Rubrica
4ward
2 giugno 2026 · 3 min

Il miracolo di Sant’Avanzo | #4wd

Nel giorno della Festa della Repubblica rendo omaggio al Comune di Ischia, all’amministrazione Ferrandino e alla capacità di sfidare le leggi della fisica mettendo in discussione quelle dell’economia. Come raccontato dal nostro giornale, infatti, nel giro di appena un anno l’ente è passato da un disavanzo disponibile di circa tre milioni di euro a un avanzo disponibile superiore a 1,7 milioni.

Tradotto in termini chiari anche ai non addetti ai lavori: un miglioramento di quasi 4,8 milioni di euro. Un risultato talmente straordinario da meritare, se non una candidatura al Nobel per l’Economia, almeno una menzione speciale tra le meraviglie amministrative della finanza pubblica del nostro tempo.

I revisori certificano, i numeri sorridono e il bilancio è pronto a presentarsi con un volto così rassicurante da sembrare uscito da una pubblicità di prodotti finanziari. Tutto bene, dunque? Tranquilli? Forse. Perché chiunque, come me, abbia avuto a che fare con i conti pubblici sa che i bilanci sono spesso un raffinato esercizio di equilibrio. E chi ha trascorso anni a studiarli, a leggerli riga per riga e a verificare dove finiscono i soldi dei contribuenti, sviluppa inevitabilmente una certa diffidenza verso i miracoli improvvisi. Soprattutto quando arrivano in prossimità di appuntamenti elettorali.

Del resto, nella storia della finanza pubblica esistono due categorie di miracoli. Quelli autentici, rarissimi, che nascono da una drastica riduzione degli sprechi, da una lotta efficace all’evasione e da una gestione rigorosa delle risorse. E poi ci sono quelli contabili, molto più frequenti, che non trasformano l’acqua in vino ma riescono a convertire problemi reali in eleganti numeri da esibire nei prospetti di bilancio.

È qui che il cittadino curioso dovrebbe porsi qualche domanda. Come si realizza un miglioramento di quasi cinque milioni di euro in un solo esercizio? Quali sono state le virtuosissime misure straordinarie adottate? E soprattutto: questo avanzo esiste davvero nelle casse comunali oppure vive prevalentemente nelle pieghe di una contabilità sempre più “stile cartiera”?

Il sospetto nasce da un’esperienza ormai consolidata nei comuni italiani. Quando non è possibile utilizzare vecchi artifici contabili – alcuni dei quali sono stati sonoramente bocciati dalla Corte Costituzionale – si cerca spesso conforto in uno dei tanti strumenti tanto legali quanto insidiosi: i residui attivi. Una definizione elegante che, tradotta dal burocratese all’italiano corrente, significa crediti che l’ente ritiene di dover incassare.

Fin qui nulla di male. Il problema nasce quando quei crediti restano tali per anni, senza trasformarsi mai in denaro sonante. Diventano una sorta di moneta immaginaria: non entrano nelle casse, ma aiutano a far quadrare i conti sulla carta. Un po’ come il signore che si considera milionario perché continua a conteggiare tra le sue ricchezze i soldi prestati vent’anni fa a un amico sparito nel nulla.

E allora il dubbio è inevitabile. Dietro il miracolo dell’avanzo disponibile c’è davvero una gestione così virtuosa da aver ribaltato il destino finanziario del Comune nel giro di dodici mesi? Oppure siamo di fronte all’ennesima dimostrazione dell’antica arte amministrativa di spostare il problema un po’ più avanti, confidando che qualcuno se ne occupi dopo le elezioni?

Sia chiaro: nessuno mette in discussione la regolarità formale degli atti. Ma una cosa è la correttezza contabile, altra è la solidità sostanziale dei numeri. E quando una trasformazione appare troppo bella per essere vera, la prudenza non è pessimismo: è semplicemente buon senso.

Per questo, più che stappare bottiglie e intonare inni alla rinascita finanziaria, apriamo i documenti e leggiamo attentamente cosa c’è dietro quei numeri. Perché i miracoli, si sa, appartengono alla fede e non certo a quella in Sant’Avanzo. I bilanci pubblici, invece, dovrebbero legarsi a quella realtà molto meno spettacolare dei soliti comunicati trionfalistici.

Davide Conte
L'autore
Davide Conte

DAVIDE CONTE Classe '66, marito di Catrin, papà di Alessandro e Simone, padroncino di Oliver, Moka, Pepe e Trump. Laureato in scienze della comunicazione, imprenditore pubblicitario e immobiliare, giornalista dal 1997, comunicatore da sempre con la politica nel sangue e l'assertività ad ogni costo. Non fa nulla con la sinistra, neppure guidare. Si definisce "nato pubblico e mai sottrattosi a tale natura. Perché non è facile eludere le predestinazioni".

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One thought on “Il miracolo di Sant’Avanzo | #4wd

  1. L’esistenza dell’avanzo richiede un accertamento completo basato sul controllo minuzioso delle scritture contabili e dei documenti che comprovano qualsiasi operazione pertanto ogni amministrazione parla di avanzo, conti in ordine e quantaltro ma molto spesso questo controllo minuzioso non è compiuto. Inoltre dalla società Gianluchino e Ferrandino S.R.L. ti puoi aspettare di tutto. MEDITATE GENTE MEDITATE

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