Medmar, l’Agata finisce in Sicilia. Arriva il “Quirino”: meglio così

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DALLA REDAZIONE | Diciamolo subito, a scanso di equivoci: non sarà un’assenza che si sentirà. Perché l’Agata, la nave della compagnia Medmar, non è certo entrata nel cuore dell’utenza ischitana, per usare un eufemismo. E allora la notizia che venga dirottata, seppure con la formula del noleggio, in Sicilia non è di quella fa fasciarsi la testa. Soprattutto se il sostituto, il traghetto “Quirino”, già avvistato al porto di Napoli in queste ore con la classica veste Medmar, è di quelli che certo non la faranno rimpiangere.
Il traghetto, che la Medmar avrebbe preso in noleggio, ma con una formula temporale estesa, fa parte della flotta della Laziomar che fornisce il servizio di navigazione tra i Porti di Formia, Anzio e le Isole Pontine. La stazza estiva è imponente: 1250 posti per passeggeri e 60 veicoli. La continua opera di manutenzione e ammodernamento – spiega la scheda tecnica – consentono al Quirino di essere sempre comoda e sicura. Dal 2015 è presente il servoscala a pedana per consentire il facile spostamento anche per chi ha limitazioni nel muoversi: dunque, arriva una nave attrezzata per i disabili. Il traghetto è stato costruito nello storico cantiere navale fratelli Orlando di Livorno, il che ne assicura la massima affidabilità.
Che linea effettuerà? La Medmar non l’ha ancora ufficializzato: se sostituisse l’Agata tout court, andrebbe a collegare Casamicciola e Pozzuoli, ma radio banchina la indica anche possibile sostituta del Benito Buono sulla tratta più trafficata, Napoli-Ischia, sempreché l’azienda riesca a ridisegnare in maniera efficace e conveniente la turnistica.
E dunque inizia a modificarsi la geografia del naviglio che opera nel Golfo di Napoli, con una new entry che potrebbe alzare l’asticella degli standard qualitativi dei viaggi, vero e proprio tallone d’Achille negli ultimi anni. E di questa situazione certo l’Agata, nave di 77 metri varata nel 1973, citata persino dal “Fatto quotidiano” come icona di un naviglio obsoleto, era forse l’esempio più emblematico, sul quale non a caso si era più volte soffermato Nicola Lamonica, presidente Autmare, anche attraverso un’interlocuzione diretta con l’ex assessore regionale ai trasporti, Sergio Vetrella.

12 Commenti

  1. Ma il Quirino non era una gloriosa nave della Caremar che , appena varata, solcava i mari del Golfo comandata dal mitico comandante Riccio?

  2. Esatto solo che vista l età avanzata e il doppio scafo aggiunto successivamente sarà la nave più lenta del golfo

  3. Questo è un classico esempio di come fare polemica sterile ad ogni costo. Ma vogliamo scherzare, paragonando un aborto come Agata con Quirino? Per prima cosa dobbiamo sperare che la notizia sia vera, ma soprattutto che una nave come Quirino ci resti per sempre nel nostro Golfo, anche dopo gli ultimi lavori che l’hanno resa ancora più stabile nel rollio con l’aggiunta dei bottazzi, e non di un altro scafo, potendo trasportare in comodità più di 1000 passeggeri con ampi spazi, ma soprattutto perché è stato fornito dell’ascensore per i disabili che non devono restare nelle auto, come bagagli, durante le traversate.

  4. ha ragione l’articolista de Il Dispari: nessun rimpianto per l’allontanamento dell’Agata:la Medmar fa certamente un notevole passo in avanti con una nave che con giusto orgoglio già solcava i nostri mari! Ma non possiamo fermarci a ciò: occorre che il rinnovamento dell’insieme del naviglio che aspettiamo con ansia si avvii; occorre che quello che con tanta enfasi è tanto declamato nella contestabile gara di privatizzazione ci sia e quanto prima per avere navi che siano in grado di di solcare i nostri mari con velocità superiori alle 20 miglia.

  5. non vorrei sbagliarmi ma la quirino è stata costruiita a la spezia e non a Livorno.ricordo che nel che da ottobre 1980 fino ad aprile 1981 stavo su una petroliera e facevamo lavori presso i cantieri di la spezia e c’erano due di queste navi in costruzione e una era gia stata varata forse il fauno. quindi parliamo di una nave che ha oggi circa 36 anni ma siccome sono state costruite molto bene e con i avori di ammodernamento che hanno fatto potranno navigare ancora per molto in massima sicurezza. per quanto dichiarato dal prof lamonica mio prof al nautico di procida vorrei solo dire che queste navi allora come oggi possono sviluppare una velocità superiore ai 20 nodi ma nessuno ne la caremar figuriamoci la medmar fa viaggiare la nave a queste velicità.

    • Quirino era all’epoca certamente una nave all’avanguardia, infatti questi nuovi traghetti furono affidati a due grandi comandanti: Riccio e Sirabella, ma vorrei chiedere al Prof. Nicola Lamonica che per la sua abnegazione conosce vita morte e miracoli (pochi) della navigazione del Golfo, se nello statuto della CAREMAR non ci fosse la clausola che le navi dovevano essere cambiate ogni 25 anni?
      Poichè sono stato un grande denigratore del Traghetto AGATA, quasi quasi mi sento in colpa per questo suo esilio, e non sono daccordo che non sentiremo la sua mancanza, di che parliamo ora?
      Mi direte che abbiamo il “Benito Buono”, infatti col Benito si sa quando si parte ma giammai potrai sapere a che ora arrivi, il tragitto di un’ora e qualche minuto di “Cartuscielliana” memoria è stato abbondantemente superato, il tragitto, normalmente dura intorno alle due ore, se ti va bene. Da indiscrezioni i migliori bookmakers vogliono inserirequesta M/N nelle loro scommesse, farebbero soldi a palate.

  6. Nessuno fa viaggiare le navi a grande velocità, senò nessuno prende più l’aliscafo!
    Meditate, gente, meditate!

    • Ma se l’aliscafo attualmente impiega all’incirca un’ora per la tratta ischia-napoli conviene prendere comunque il traghetto

  7. L’Agata doveva finire in un cantiere di demolizione per sfornare poi tante belle rotaie nuove per i treni, altro che in Sicilia.

  8. il rinnovamento del naviglio Caremar è avvenuto e, come per i Guizzo della Tirrenia, con scelte inopportune se non sbagliate: nessun potenziamento, solo rattoppi su rattoppi e svendite per far posto a navi veloci, ormai vecchie anch’esse, che potevano soddisfare solo alcune esigenze non avendo la possibilità di competere con i traghetti tipo Quirino per ridotte capacità ed anche perché non adatte ad ogni tipo di trasporto e di mare.
    Le isole del golfo di Napoli e quelle Ponziane – per la portualità che si ritrovano, per lo sviluppo socioeconomico e turistico raggiunto e per le distanze da coprire nei collegamenti con la terraferma – avevano ed hanno ancora bisogno di un’offerta armatoriale plurale e differenziata in uno a politiche nazionali prima e regionali dopo all’altezza del compito: fatto che non si è verificato nel tempo per un fare compiacente tra politica ed affari oltre che per insipienza armatoriale. Ed oggi ci troviamo nel campo del trasporto pesante con un naviglio prevalentemente vecchio e lento, con navi super dimensionate in porti ristretti, con lottizzazione di aree commerciali e portuali, con tempi di percorrenza che superano largamente quelli di venti anni fa .
    Nulla è dovuto al caso e complice di tanto sfascio è anche il tanto silenzio che è riuscito a fare intorno a sé sia l’armamento privato che quello pubblico, oggi nelle mani degli stessi soggetti. Un bel passo in avanti, non c è che dire!

  9. Credo che non sia il caso di fare polemiche. La Medmar ha assunto un’ottima iniziativa, che ha avuto il merito di recuperare al golfo di Napoli, e in particolare all’isola d’Ischia, un valido traghetto, che forse altrove era sprecato.

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