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La capricciosa di Ivano Veccia, eletta pizza dell’anno 2021

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Con Ivano Veccia per festeggiare il riconoscimento di Pizza dell’Anno 2021 con la sua capricciosa che ha conquistato i giudici di 50 Top Pizza. Una conferma del talento di Ivano Veccia pizzaiolo (dopo e più ancora che dj) che ha saputo mostrare anche fuori dai confini isolani in una città dove non sempre la pizza napoletana viene adeguatamente apprezzata.

Raccontaci, prima di entrare nel vivo della pizza che ti ha fatto vincere, l’emozione, l’attesa, come hai saputo di aver vinto?
“Ero con amici a casa di mia suocera davanti ad un coniglio. Io ero molto indietro in classifica e non mi aspettavo assolutamente questo premio speciale. A parte che avevo anche altre pizze che secondo me meritavano e per la capricciosa non me lo aspettavo proprio un premio; quando mi hanno chiamato quelli di 50 Top Pizza mi hanno chiesto come facessi la capricciosa cogliendomi di sorpresa e io non gli ho mica rivelato tutti i segreti.”

Ha un po’ vinto da sola…
“Sì, è piaciuto il fatto che rispetto alle altre capricciose c’è il pomodorino del “piennolo” invece della passata di pomodoro ed il prosciutto cotto di altissima qualità che io metto sulla pizza dopo la cottura. Una pizza che semplice (non a caso è la mia pizza preferita fin da piccolo) ma per la quale uso materie prima di grande livello e diversi “segreti” che la rendono diversa dalla capricciosa che potete mangiare altrove”

Spieghiamo un po’ chi è Ivano Veccia. Un po’ di basket, un po’ di consolle….
“Prima vi erano i campi di basket, la pizzeria è arrivata dopo. Avevo 9 anni quando ho iniziato e all’epoca c’era la tradizione dei ragazzi di bottega, cosa che ad oggi si sta un po’ perdendo. Ero con Enzo alla Terra del Fuoco. Da lì è iniziata la mia passione. Poi è subentrato il dj dopo qualche anno ma ho sempre fatto entrambi i mestieri, con grande fatica. Mi sono riusciti entrambi, ma poi con l’avanzare dell’età ho messo il dj un po’ da parte.”

Sempre a che fare con dischi…
“Certo, ogni tanto mi piacerebbe farlo, ma il covid ci ha fermato un po’.”

C’è una forte influenza anche della tua amicizia con Nino Di Costanzo in questa pizza e non solo?
“Diciamo che Nino è stato tra i primi che hanno creduto in me. Io lavoravo al Palm Beach a Casamicciola. Lui venne a mangiare la pizza e se ne andò, poi approcciamo un’amicizia, parlo di più di 10 anni fa. Mi fece conoscere delle persone, il maestro Enzo Coccia, mi fece conoscere la cucina. Io sono un pizzaiolo, ma proprio grazie a Nino ora conosco meglio anche la cucina e questo mi è servito molto. Questa collaborazione è cresciuta e spesso io lo seguo in molti eventi fuori dall’isola, la mia pizza è il suo antipasto. Per me questa è una grande cosa e ieri è stata una delle prime persone che ho sentito al telefono e che ho voluto ringraziare .”

Qvinto Restaurant è una tappa importante, nella tua vita e nella tua carriera
“La signora Sabrina Corbo con il marito, i titolari di Qvinto, vennero a mangiare “Da Ciccio” a Forio una sera; arrivavano da Salina con lo yacht. Mangiarono la pizza ed andarono via ma dopo due mesi mi chiamarono per offrirmi il posto. Accettai con non poche difficoltà e fu anche la mia compagna a spingermi ad accettare questa sfida. Accettai ad una condizione: che Peppe e Angelo i miei due storici collaboratori fossero al mio fianco. Io sono pendolare, mia figlia vive a Ischia ed è un grande sacrificio stare lontano ma credo mi stia ripagando. La soddisfazione grossa è che a Roma siamo visti come la pizza ischitana, cosa che, ad essere precisi, di fatto non esisteva. Anche sulla sito di 50 Top Pizza scrivono “pizza ischitana”, quindi sono doppiamente orgoglioso perchè Ischia me la porto sempre con me anche se sto a Roma.”

Parliamo del “piennolo”, degli ingredienti che usi per le tue pizze; so che c’è anche il miele, ci sono tanti ingredienti ischitani che rendono le tue pizze speciali
“Negli ultimi anni la pizza sta passando da pietanza semplice, basica a piatto vero e proprio spesso molto complesso. A parte che fare piatti o pizze che siano semplici ma buoni è la sfida più difficile per chi cucina ma posso dire con orgoglio che ho almeno una decina di pizze con ingredienti di Ischia. Mi portavo da anni l’origano dall’isola che ha un profumo fortissimo, che esplode letteralmente in bozza ed ora da noi si produce pure il miele ed e ho portato a Roma anche un olio e delle marmellate, tutto made in Ischia e tutto riportato sul nostro menù”

La ricerca di materie prime d’eccellenza –di Ischia o di altrove – che non si ferma:
“Amo il mio territorio e lo privilegio nelle mie pizza ma ciò non mi preclude di ispirarmi ad altre cucine e patrimoni gastronomici come quello romano che mi regala molti ingredienti, o quello napoletano con i fritti. Non sono focalizzato solo su un tipo di cucina, il discorso è più ampio. Ho ideato la pizza col caviale: costa 60 euro e avevamo dubbi se inserirla o meno nel menu, ma la vendiamo e anche tanto. Significa che la gente è disposta a spendere se il prodotto è buono e diverso dagli altri ed è uno stimolo per me”

La sfida di avere una pizzeria nella Capitale, come mercato come è?
“Per me è stato molto difficile. Quando sono andato a Roma credevo di “spaccare” ed ero un po’ spavaldo. Oggi dico senza paura che a Roma ci sono i panificatori più bravi al mondo, vi son maestri autentici Roma e confrontarmi con queste persone è stata dura ma alla fine sono felice di dire che con la mia squadra abbiamo vinto la sfida. In Top 50 ci sono solo pizzerie, nessun ristorante pizzeria tranne Qvinto, vuol dire che siamo una grandissima realtà.”

Capita spesso, ogni volta che ci siamo confrontati fuori da Napoli, come si sale un po’ e si sente di mettersi in gioco.
“Io mi aspettavo che più semplice, è stata dura ma questa esperienza mi ha fortificato e mi ha permesso di imparare più cose. Devo essere sincero, forse a Ischia non avrei raggiunto questi livelli.”

Ultima domanda. Il domani di Ivano Veccia…
“Ieri ho festeggiato, ero felice. Stamattina mi sono alzato con l’ansia, questo premio farà alzare le aspettative verso di noi. Spero di accontentare chi mi ha dato questa fiducia, mi sento preoccupato… ora me lo godo, ma devo ribadire che sono preoccupato (ride, ndr).

Ma questa pizza Capricciosa, perchè vince?
“La Capricciosa a Roma è fatta con crudo e uovo, ognuno la può fare come vuole. Mentre noi di solito la facciamo con cotto, funghi, olive e carciofi, mozzarella e pomodoro. Io ho messo crema al parmigiano come base e il “piennolo” fresco, non quello nei barattoli. E’ quello classico del Vesuvio. Poi utilizzo i funghi pioppini, le olive caiatine denocciolate che danno una bella spinta di sapore e i carciofi li cuocio nel forno a legna a cartoccio sotto la cenere, il prosciutto cotto artigianale arrosto va all’uscita dal forno. Sembra poco ma è tutta un’altra cosa, anzi, un’altra pizza”

Hai detto che sei rimasto sorpreso del premio alla Capricciosa. Tu che pizza avresti mandato per il concorso?
“Avrei mandato la Lasagna povera che per me rimane la pizza geniale. La Capriccio ci saranno non una ma tre capricciose: classica, di mare e faraona.”

Quando le potremo assaggiare a Ischia?
“Vorrei dirti il prima possibile perché sono ansioso di far conoscere a tutti gli ischitani le mie nuove pizze; ad oggi non posso darti una data precisa, mi auguro in qualche evento nei prossimi mesi”.

1 commento

  1. senza dubbio sarà un’ottima pizza, anche se personalmente piace la classica Margherita, detto questo, la vedo trippo farcita, e mi verrebbe da dire na pizza Polentona, infatti quando si lascia la Campania tutta, la pizza si trasforma in un agglomerato di sapori a volte che non legano tra di loro, uno schifo. Provate a andare a Ischia -Ponte “Chalet Primavera” via pontano, presso la spiaggia dei pescatori e mangerete un’Ottima pizza, senza tanti fronzoli. Oggi tutti Gourmet, senza saper fare la vera pizza Napoletana, per non parlare poi dei forni elettrici, ma questa è un’altra storia

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