Domenico De Siano vuol vederci chiaro sulla situazione finanziaria lasciatagli “in eredità” da Giacomo Pascale. La nuova Giunta di Lacco Ameno ha infatti formulato agli uffici competenti un atto di indirizzo «per la ricognizione straordinaria della situazione finanziaria, patrimoniale, tributaria e contenziosa dell’Ente all’inizio del mandato amministrativo».
In premessa si evidenzia proprio che l’insediamento della nuova Amministrazione rende opportuno procedere a tale verifica, «al fine di acquisire un quadro conoscitivo aggiornato e completo dello stato dell’attività amministrativa e gestionale». Infatti «il corretto esercizio delle funzioni di indirizzo politico-amministrativo attribuite alla Giunta Comunale presuppone la piena conoscenza della consistenza delle entrate e delle uscite dell’Ente, dello stato della riscossione, dell’effettiva capacità di recupero dei crediti comunali, dell’andamento del contenzioso e dei rischi potenzialmente gravanti sul bilancio».
Di qui la necessità di una ricognizione anche «delle principali criticità organizzative, regolamentari e gestionali che possano incidere sulla corretta amministrazione delle risorse pubbliche», al fine di porre in essere la programmazione delle attività di governo e l’attuazione degli obiettivi di mandato.
La delibera evidenzia ancora che «la gestione delle entrate comunali, la corretta tenuta della contabilità finanziaria, il monitoraggio degli equilibri di bilancio e l’adeguata valutazione dei rischi derivanti dal contenzioso costituiscono elementi essenziali per assicurare la sostenibilità dell’azione amministrativa».
Per la nuova Amministrazione è dunque indispensabile «verificare il livello di efficienza delle attività di accertamento e riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali, sia ordinarie che coattive», nonché «procedere ad una verifica della consistenza dei residui attivi e passivi, dello stato del fondo cassa, dell’adeguatezza degli accantonamenti effettuati nel risultato di amministrazione e della corretta quantificazione dei fondi destinati alla copertura dei rischi derivanti dal contenzioso».
Senza una analisi dello stato del contenzioso non è possibile programmare le future attività amministrative. Di conseguenza occorre anche verificare l’adeguatezza e l’aggiornamento dei relativi regolamenti comunali.
Una “gran mole” di lavoro che viene demandata i responsabili dei Settori interessati, che dovranno relazionare alla Giunta.
IL CONTENUTO DELLE RELAZIONI
La ricognizione dovrà essere trasmessa entro dieci giorni dalla delibera approvata il 10 giugno e i relativi “compiti” vengono assegnati ai responsabili del Settore Tributi e Finanziario e del Settore Affari Generali con il supporto del segretario generale.
Le relazioni dovranno contenere: «stato della riscossione ordinaria delle entrate tributarie e patrimoniali, con indicazione delle percentuali di riscossione registrate negli ultimi cinque esercizi; stato della riscossione coattiva effettuata direttamente dal Comune all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e ai concessionari, con indicazione dei carichi affidati e delle percentuali di riscossione registrate negli ultimi cinque esercizi;
consistenza complessiva dei residui attivi tributari e patrimoniali, con suddivisione per annualità e tipologia di entrata, delle posizioni a rischio prescrizione o decadenza e valutazione dei crediti ritenuti effettivamente recuperabili; consistenza del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, con analisi del grado di copertura dei residui attivi e valutazione dei possibili effetti sugli equilibri finanziari dell’Ente; consistenza del fondo cassa, con evidenziazione della quota vincolata e non vincolata, nonché analisi dell’andamento della gestione di cassa negli ultimi esercizi;
ricognizione dei residui passivi iscritti in bilancio, con suddivisione per missioni, programmi e annualità, corredata da attestazione dei Responsabili dei Settori competenti circa la permanenza delle ragioni del debito e la sussistenza dei presupposti per il mantenimento degli stessi; ricognizione dei finanziamenti, contributi e trasferimenti concessi all’Ente e delle opere pubbliche dagli stessi finanziate, con indicazione delle somme assegnate ed erogate e dello stato di attuazione degli interventi;
verifica del Fondo Contenzioso e degli altri fondi rischi accantonati nel risultato di amministrazione, con indicazione dei criteri di quantificazione adottati e valutazione della relativa adeguatezza; stato del contenzioso dell’Ente, suddiviso per materia (civile, amministrativa, tributaria e lavoro), con indicazione del valore economico delle controversie, del relativo stato di avanzamento e della classificazione del rischio in probabile, possibile o remoto;
prospetto riepilogativo del contenzioso pendente con indicazione del difensore incaricato, del valore della controversia, del rischio stimato e degli accantonamenti correlati; ricognizione dei regolamenti e degli atti organizzativi in materia di gestione del contenzioso e conferimento degli incarichi legali, con indicazione della data di approvazione e delle eventuali successive modifiche;
verifica dell’esistenza di elenchi o short list di professionisti esterni utilizzati dall’Ente e delle modalità di conferimento degli incarichi legali». Il tutto con l’allegazione dei relativi atti e attestazioni.
