Una sorgente termale di interesse storico e culturale rischia di essere distrutta — o contaminata in modo irreversibile — dalle demolizioni in corso a Piazza Bagni, nel cuore di Casamicciola Terme. A denunciarlo, con una formale diffida inviata in questi giorni a sette enti e autorità, sono tre sorelle proprietarie di porzioni dell’antico complesso immobiliare che si estende tra Piazza Bagni e Corso Garibaldi.
Al di sotto e in adiacenza all’edificio di loro proprietà — identificato catastalmente al foglio 8, particelle 302 e 1189 — si sviluppa quella che la diffida descrive come la “Fonte dell’Occhio”, un’antica sorgente acquifera le cui acque, storicamente riconosciute dalla comunità locale, avrebbero peculiari proprietà curative. Un bene che, secondo le tre proprietarie, non è solo privato ma costituisce un patrimonio collettivo di inestimabile valore.
Il sopralluogo rinviato e mai più convocato
Il nodo centrale della vicenda riguarda le prescrizioni impartite dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, che aveva espressamente richiesto la salvaguardia degli ambienti seminterrati che ospitano la fonte — indicazione recepita nella Determina Commissariale n. 956/2025. Per definire le modalità operative di tutela, era stato fissato un sopralluogo congiunto per il 17 dicembre 2025. Quel sopralluogo, scrivono le tre sorelle, «è stato immotivatamente rinviato a data da destinarsi e mai più riconvocato».
Nel frattempo, le demolizioni sono andate avanti. E qui sta il secondo elemento di allarme sollevato dalla diffida: per abbattere le polveri sollevate dai lavori viene utilizzata ingente quantità d’acqua che, dilavando i materiali di risulta e i detriti, penetrerebbe nel sottosuolo raggiungendo la falda acquifera e la sorgente stessa. Un processo che, secondo le proprietarie e i loro legali, configurerebbe un inquinamento idrico potenzialmente irreversibile.
Le violazioni contestate
La diffida richiama un quadro normativo articolato. Vengono contestate violazioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004), del Codice dell’ambiente (D.Lgs. 152/2006) — con particolare riferimento all’articolo 94 sulle aree di salvaguardia delle captazioni idriche — della normativa sulle acque minerali naturali (D.Lgs. 176/2011) e delle norme di sicurezza sui cantieri (art. 151, D.Lgs. 81/2008).
I destinatari della diffida sono sette: il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post-sisma, il Commissario Straordinario del Comune di Casamicciola Terme, la Soprintendenza di Napoli, il Nucleo Operativo Ecologico (Noe) dei Carabinieri, Legambiente Campania, la Asl Napoli 2 Nord e la Capitaneria di Porto di Ischia.
La richiesta: stop immediato entro 24 ore
Le tre proprietarie chiedono la sospensione immediata di tutte le operazioni di demolizione che possano interessare, anche indirettamente, l’area del loro immobile e la sottostante sorgente. La sospensione, si legge nel documento, dovrà permanere fino a quando non sarà effettuato il sopralluogo congiunto già rinviato, non sarà approvato un piano di salvaguardia della Fonte dell’Occhio e non saranno definite le modalità per garantirne il futuro accesso agli aventi diritto.
Alla Soprintendenza viene chiesto di ordinare la sospensione dei lavori ai sensi dell’articolo 28 del Codice dei beni culturali; al Noe e alla Guardia Costiera di verificare i reati ambientali e, se necessario, porre sotto sequestro l’area di cantiere; all’Asl di valutare i rischi per la salute pubblica; al Comune e al Commissario per la Ricostruzione di bloccare il cantiere. In assenza di riscontro entro 24 ore dalla ricezione della diffida, le tre sorelle annunciano di essere pronte a ricorrere a «ogni sede competente, inclusa quella penale».
