Il barone Pascale resta senza sentimento: Lacco Ameno ha scelto Domenico De Siano

Tre anni di porto chiuso, un cantiere in pieno centro a ridosso del voto, le multe davanti all'ospedale e una squadra sfaldata pezzo dopo pezzo: il consuntivo politico di una sconfitta annunciata, mentre Domenico De Siano ricompone il mosaico e incassa oltre 800 voti di scarto

Ascolta l'articolo
Tocca per riprodurre

La sconfitta di Giacomo Pascale alle elezioni comunali di Lacco Ameno del 24 e 25 maggio 2026 non è il risultato di un singolo errore, ma il frutto di una somma di scelte politiche e amministrative che hanno scollato il sindaco uscente dal “sentimento” reale del paese.

Mentre Domenico De Siano festeggia una vittoria che oltre 800 preferenze di scarto consegnano come netta e definitiva, il bilancio della consiliatura appena conclusa restituisce un quadro in cui la comunicazione da tifoso ha finito per nascondere, anche agli stessi amministratori, la percezione diffusa tra cittadini, commercianti e albergatori.

Il vero spartiacque della consiliatura porta un nome solo: porto. Quella che Pascale e i suoi sostenitori hanno costruito per anni come la grande battaglia identitaria, il ritorno del porto alla mano pubblica dopo la stagione del project financing con Peppe Perrella e la sua Marina di Pithecusa, si è rivelata il vero boomerang elettorale. Non è una questione di schieramenti tra privati o presunti pubblici. Il dato amministrativo è che il Comune di Lacco Ameno non è riuscito a vincere quella partita con gli strumenti dell’amministrazione, ma soltanto grazie all’intervento della Procura della Repubblica. E quando entra in gioco la magistratura, la politica esce sempre sconfitta, qualunque sia l’esito processuale.

Il porto, sequestrato e poi gestito a mezzo servizio, è rimasto chiuso o semichiuso per quasi tre anni. Tre anni in cui Lacco Ameno ha pagato sulla propria pelle l’assenza di un’infrastruttura attorno alla quale ruota una parte significativa dell’economia stagionale. Gli albergatori, i commercianti, gli operatori del corso e del lungomare hanno visto i propri conti correnti assottigliarsi mentre dal Comune arrivava il racconto trionfale di una battaglia vinta.

La gestione tornata pubblica, peraltro, si è tradotta in quattro posti barca per residenti e una ventina di assunzioni a tempo determinato che gravitano attorno alla figura di Giovanni De Siano. Il piccolo sgravio Tari promesso come compensazione non è bastato a rimettere in pari i bilanci di chi sul porto ci campa. Le 30 o 40 preferenze in più raccolte da Giovanni De Siano restituiscono la dimensione esatta, in voti, di quella che a Lacco Ameno è stata percepita come una vicenda personale prima che amministrativa, un capriccio tra De Siano (Giovanni) e De Siano (Domenico) consumato sulle spalle del paese.

Accanto al porto pesa il capitolo dei lavori pubblici, e in particolare il cantiere di Corso Angelo Rizzoli per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Un’opera giusta nella sostanza, devastante nei tempi e nelle modalità. Sei mesi di chiusura imposti ai commercianti del corso, lavori conclusi a ridosso della Pasqua e a poche settimane dal voto, un risultato finale che ai cittadini è apparso un maquillage relativo, perché le auto continuano a parcheggiare e il beneficio percepito resta limitato. Un cantiere gestito senza l’attenzione politica che meritava un intervento di quella portata in pieno corso commerciale.

A questo si aggiunge la pessima gestione delle strisce blu davanti all’ospedale Rizzoli. L’istituzione del parcheggio a pagamento, in sé difendibile, è diventata insostenibile dopo l’abolizione del protocollo interno che consentiva ai cittadini di esibire la documentazione del passaggio al pronto soccorso per ottenere l’annullamento della sanzione. Una scelta intervenuta dopo l’uscita di scena del comandante Raffaele Monti, che ha trasformato un servizio in un meccanismo percepito come puramente vessatorio. E quando in un territorio resta soltanto l’effetto multa, il ritorno politico è inevitabilmente negativo.

Sul piano delle scelte simboliche, due passaggi hanno indebolito la narrazione amministrativa di Pascale. L’affidamento all’Agenzia del Demanio dei due progetti relativi al museo di Santa Restituta e al palazzo comunale ha privato Lacco Ameno della possibilità di rivendicare in proprio la rifondazione dei suoi luoghi più identitari. Una scelta che, al di là delle indubbie professionalità dell’Agenzia, è stata letta come un’abdicazione. Sul fronte opposto, l’annunciata costruzione della nuova scuola di fronte all’ospedale Rizzoli è rimasta un’opera promessa: terreno acquistato, cantiere non ancora aperto, racconto pubblico assente. Sei anni dopo i primi annunci, ai cittadini è arrivata soltanto la conferma che lì, prima o poi, qualcosa nascerà.

Anche le operazioni positive della consiliatura, dalle navette elettriche al risveglio culturale di Villa Arbusto promosso da Carla Tufano, sono rimaste confinate nel circoletto. Villa Arbusto è diventata un punto di riferimento isolano, ma in campagna elettorale non è stata venduta come patrimonio collettivo né è stata percepita dai cittadini come elemento decisivo.

C’è poi il capitolo delle uscite politiche, quelle che hanno consegnato a De Siano una parte della squadra avversaria. Il caso più pesante è quello di Raffaele Monti e di Valeria Chiocca, sostituiti con una scelta che ha spostato un blocco consistente di voti percepiti verso la lista di De Siano. La fuoriuscita di Giacinto Calise, motivata ufficialmente con il diniego all’assunzione del fratello, è apparsa contraddittoria nel momento in cui l’amministrazione ha poi proceduto all’assunzione della compagna di Giovan Giuseppe Zavota. Stessa dinamica per Pietro Monti, al quale è stato negato l’assessorato senza che si trovasse una formula alternativa per trattenerlo. Più complessa la vicenda di Dante e Loise, ma anche lì la gestione politica e personale del caso è stata parte del problema.

Sullo sfondo, una strategia comunicativa rimasta troppo a lungo schiacciata sul registro del tifo, alimentata da un consenso digitale che ha finito per drogare la lettura del consenso reale. Pascale, che pure non è mai stato persona arrogante, ha riproposto sé stesso dopo undici anni di amministrazione con lo slogan “Lacco Ameno non torna indietro”, senza considerare che ai cittadini quel “dietro” più recente coincideva proprio con la sua gestione.

Pascale non è l’unico sconfitto. Carmine Monti esce ridimensionato da una campagna giocata su tavoli diversi e chiusasi con l’approdo nella lista di De Siano di Alfredo Balestrieri, che non ha raggiunto il quorum di preferenze utile per entrare in consiglio comunale. Un epilogo che racconta come, sullo scacchiere delle preferenze, qualcuno abbia saputo regolare con precisione la temperatura del voto. Sconfitto anche il fronte riconducibile all’area di Giosi Ferrandino e quindi a Mario e Pasquale Di Meglio: dopo settimane di rumori, riunioni serali negli uffici legali di Ischia e contatti nei bar di Lacco Ameno, i Polito hanno scelto in modo compatto di sostenere Antonio Di Meglio nella lista di De Siano, in attesa di vedere se quella scelta produrrà un assessorato.

Un ultimo tassello riguarda la presenza di Tuta Irace sul palco della chiusura di campagna elettorale di Domenico De Siano. Un’immagine che fa cadere la narrazione, riproposta a Lacco Ameno a ogni tornata, secondo cui De Siano sarebbe il responsabile della caduta di sindaci e amministrazioni di stagioni passate. Tornare oggi a rimestare quelle storie, senza distinguere le capacità costruttive o distruttive dei protagonisti di allora, finisce per dimostrare l’esatto contrario: che lo stesso De Siano è riuscito a ricomporre tutti i pezzi del mosaico politico locale. Gli oltre 800 voti di scarto sono il consuntivo di quella ricomposizione.

Redazione Web
L'autore
Redazione Web

Articolo realizzato dalla Redazione Web de Il Dispari Quotidiano. La redazione si occupa dell'analisi e della pubblicazione fedele degli atti e dei documenti ufficiali, garantendo un'informazione precisa, imparziale e trasparente. Ogni contenuto viene riportato senza interpretazioni o valutazioni personali, nel rispetto dell’integrità delle fonti e della veridicità dei fatti.

Podcast

Ascolta Il Dispari su Spotify: interviste, approfondimenti e storie dall'isola.

Ascolta ora →
Seguici
Leggi anche

One thought on “Il barone Pascale resta senza sentimento: Lacco Ameno ha scelto Domenico De Siano

  1. LACCO AMENO HA PERSO LA SUA UNICA POSSIBILITA’——UNICA DOMANDA SE E’ LECITO—–I LACCHESI DOVE SONO ???????

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Contenuti sponsorizzati