Feola: «Una piattaforma digitale per tracciare uomini e mezzi nei cantieri della ricostruzione»

Dati di delittuosità in calo in quattro comuni su sei, presidio dei vigili del fuoco a Forio, videosorveglianza da potenziare. Sulle zone rosse: «Nessuna richiesta dai sindaci, ma pronti a istituirle se necessario»

22 maggio 2026 · Forio

Una mattinata densa di significati istituzionali, conclusa con un confronto diretto con la stampa nella sala del consiglio comunale di Forio. Il prefetto di Napoli Di Bari ha presieduto la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicata all’isola d’Ischia in vista della stagione estiva, al termine della quale ha risposto alle domande dei cronisti presenti.

Prefetto, in casi del genere la prima domanda è abbastanza scontata e inevitabile: come ci si prepara ad affrontare la stagione in un territorio che, dal punto di vista demografico e non solo, è destinato a cambiare pelle di qui a breve?
«Innanzitutto grazie al sindaco di Forio, grazie a tutti i sindaci per questa meravigliosa accoglienza. Ci si prepara come noi oggi abbiamo fatto, tenendo una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in cui abbiamo esaminato tutti i vari aspetti che riguardano il controllo del territorio, a iniziare dai porti, per un’attività abbastanza incisiva sul piano dell’azione antincendio e sulla possibilità di incrementare una serie di misure. Abbiamo fatto un esame complessivo sui dati di delittuosità di ogni comune di questa isola e sostanzialmente su due comuni i dati appaiono quasi stazionari, per quattro sono in forte diminuzione.

Oggettivamente abbiamo una situazione che si presenta con un dato positivo. Abbiamo stabilito che una serie di risorse vengano assegnate ai porti per un controllo ancora più incisivo. Abbiamo deciso anche di adottare misure di controlli straordinari del territorio, proprio perché siamo all’inizio della stagione estiva. Abbiamo attivato qui un presidio da parte dei vigili del fuoco, con assegnazione di risorse, perché io ho sempre sostenuto che l’insularità deve avere una priorità su tutti gli altri sistemi per un motivo molto semplice: l’insularità ha delle difficoltà oggettive. È il motivo per il quale oggi sono qui, e ho trovato una grande disponibilità da parte dei sindaci a collaborare.

C’è una grande sinergia. Abbiamo affrontato anche il tema sollevato dalle associazioni di categoria dei commercianti, perché spesso accade che, laddove c’è una situazione di oggettiva positività del controllo del territorio, basta un singolo episodio per provocare un allarme non indifferente. Anche su questo serve una maggiore integrazione tra le forze di polizia e le polizie locali, in modo da avere un presidio davvero sotto controllo. L’ultimo argomento affrontato è il sistema di videosorveglianza, importantissimo: abbiamo verificato che alcuni comuni hanno un sistema efficiente, da rendere ancora più efficiente perché alcune telecamere non funzionano; in un comune, però, devo dire la verità, abbiamo trovato il funzionamento delle telecamere al cento per cento.

Tutto questo rientra in un obiettivo ben preciso: avere a cuore e a sistema l’intera isola, guardando con oggettività al sistema isola, articolato con una serie di problematiche, non ultime quelle che riguardano il trasporto dei rifiuti solidi urbani e i servizi. L’altro tema di cui abbiamo parlato ha riguardato la ricostruzione: con noi c’era il commissario e abbiamo esaminato il protocollo sottoscritto circa un anno e mezzo fa. C’è bisogno di qualche integrazione, anche in relazione alla possibilità di istituire una piattaforma unica per le verifiche e i controlli dei cantieri. Ci siamo dati appuntamento di qui a un mese per integrare e sottoscrivere nuovamente questo protocollo».

L’anno scorso si attivarono delle zone rosse, in una maniera calibrata all’isola. Possiamo attenderci la replica?
«Al momento non c’è possibilità, per un motivo molto semplice: dai sindaci non è pervenuta alcuna richiesta. Tuttavia, qualora dovessero esserci delle novità in questo senso, l’istituzione delle zone rosse nell’immediata attuazione la faremo quanto prima. Ma al momento non c’è questa necessità».

Lei è diventato un po’ il “pacere” dell’isola: quando nasce qualche problema, il primo riferimento è scrivere al prefetto. Dai problemi sindacali a quelli dei trasporti marittimi, allo scontro tra armatori e associazioni di categoria. A differenza di quanto sembra accadere altrove, dove la vostra comunicazione si concentra su delitti, reati, tragedie, anche se in diminuzione grazie al vostro lavoro, qui Ischia sembra essere l’attrattore dei nostri problemi. Che idea si è fatto di Ischia?
«Credo che non debba dire io cosa è Ischia, cosa è Ischia in questa regione e cosa è Ischia nel mondo. Voi avete un’isola che è famosa nel mondo, e posso dire la prima cosa: è un’isola termale. Però devo dire la verità: sono problemi che attengono anche alla sfera dei servizi.

E quando questi servizi sono essenziali, immaginiamo se si bloccasse il trasporto dei rifiuti solidi urbani. Non è un problema di poco conto, è un problema gravissimo. Dobbiamo necessariamente intervenire. C’è anche un’idea che forse nessuno qui attenziona a tal punto: anche la velocità degli autoveicoli sulle strade è un fenomeno che va monitorato, ed è quello che stiamo facendo. Tutto questo rientra nel novero dell’azione che bisogna fare per questa isola, ed è quello che stiamo facendo».

E sui controlli alla movida e quelli stradali, visto l’aumento del flusso di turisti?
«La movida è un fenomeno, come lei ben sa, nazionale. La movida, quando è fatta bene, diverte. Dobbiamo stare attenti a ciò che non va bene, ed è un obiettivo che ci siamo posti già l’anno scorso, dove, devo dire la verità, grazie alle forze di polizia non abbiamo avuto grandi difficoltà. Questo bisogna dirlo. E ci stiamo preparando anche per quest’anno a contenere eventuali danni derivanti non dalla movida, ma dalla mala movida».

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