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Il Barano Calcio promosso nella Juniores Elìte! Mister De Siano: “Il lavoro paga sempre”

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Francesco Leone

Il Barano è l’unica società isolana che potrà iscrivere la sua Juniores al primo Campionato Regionale Juniores Under 19 Elite. In tutto sono 56 le società, fra quelle di Eccellenza, Promozione e categorie inferiori, più qualcuna che opera esclusivamente nel Settore Giovanile, a dover presentare obbligatoriamente la domanda di iscrizione – al torneo riservato alle migliori classificate nella stagione 2018/19 – entro il prossimo 5 settembre. Il primo Campionato Regionale Juniores Under 19 Elite vedrà le partecipanti divise in quattro gironi, composti da quattordici squadre ciascuno. Entro lunedì 4 maggio 2020 si concluderà la fase regionale e la società vincente si qualificherà alla fase nazionale, organizzata dalla Lega Nazionale Dilettanti. Insomma, una bella soddisfazione per il Barano, il suo Settore Giovanile diretto da Massimo Buono e soprattutto per mister Giacinto De Siano, che con grande passione ha fatto crescere e forse farà crescere ancora al meglio gli “under” della società bianconera. Proprio il tecnico abbiamo raggiunto ieri pomeriggio per complimentarci con lui e chiedergli le sue emozioni riguardo la bella notizia, giunta in un panorama Juniores isolano che è davvero desolante.

Mister De Siano, complimenti per la promozione della Juniores del Barano nel primo campionato campano Juniores Elìte. Sarà una grande soddisfazione, ma è anche un premio per il lavoro fatto da lei alla guida della compagine bianconera…
“Io parto 3 anni fa a Barano, scelto dal Responsabile del Settore Giovanile, Massimo Buono, che mi scelse dopo essermi abilitato Uefa B. Abbiamo iniziato questo percorso per invertire una tendenza, facendo capire che la Juniores era importante per la prima squadra, quindi non doveva essere menomata nella completezza della rosa e quindi dei risultati. All’epoca si andava a Napoli ed i ragazzi venivano derisi per i risultati negativi. La Juniores, feci capire, doveva far parte di un percorso di crescita e trasferire giovani alla prima squadra in maniera significativa. Il primo anno fu si assestamento, nel secondo fu fatto un campionato importante perché arrivammo dietro Afragolese e Giugliano, mentre quest’anno, con una Juniores sotto età abbiamo avuto un buon risultato. Tutto, lavorando sodo sul campo, mettendo in primis nella nostra missione sia la tattica che la tecnica”.

La Juniores del Barano, nel panorama giovanile isolano, è una mosca bianca. Nel disastro generale si erge su tutte ed ha ottenuto questo riconoscimento dal Comitato Regionale…
“Questa promozione è il giusto epilogo del percorso fatto coi ragazzi. E’ tutto merito loro. Anzi, li ringrazio perché mi hanno sopportato soprattutto e poi supportato. Si sono allenati nelle sere rigide dell’inverno baranese essendo sempre presenti al campo. Spesso li dovevo quasi cacciare perché era troppo tardi. In questi 3 anni, i ragazzi hanno avuto la massima disponibilità, avevano voglia di giocare a calcio. Voglia che è stata una delle cose più belle che ho potuto constatare. I ragazzi hanno risposto con i fatti alle sollecitazioni. Spesso si vedono ragazzi che si stancano di partecipare e lasciano addirittura prima di arrivare alla Juniores. I miei ragazzi sono stati attori principali della loro crescita. E questa cosa l’hanno percepita, capita e fatta loro e per questo sono arrivati risultati importanti, come quest’ultima bellissima notizia. Forse non tutti sanno cosa vuol dire partecipare al campionato Juniores Elìte…”.

Cosa significa?
“Essere fra le 54 squadre più importanti della Campania. L’elenco riporta Virtus Volla, Afragolese, Afro Napoli, San Giorgio, club che hanno bacini di utenza 20 volte più grandi di quello del Barano. Anche la nostra forza economica non è come quella delle squadre citate e questo fa si che tutto sia una bella storia. Questo ci fa capire che, spesso, non servono grossi capitali per fare calcio. La base importante è l’humus, le persone e se si riescono a coinvolgere i ragazzi, poi questi riescono a diventare calciatori. E molti dei miei hanno anche giocato in Prima Squadra”.

Il risultato è straordinario e visto che, secondo il mio parere, mister De Siano se lo è meritato tutto anche lui, spero e credo e vorrà goderselo in panchina nella prossima stagione. O no?
“Questo deve essere ancora visto. A Barano siamo in un cantiere aperto e tutto è in evoluzione. Spesso, però facciamo riunioni tecniche, sempre per far crescere i giovani. Quindi, certamente metteremo sul tavolo questa nuova esperienza e ci butteremo a lavorare a capo fitto per trarne tutti i vantaggi. Sicuramente, questa novità porterà anche un riflesso benevolo a livello di iscrizioni”.

Insomma, non è certo che sarà sulla panchina della Juniores l’anno prossimo…
“Non lo so ancora. Sicuramente valuteremo i programmi. Potrei anche esserci, ma dopo 3 anni vanno valutate tante cose, visto che siamo alla fine di un percorso. Mi sentirò coi dirigenti e vedremo le prospettive, anche per migliorare il Settore Giovanile. Certamente non lascerò il Barano, perché è parte di me. La mia storia di impegno, con la Prima Squadra e la Juniores, è col Barano. Chiunque, come me, abbia messo tempo e sacrifici nel Barano, vuole sempre migliorare e migliorarsi”.

Visto che lei è sempre stato, ed è, molto vicino al presidente Giosi Gaudioso, del quale è un uomo di fiducia, ci può confermare che il Barano presenterà la domanda di ripescaggio in Eccellenza?
“Si, lo confermo. Il professore ha sempre detto che la presenterà. Che poi venga accolta o meno, non lo si sa…”.

Beh, pare che il Barano abbia tutte le credenziali per tornare in Eccellenza…
“Sicuramente, il Barano ha la matricola più vecchia della Campania, con quasi 50 anni di anzianità. Lo dice la storia che il Barano deve presentare la domanda di ripescaggio. Inoltre è una società sana, senza debiti, appetibile anche sul mercato. Viste le voci che si sono sparse sulla volontà in terra ferma di acquisirne il titolo, anche se lo stesso non è mai stato in vendita. Il professore vuole il ripescaggio perché lo dice la storia”.

Io sono felice che il Barano farà domanda di ripescaggio e spero e credo che verrà ripescata. Però, lei poco fa mi ha detto che a Barano siete in un cantiere aperto, quindi chiedo: avete le risorse necessarie, avete trovato l’assetto societario giusto per fare un campionato di Eccellenza, o no?
“Il Barano ha sempre navigato in criticità economiche. Nonostante sul territorio ci siano tante realtà imprenditoriali che potrebbero aiutare il Barano. Invece, spesso si deve fare di necessità virtù e racimolare i soldi per il sostentamento della società. E’ vero, siamo un cantiere aperto e possono succedere tante cose. Ma il presidente Gaudioso ama il Barano perché lo ha fondato. E’ sempre stato un uomo leale e fare il massimo per il Barano. Anche alla sua età, getta ancora il cuore oltre l’ostacolo. Soprattutto grazie a lui, il Barano può essere ripescato, per i meriti acquisiti sul campo da un uomo battagliero come il professore Gaudioso. Oggi viviamo del rifesso di tutte le sue opere. Le fondamenta del Barano sono solide grazie a lui. Come grazie a lui è fertile il terreno in cui è cresciuta la Juniores”.

L’allenatore del Barano 2019/2020 sarà Gianni Di Meglio?
“Su questo argomento non la posso aiutare. Forse ne sa più lei di me in merito (ride, ndr). Io spero solo una cosa”.

Quale?
“Che questo traguardo raggiunto dalla Juniores faccia capire che anche le altre società possono arrivare ad un qualcosa del genere. Sia da stimolo. Se si lavora, non è vero che ci vogliono chissà quali capitali. Io ho lavorato sodo, sono stato sempre vicino ai giovani, mi sono fatto comprendere e capire, sono stato duro a volte con loro ed esigente. Ma i ragazzi hanno sempre capito che tutto quello che ho fatto per loro, l’ho fatto per la loro crescita. Ed oggi devono godere di questo risultato raggiunto. Non era facile rientrare fra le migliori 54 della Campania. Li ho ringraziati, dicendogli che era tutto merito loro. A loro va fatto un plauso, perché in 3 anni hanno dato l’anima. Si sono messi sempre a mia disposizione. Attraverso il sacrificio, gli allenamenti duri, le vittorie e le sconfitte e conseguenti le analisi fatte insieme alla lavagna, hanno capito cosa voglia dire crescere nel calcio. Hanno capito che dovevamo migliorarci e la storia ci dice che l’obiettivo è raggiunto. Non abbiamo fatto un miracolo, ma è vero che il lavoro paga sempre”.

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