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Echi delle distanze, anche arte e sostenibilità

Ass. Titta Lubrano: “Dobbiamo provare a dare agli oggetti una seconda vita”

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Leo Pugliese | “Dare agli oggetti una seconda vita, per non farli finire direttamente in discarica” – è questo l’appello che è venuto fuori giorni fa, al workshop organizzato all’interno della rassegna “Echi delle distanze”, che ha posto al centro del laboratorio, oggetti usati e raccolti nella discarica a cui è possibile dare una seconda vita ed addirittura trasformarli in strumenti musicali.

L’incontro, come quelli che proseguiranno nel corso dell’anno, ha favorito il confronto tra diverse esperienze culturali ed insulari molto simili tra di loro, come quello appunto delle isole che possono unirsi tutte assieme su temi importanti come quello dell’ambiente e della salvaguardia del pianeta, declinando attraverso la musica, l’arte e sostenibilità, processi virtuosi.  

Pezzi di legno, fusti di latta, tubi di plastica o vecchia posateria, sono diventati così tamburelli e piccoli flauti entusiasmando letteralmente bambini e adulti, che hanno affollato il suggestivo Casale Vascello.

Da sempre l’attenzione all’ambiente e alle dinamiche della giusta razionalizzazione di tutti gli oggetti che possono essere riutilizzati, è al centro dell’azione amministrativa, impegnata in prima linea con l’assessore al ramo Titta Lubrano Lavadera:

Il laboratorio che abbiamo sperimentato giorni fa si è proposto di dare una seconda vita a quelli che noi consideriamo essere rifiuti, non a caso la materia prima di questo workshop è stata trovata un po in giro nei cassonetti dell’isola e anche al centro di raccolta dove il nostro artista ha fatto “acquisti”. Ci sono materiali che normalmente sarebbero finiti nella discarica e invece sono stati riutilizzati in atra fora, prendono vita e lanciano un messaggio che da sempre portiamo avanti anche con le nostre testimonianze. Dobbiamo provare ad essere più leggeri e cercare di dare più vita ai rifiuti cosicché possano finire in discarica il più tardi possibile.

Un altro messaggio che è stato lanciato con questo laboratorio è stato quello di incuriosire i piccoli per far capire loto che chiaramente non tutto quello che viene buttato non può più essere utile. Questo workshop è stato uno dei piccoli eventi che costelleranno Procida Capitale della Cultura, crediamo tanti in questi eventi, in queste piccole manifestazioni che coinvolgono persone, bambini, per noi cultura è anche questo”.

Questo evento, come tutti quelli che vedranno protagonista Procida in questo anno, come diceva l’assessore, saranno altresì l’occasione per sperimentare nuove politiche sostenibili sia in termini di gestione delle risorse, ma anche e soprattutto in termini di riduzione dell’impatto sull’ambiente.

L’innovazione e l’apprendimento sociale di quanto un ecosistema fragile come quello dell’isola possa e debba essere salvaguardato in questo anno e negli anni che verranno, saranno parte integrante di tutto il processo a basso impatto ambientale e alta capitalizzazione socioculturale del territorio.

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