Dante De Luise: «Con la vecchia squadra non c’era più margine, ora rilanciare Lacco Ameno»

22 maggio 2026 · ELEZIONI2026

Dante De Luise non ha bisogno di presentazioni nella campagna elettorale di Lacco Ameno. Consigliere comunale uscente, commerciante, è uno dei volti che in questi anni ha attraversato la vita amministrativa del paese. Questa volta si presenta agli elettori con una nuova casa politica, la lista “Sempre per Lacco Ameno” a sostegno della candidatura a sindaco di Domenico Di Siano. Lo abbiamo incontrato per fare il punto sul mandato appena concluso e sulle ragioni che lo hanno portato a separarsi dalla compagine con cui era stato eletto.

Consigliere De Luise, cinque anni di amministrazione a Lacco Ameno. Che bilancio porta?
«Sono stati cinque anni, anzi sei perché siamo durati un poco di più, positivi sotto tanti aspetti e meno positivi sotto altri. È giusto oggi ricordare quella che è stata la mia parte amministrativa all’interno di una compagine. Mi sono sempre impegnato per il territorio, per la comunità e soprattutto per i miei concittadini. Tanti risultati li abbiamo portati a casa insieme alla mia ex squadra di governo, ma tante attività le ho portate avanti fino in fondo.

Penso al centro anziani, che è stata una mia idea e che abbiamo concretizzato. Penso all’area fitness in località Capitello, per la quale abbiamo combattuto a lungo prima di arrivare a quel risultato, ed è motivo di orgoglio. Penso al ritorno della sezione primavera a Lacco Ameno, cosa che mancava da tantissimi anni: anche lì c’è stato un grande lavoro e ringrazio l’Ufficio di Piano, l’ambito e la dottoressa Orsino per questo grande risultato. Penso alla riqualificazione di tutte le periferie del Comune di Lacco Ameno, dove abbiamo investito tante risorse: via Pannella, via Mezzavia, la 167, località Fundera, interventi di riqualificazione e manutenzione che hanno portato la periferia a livelli più alti. Del mio operato sono soddisfatto».

E dove invece non è soddisfatto?
«Quello dove non sono soddisfatto, e che ha contribuito anche al mio allontanamento, è stato un metodo di lavoro, un modo di fare. Dopo cinque, sei anni onori il tuo contratto con gli elettori, ma poi ti rendi conto che per i prossimi cinque anni, all’interno di una compagine in cui si mette da parte l’interesse pubblico e prevale l’interesse personale, non ci sono le condizioni per continuare ad andare avanti».

A proposito di simboli di questa campagna, c’è la vicenda degli orologi del paese, che la vede involontariamente protagonista. Come l’ha vissuta?
«L’ho vissuta con un poco di comicità. Parlare di orologi quando si è tutti amministratori del proprio paese non ha molto senso: non è solo chi ha dato indirizzo di collocare due orologi nel paese a doverne rispondere. Se non funzionavano, mi chiedo: gli altri consiglieri comunali e amministratori se ne sono accorti? Se non se ne sono accorti, è grave. Non è che Dante De Luise indirizza la collocazione e l’acquisto di due orologi e poi ne deve avere pure la manutenzione, perché io non aggiusto orologi. Sappiamo benissimo qual è il mio lavoro e la mia professione.

Non ho difficoltà a fare nome e cognome: Vito Manzi, ad esempio, si impegnò tantissimo nella riparazione, ma purtroppo ci sono dinamiche diverse che spiegheremo meglio più avanti, e non ci siamo riusciti. Non è che Dante De Luise si è disimpegnato: come ha guardato alle mancanze degli orologi, ha notato anche tante altre mancanze che ha risolto. Questo, probabilmente, dovevano farlo anche gli ex amministratori. O se ne sono accorti solo adesso? Forse erano impegnati a guardare come procedevano i lavori del porto. Forse erano impegnati a tenere la testa bassa, non alta. Guardavano in basso. Sì, guardavano in basso».

Sempre restando alla metafora dell’orologio, adesso quello di Lacco Ameno guarda avanti. La chiave conclusiva del suo abbandono è quella di dire: con quelle persone non riesco più a convivere, non posso più programmare un domani. Che futuro ha Dante De Luise per Lacco Ameno con i nuovi compagni di avventura?
«Come dicevo, nella mia squadra passata non vedevo più margini di miglioramento e di crescita, non solo personale, perché l’esperienza amministrativa ti forma anche sul profilo professionale. Si era arrivati al limite di quello che potevamo dare al Paese, e come squadra e come gruppo si era arrivati al capolinea. Oggi è facile parlare dei risultati ottenuti e dei traguardi raggiunti, ma è giusto anche dire cosa non ha funzionato e ripartire da lì. Le lacune più grandi della passata amministrazione, secondo me, sono state i lavori pubblici e il servizio di nettezza urbana, dove per cinque anni non siamo stati incisivi.

E lo dico anche di me stesso: è giusto prendersi le proprie responsabilità e riconoscere i propri limiti. Bisogna ripartire e rilanciare il Paese, soprattutto sotto il profilo turistico. Da commerciante mi rendo conto che non abbiamo avuto grandi prospettive per i prossimi anni, ed è giusto ridisegnare il Paese anche sotto il profilo commerciale e farlo ripartire.

Senza essere critico, ma non abbiamo legato con il comparto commerciale: territorio e politica si erano sfilacciati, non abbiamo tenuto conto dell’ascolto delle problematiche, siamo andati avanti per la nostra strada. Dovevamo fare qualcosa in più. Oggi mi prendo carico, se la gente ci darà l’onore di amministrare, di tutte le istanze dei commercianti, voglio portarle avanti proprio per superare queste difficoltà».

Lei faceva riferimento, in particolare, alla crisi strutturale del corso Angelo Rizzoli, che è l’arteria di accesso a quella che è forse la migliore rappresentanza dell’accoglienza dell’isola, con una concentrazione di alberghi di alto livello che richiedono servizi adeguati.
«Lacco Ameno, morfologicamente, è un paese fortunato. Abbiamo grandi alberghi: l’Hotel Mezzatorre, il San Montano, il Botania, il Reginella, il Regina Isabella, tante strutture di altissimo livello con una clientela di altissimo livello, praticamente a 300 metri dal corso principale e dal paese. Ci dobbiamo far trovare pronti per quella tipologia di clientela, alzare un poco il livello e il target del Paese, perché queste persone possano essere soddisfatte al cento per cento del proprio soggiorno. Noi isolani siamo maestri nell’ospitalità, sappiamo accogliere gli ospiti, ed è giusto puntare su questo tipo di turismo».

Siamo arrivati alla fine di questo incontro. Il suo appello agli elettori.
«Non è che faccio un appello al voto, perché non mi piace. Oggi dico: votate la lista “Sempre per Lacco Ameno”, votate Domenico Di Siano sindaco per rilanciare il nostro paese. Grazie».

Podcast

Ascolta Il Dispari su Spotify: interviste, approfondimenti e storie dall'isola.

Ascolta ora →
Seguici