duri poco, non perché vogliamo andarcene, ma perché vogliamo tornare a casa, tornare a Forio”.
Partite il 23 luglio. Ci racconta come sarà il precampionato?
“Il 23 luglio partiremo a Panza: la mattina la società sta definendo la location per la presentazione ufficiale, il pomeriggio il primo incontro con i ragazzi. Rimarremo a Panza fino al 27, poi dopo le visite mediche ci trasferiremo a Rivisondoli per il ritiro vero e proprio. Subito la prima amichevole con l’Avellino, e tra il 1 e il 2 agosto altre due amichevoli importanti con squadre di Serie A. Stiamo lavorando per organizzare una partita con il Napoli, che in quei giorni sarà in ritiro a Castel di Sangro: sarebbe una bella vetrina per la squadra e per l’intera tifoseria. Poi si torna sull’isola fino al 13, sempre a Panza, prima di iniziare il percorso ufficiale. Il 23 agosto c’è la prima partita di Coppa Italia di Serie D, e sarà anche il mio ritorno personale in questa categoria dopo sette anni”.
Proprio su questo: sette anni sono tanti. Al Carlo Sanchez di sette anni fa cosa diresti?
“Che sono rimasto uguale, nel profondo. Forse sono cambiato un poco negli atteggiamenti: oggi sono un po’ più morbido rispetto a quando ero giovane, ero molto diretto, concentrato sulle mie idee, un po’ rude nella gestione del gruppo.
Ma l’esperienza accumulata in tutti questi anni, con gruppi forti e in piazze difficili come Palma, Angri, Agropoli, mi ha fatto crescere ancora. Torno in D con una fame e una voglia impressionanti, perché tengo tantissimo a Forio, e penso che lo sappiano tutti, è inutile nasconderlo. Ho un legame forte con questa cittadina. Quando arriverà il momento dell’addio, che prima o poi arriverà, sarà un momento difficile da vivere. Questo posto è entrato dentro, e non è una cosa che si dimentica facilmente”.
