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4ward
21 marzo 2026 · 3 min

Finalmente dissidenti e dissenzienti. E a proposito del mercato.. | #4wd

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All’insegna del “meglio tardi che mai”, la dichiarazione ufficiale di Pasquale Balestrieri, Antonio Mazzella e, soprattutto, di Ida De Maio con cui, concretamente, escono dalla maggioranza di Enzo Ferrandino e si distaccano dal loro fallimentare programma di governo del Comune di Ischia, rappresenta un importante spartiacque tra il passato e il futuro della politica locale.

Il gesto dei tre avrebbe senz’altro assunto un peso specifico ben più importante qualora, da tempi non sospetti e non solo a un anno dalle prossime elezioni amministrative, avessero preso chiaramente le distanze da un sindaco e un’amministrazione da dimenticare e da un operato che, purtroppo, oggi li vede compartecipi -seppur maltrattati e marginalizzati- di una serie incomprensibile di azioni senza senso che hanno ridotto il nostro territorio (inteso nel senso più ampio del termine) ad una vera e propria terra di nessuno. Non starò certo qui a ripetere le assurdità di questa mala-amministrazione senza precedenti nella storia del nostro Comune, perché a differenza dei miei amici oggi finalmente dissidenti e dissenzienti, io lo scrivo da ben diciannove anni a questa parte.

Da quando, cioè, ho assistito per cinque anni da consigliere di minoranza al lento declino targato Giosi Ferrandino (indubbiamente un gigante politico rispetto a Enzo, Gianluca e compagni), per poi continuare da semplice cittadino e opinionista a narrarne le gesta tutt’altro che eroiche, sue e del suo successore, fino ai giorni nostri. Motivo per cui nessuno più di me può porre in evidenza quanto sia indispensabile interrompere l’ennesima forma di continuità politico-amministrativa che nel 2017 ci regalò Enzo dopo Giosi e, il prossimo anno, ci porterebbe addirittura Gianluca Trani dopo lo stesso Enzo. Come dire, “Dio, scansa e libera”.

Però, oggi mi piace rimarcare l’ultima novità, in ordine di tempo, dell’amministrazione comunale in carica: la questione del mercato comunale di Via Morgioni. Quante volte Vi ho scritto lo stato di totale abbandono in cui quella struttura, riportata in vita dall’amministrazione Brandi e particolarmente ambita ai mercatali che, all’epoca, si contesero l’assegnazione dei box nuovi di zecca, è stata ridotta prima da Giosi e poi, peggio ancora, da Enzo Ferrandino…

Oggi, nel deserto generale, quell’area è ostaggio del mercatino di bancarelle che viene svolto nel parcheggio antistante e, al suo interno, delle scuole di pattinaggio che vi operano in assenza di altre strutture adeguate alla loro attività. E il Comune, attraverso il suo dirigente pro tempore, cosa fa? E’ necessario fare cassa, questo il leit-motiv di certi buoni a nulla capaci di tutto. E allora, via con le ordinanze di sgombero agli occupanti “morosi”. Ma… morosi di cosa? Di quelli che dovrebbero essere i presunti proventi di un contratto scaduto e mai rinnovato?

O di sette anni di mancate comunicazioni a cui oggi, a quanto pare, si tenta di porre rimedio con discutibili convocazioni ad personam che non fanno altro che reiterare, dimostrandola senza timore di smentita, la totale incapacità di una pseudo-classe dirigente di rimediare a una gestione a dir poco pedestre di quel che è di tutti, perseguitando ingiustamente e a rischio di pesanti azioni di rivalsa alcuni dei propri concittadini già fin troppo vessati nel loro più che violato diritto alla libera impresa?

E’ questo il modo di tutelare un’economia locale fin troppo provata e un comparto del commercio che piange già da tempo lacrime amarissime, con negozi sfitti e aziende insospettabili in gravissima quanto irreversibile recessione?

Bene, è anche per questo motivo che Pasquale, Antonio e Ida, riconoscendo il fallimento della loro scelta elettorale del 2022, avrebbero potuto decidere ben prima di limitare i danni operati da Enzo, Gianluca e compagni sulla pelle di tutti noi. Ma a cominciare dagli operatori vessati del nuovo mercato comunale, Ischia è fortunatamente piena di scontenti pronti a ripartire daccapo.

Davide Conte
L'autore
Davide Conte

DAVIDE CONTE Classe '66, marito di Catrin, papà di Alessandro e Simone, padroncino di Oliver, Moka, Pepe e Trump. Laureato in scienze della comunicazione, imprenditore pubblicitario e immobiliare, giornalista dal 1997, comunicatore da sempre con la politica nel sangue e l'assertività ad ogni costo. Non fa nulla con la sinistra, neppure guidare. Si definisce "nato pubblico e mai sottrattosi a tale natura. Perché non è facile eludere le predestinazioni".

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