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sabato, Aprile 20, 2024

Emilio Frisone. I giovedì di Sandra

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C’era una volta a Via De Rivaz la macelleria di Davide (Daviduccio) Scotti, e lì da giovane ragazzo andò a lavorare Emilio Frisone, di Barano figlio di Elvira Galano e di Pietro Frisone e fratello di Teresa e Angela. Era la fine degli anni Sessanta e Emilio ogni giorno scendeva da Barano, esattamente da Sopra la Valle, con la sua Vespa bianca, e restava lì a fianco a Daviduccio attento ad imparare. Emilio era nato il 7 Gennaio del 1949, ed era un ragazzo simpatico, molto ironico, con la battuta pronta, e con tanti amici sia dove era nato sia “abbascia a marin”. Uno dei suoi amici più cari era mio marito Alfredo e spesso uscivano insieme o scendevano a Ischia per lavoro.

Fu lui che un giorno mi disse di un suo amico che lavorava in Banca e che mi aveva notata. Devo ad Emilio la mia lunga storia con Alfredo. Nel nostro vicolo molti andavano ogni tanto a trovare Davide per scambiare due chiacchiere e anche dei ragazzini. Ricordo in particolare Sergio Fermo che praticamente stava spesso soprattutto in estate con Davide e Emilio. Passando gli anni Emilio cambiò lavoro e andò in farmacia da suo zio Michele Buono (Tubbett), perché la moglie di Michele era sorella di suo padre. Lavorando li sul corso Vittoria Colonna, conobbe una bella ragazzina di 18 anni, Vera D’Andrea, che veniva da San Nicola La Strada (Caserta) a trovare la sua nonna Olga Merola, conosciuta da tutti come Olga della Mobilfiamma, il cui negozio era proprio vicino alla farmacia.

A Ischia, Vera aveva anche una zia sorella della mamma, Giovanna Merola, sposata con Mario De Maio e che abitava a Via Morgioni e mamma di tre figli maschi. Emilio corteggiò Vera e si fidanzarono. Lei si era appena diplomata maestra elementare e quindi viveva a San Nicola La Strada, ma non fu un problema e infatti dopo circa sei anni di fidanzamento, il 30 Aprile 1980 Emilio e Vera si sposarono lì al paese di Vera e poi vennero a vivere a Barano nella casa di famiglia. Vera insegnava alle scuole elementari della zona detta TERONE e Emilio era in farmacia. Nel frattempo, uscivamo spesso insieme o ci vedevamo a casa e l’amicizia tra noi diventava sempre più bella e fatta di cose semplici. Nel 1982 nacque Piero e nel 1984 Elvira, e entrambi vivono e lavorano a Milano con le rispettive famiglie.

Ma negli ultimi giorni di maggio 1989 Emilio ebbe un malore in farmacia che sembrò rientrato dopo qualche giorno. E io ricordo quell’ultima volta a casa sua nella bella cucina, quando andammo a fargli visita e lui mi disse: “Sandra mi sono sentito così male che ho pensato che stessi morendo”. Dopo due giorni di nuovo malore e ricovero a Napoli in ospedale dove dopo giorni morì il 13 giugno 1989. Vera avrebbe compiuto 33 anni tre giorni dopo e rimase vedova con due bambini uno di quasi sette e una di quasi cinque anni. Un dolore incredibile per tutti, Emilio era un uomo forte e non ci sembrava vero. Un dolore che in me fu così forte che mi ha lasciata lì a quel giorno, visto che solo se dico Emilio piango. Dopo circa un anno e mezzo Vera tornò con i figli a San Nicola dove vivevano i suoi genitori, ma ogni estate puntuale tornava e torna con i figli a Barano.

Caro amico fraterno Emilio, ho voluto ricordarti perché lo sto facendo con tutto il cuore per chi ho conosciuto e ci ha lasciati. Oggi saresti nonno di Emilio figlio di Piero e di Valeria figlia di Elvira e so che saresti un nonno speciale così come sei stato un padre, un marito, un amico e un uomo speciale e vado fiera di esserti stata amica.
Ringrazio Vera D’Andrea e Piero Frisone per le belle foto che posto in questo scritto

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