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mercoledì, Giugno 12, 2024

Il Papa e la “frociaggine” | #4WD

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Daily 4ward di Davide Conte del 30 maggio

“«Nella Chiesa c’è troppa aria di frociaggine» ha detto il pontefice, sostenendo che i vescovi devono seguire l’istruzione voluta da Benedetto XVI che nega agli omosessuali l’ammissione al sacerdozio.” (cit. TgCom24)

Il pensiero unico, ma più in generale il mainstream, non hanno risparmiato neppure Papa Francesco, la sua età avanzata e le sue evidenti quanto perduranti difficoltà linguistiche con l’italiano spicciolo. La cosiddetta comunità LGBTQIA+ non si tocca neppure di striscio, vero? E questo vale anche per il capo della chiesa cattolica, al punto da costringere l’ufficio stampa della Santa Sede a scusarsi in sua vece. Ma Tu vedi un po’ in che cavolo di mondo viviamo…
Addetti stampa come il compianto Joaquín Navarro-Valls non ne nascono più e per questo ecco avvenire che la toppa è ben peggio del buco. Dichiarare che il Santo Padre “non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi, e rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l’uso di un termine, riferito da altri” è autentica follia comunicativa. Come dire: abbiate pietà di lui, non parla bene l’italiano ed è solito usare vocaboli per sentito dire. 

Seppure così fosse, cari amici Lettori, la domanda da porsi è un’altra: chi è che, nell’entourage papale, è solito esprimersi al suo cospetto con termini del genere? E come emerge una sì grave dichiarazione di Papa Francesco da una riunione a porte chiuse della CEI, a cui solo un sito, il cui titolo è tutto un programma (Progetto Gionata – Portale su fede e omosessualità), nell’ambito di un post a mio giudizio disgustoso, si sforza in ogni caso di analizzarne approfonditamente i risvolti socio-educativi all’interno dell’istituzione seminariale?
Ecco, quindi, che nell’affannarsi ad evidenziare che “nella Chiesa c’è spazio per tutti, per tutti! Nessuno è inutile, nessuno è superfluo, c’è spazio per tutti. Così come siamo, tutti.”, l’ufficio stampa vaticano non solo bacchetta e smentisce di fatto una delle poche esternazioni condivisibili -ancorché in privato- del Sommo Pontefice in carica, ma fa finta di dimenticare che nella tradizione della Chiesa Cattolica l’omosessualità è ritenuta intrinsecamente disordinata e i suoi atti contrari alla natura, in quanto non generano nuova vita.
E proprio perché (e su questo ha ragione Progetto Gionata, ma solo su questo) lo stato di ambiguità sessuale imperante sia nel mondo seminariale sia nei vari livelli di clero è noto a tutti, verrà pure un giorno in cui la Chiesa, anziché alle scuse di circostanza, lavori una buona volta ad analizzare seriamente in quali mani affida il suo gregge.

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